Il borgo del benessere

Contrà Leopardi, Piergiorgio Toti Semerano

La complessità del progetto permette a ogni abitazione di avere un diverso scorcio visivo sui portici, piazzette e stradine


L’uomo e i suoi ritmi naturali. A questo si ispira un nuovo quartiere nel trevigiano

Il progetto di Contrà Leopardi è nato dall’esigenza di recuperare la ricchezza urbana dei borghi antichi riproponendola in chiave moderna.

L’intervento è stato realizzato in una nuova zona residenziale isolata rispetto alle vie di traffico e con affaccio su alcuni terreni a verde. La sua particolarità sta nella combinazione di piccoli blocchi residenziali che variano continuamente nella forma, andando a comporre un singolare tessuto molto articolato tra pieni e vuoti, in cui il verde è l’elemento ricorrente. Gli spazi aperti diventano la naturale espansione delle abitazioni verso l’esterno, in cui non esistono confini tra pubblico e privato, dove le recinzioni sono semplici quinte in essenze arboree.

Frangisole in legno schermano gli edifici caratterizzando le facciate con giochi di ombra e luce di notevole impatto visivo

A ogni singola unità sono state assicurate le migliori condizioni di orientamento, illuminazione e soleggiamento, studiando attentamente la disposizione degli affacci, anche per ottenere diversi scorci sugli spazi aperti. Particolare attenzione è stata rivolta al tema del contenimento energetico, ottimizzando il sistema dell’involucro edilizio complessivo.

In questo contesto il progettista, che ha alle spalle una lunga ricerca sul comportamento dei diversi materiali rispetto alla luce naturale, ha creato una serie di elementi frangisole in legno e ferro, che oltre a schermare gli edifici caratterizzano le facciate con giochi di ombra e luce di notevole impatto visivo. I disegni formati dai corpi traforati sulle superfici intonacate sono gli elementi di discontinuità che variano rispetto allo spostamento della traiettoria del sole nell’arco della giornata, dando origine a sfondi sempre nuovi. Una delle strutture più scenografiche è stata applicata all’edificio nominato La Tempesta, all’ingresso nord, avvolto da lame di iroko che curvandosi e ripiegandosi creano un percorso protetto fra lo spazio pedonale e la facciata.

Un’intelaiatura in lastre di ferro traforato sopra a una passerella più che come uno schermo solare viene percepita come una macroscopica scultura

In corrispondenza dell’ingresso sud, sopra una passerella di collegamento tra due pianerottoli, un’intelaiatura in lastre di ferro traforato esce con un profondo sbalzo, che, al di là della sua specifica funzione di schermo solare, viene percepita come una macroscopica scultura. I volumi che si affacciano sulla piazza Sabato del Villaggio, al centro della contrada, sono protetti invece da una copertura curva in ferro su sottili montanti in iroko, mentre nell’altro lato della piazza una parete in doghe, sempre di iroko, maschera una scala di accesso e si presta come possibile supporto per piante rampicanti. Tutte le opere in ferro hanno il telaio tubolare rivestito in lamiera zincata e verniciata.

Scenografiche strutture in legno curvandosi e ripiegandosi creano un percorso protetto fra lo spazio pedonale e la facciata

Lungo i percorsi principali di questo piccolo insediamento urbano si distinguono i terrazzi, ognuno racchiuso da uno specifico elemento architettonico che funge da frangisole e da supporto per rampicanti, creando una protezione naturale agli ambienti interni dell’abitazione. Sono tralicci in iroko, strutture in ferro verniciato rivestite da lamiere microforate e microstirate, oppure canneti di cedro, che riprendono gli stessi materiali che caratterizzano tutto l’intervento.

Per mantenere una certa linearità dei volumi, per i serramenti sono stati appositamente studiati scuri montati a filo esterno, con il telaio in acciaio e la finitura con la stessa miscela di intonaco utilizzata per i muri. Quando vengono chiuse, le ante modificano visivamente la forometria della facciata, nascondendo completamente i vani di porte e finestre.

Gli scuri, realizzati su disegno, sono montati a filo esterno e rifiniti con la stessa miscela di intonaco utilizzata per i muri

I serramenti sono stati realizzati in abete lamellare sbiancato, con lo spessore del telaio dimensionato per poter alloggiare vetrocamera e quindi garantire un ottimo isolamento termo-acustico. Le porte interne sono in legno impiallacciato con le maniglie e la ferramenta in metallo satinato. Una particolarità di questo progetto è la messa a punto di un sistema di chiave unica meccanica con integrato un sistema elettronico, che può aprire tutti gli accessi comuni e privati, come ingresso, garage, cancelletto del giardino, buca delle lettere. Mediante il chip elettronico applicato alla chiave può essere aperto il proprio ingresso dotato di un cilindro programmabile. In questo modo viene garantita la massima sicurezza contro le effrazioni, oltre all’ampia flessibilità dell’intero sistema in caso di smarrimento delle chiavi, o di un loro annullamento e riprogrammazione. Sempre in ambito di sicurezza, Contrà Leopardi è stata ideata come un piccolo borgo protetto nella sua globalità da una recinzione a chiusura totale dell’area, rendendo superflui i classici sistemi di protezione delle abitazioni, come inferriate e antifurti. Unico elemento di collegamento con le zone “esterne” sono i cancelli carrai motorizzati e i pedonali elettrificati posti in corrispondenza degli ingressi a nord e a sud dell’area. Come quelli delle singole unità abitative, sono stati realizzati con un telaio in ferro rivestito da fogli di rete metallica microforata o da lamiera forata al laser, zincata a caldo e verniciata a liquido.

foto di Carlo Carossio e Stefano Zanardi

Contrà Leopardi
Localizzazione: Olmi di San Biagio di Callalta (Treviso)
Committente: Canova Srl
Progetto architettonico e direzione artistica: arch. Piergiorgio Toti Semerano dello Studio Semerano di Padova
Progetto strutturale e direzione lavori: ing. Sergio Linguanotto
Impresa costruttrice: CEV di Treviso
Superficie totale: 4.100 metri quadrati
Superficie coperta: 1.800 metri quadrati
Blocchi residenziali: 15
Unità abitative: 36
serramenti
Finestre, scuri e porte: Falegnameria Fantin Angelo di Istrana (Treviso)

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