Cultura in trasparenza

Mabic, Arata Isozaki & Andrea Maffei

Uno specchio d’acqua su un letto di ciottoli bianchi segue la forma della biblioteca


A Maranello, la biblioteca si circonda di un sinuoso involucro di vetro
Testo di Giuliana Giornelli
Foto di Alessandra Chemollo

Arata Isozaki e Andrea Maffei firmano a quattro mani il progetto per il Mabic, nuova biblioteca e centro culturale a Maranello. Impegnati in molti dei progetti che stanno ridisegnando il paesaggio e l’anima architettonica dell’Italia contemporanea, l’archistar giapponese e uno dei più emergenti architetti italiani hanno realizzato nel centro della città un edificio trasparente e sinuoso, dove la lettura si trasforma in un’esperienza aperta, in un dialogo con il tessuto urbano. È un progetto lontano anni luce dalla concezione storica della biblioteca come luogo di isolamento concettuale, ed è proiettato, invece, verso la più attuale filosofia che vuole i nuovi spazi del sapere in continuo colloquio con il contesto. Il Mabic ha come obiettivo stabilire un rapporto di interazione con la città: situato all’interno di un tessuto residenziale consolidato, sorge al posto di un edificio preesistente del quale sono state mantenute solo le tracce delle facciate est, nord e sud, ridefinite come muri bianchi ricoperti di edera. È questo perimetro di rampicante che segna il confine del progetto.

La facciata d’ingresso perde la sua sinuosità, lasciando posto a una quinta di pannelli vetrati con una porta a doppio battente

L’interno della biblioteca ospita diversi ambienti distribuiti su un piano interrato e un livello terra, dove un “nastro di vetro” fascia il volume della sala lettura, tratteggiando l’intera silhouette del progetto. Nessun elemento perimetrale chiuso, quindi, ma solo questa continua parete vetrata, lucida, all’apparenza quasi morbida e malleabile nei suoi curvilinei contorni. Uno specchio d’acqua su un letto di ciottoli bianchi segue la forma della biblioteca, giocando con i riflessi del vetro e delle luci all’interno della sala.

La facciata d’ingresso perde invece la sua sinuosità lasciando posto a una quinta di pannelli vetrati con una porta a doppio battente sempre vetrata. Qui la copertura continua oltre la facciata d’ingresso diventando una sorta di pensilina di benvenuto.

Il bianco assoluto del pavimento in resina e degli arredi brilla del verde esterno riflesso attraverso la parete continua vetrata

È lo stesso Andrea Maffei a dire: «Il volume si specchia su una superficie d’acqua che riverbera il colore verde intenso dell’edera sui muri di confine. Una pensilina aggetta verso gli spazi pubblici e rende riconoscibile l’architettura dalla strada; all’interno il bianco assoluto del pavimento in resina e degli arredi brilla del verde esterno riflesso attraverso la parete continua vetrata, che corre lungo la forma curvilinea. La luce che pervade l’open space della biblioteca si esibisce in un gioco di riflessi che rimbalzano dagli elementi bianchi degli arredi, del pavimento e delle strutture, all’acqua e alle vetrate continue trasparenti».

L’edificio è delimitato da una parete vetrata continua, lucida, dalla linea morbida e sinuosa

Per realizzare la facciata strutturale è stata montata una serie di pannelli curvi e rettilinei che scandiscono, con i loro profili in materiali metallico grigio, l’intero perimetro del progetto. I pannelli sono lunghi 2 metri e hanno un’altezza di 4.250 millimetri in vetrocamera. Quelli in curva, di superficie sia concava sia convessa, sono realizzati con tre diversi raggi di curvatura pari a 3, 4 e 5 metri. La vetrata termoisolante (50 millimetri di spessore) è composta da: lastra esterna in vetro temprato extrachiaro AGC Planibel Clearvision di 12 millimetri di spessore molata sul perimetro; intercapedine d’aria di spessore 20 millimetri con doppia sigillatura strutturale e distanziatore metallico anodizzato grigio; lastra interna di sicurezza costituita da un vetro stratificato temperato 8+8+PVB composta da una lastra esterna Guardian float Extraclear, plastico interposto verso l’intercapedine con deposito basso emissivo magnetronico Guardian ClimaGuard e una lastra interna costituita da un vetro temperato extrachiaro AGC Planibel Clearvision.

La biblioteca ospita diversi ambienti distribuiti su un piano interrato e un livello terra

Per consentire una perfetta tenuta all’acqua e all’aria, la sigillatura tra i vetri affiancati è ottenuta con una guarnizione di silicone strutturale di colore grigio. I pannelli sono montati per semplice appoggio su una staffa in acciaio galvanizzato e successivamente vincolati superiormente con un’ulteriore staffa, che consente il libero oscillamento della struttura mantenendo il perfetto allineamento di ciascun pannello con quelli adiacenti. A 3,12 metri circa dal piano di calpestio, in corrispondenza dei giunti verticali tra le lastre, i pannelli sono vincolati per resistere alla pressione esercitata dal vento mediante un ritegno meccanico in acciaio. La vetrata è poi ancorata alla soletta della copertura in cls mediante una serie di zanche, piastre e staffe in acciaio.

La facciata d’ingresso mantiene la stessa stratigrafia del vetro del resto della struttura, ma differisce per le dimensioni dei pannelli, di 1,900 x 3,480 millimetri di altezza, tutti piani, e ancorati alle solette inferiore e superiore. Le caratteristiche energetico-luminose delle vetrate sono: trasmissione luminosa TL 70%, fattore solare FS 69%, riflessione luminosa RL 12% e trasmittanza termica U 16 W/m2K.

Mabic  
Localizzazione: Maranello (Modena)
Committente: Maranello Patrimonio di Maranello (Modena)
Progetto architettonico: arch. Arata Isozaki e arch. Andrea Maffei, studio Arata Isozaki & Andrea Maffei Associati di Milano
Design team: arch. Alessandra De Stefani e arch. Carlotta Maranesi, studio Arata Isozaki & Andrea Maffei Associati – arch. Simone Utzeri e arch. Maurizio Petronio, studio Andrea Maffei Architects di Milano
Architetti associati: Stefano Tozzi, studio M+T & Partners
Struttura: ing. Mario Sbrozzi, Studio Sbrozzi di Modena
General contractor: ATI Cooperativa Muratori Reggiolo (Modena) e Manutenzioni Generali Reggiane di Reggiolo (Modena)
Direzione lavori: Andrea Maffei, studio Andrea Maffei Architects
Strutture: Mario Sbrozzi, Studio Sbrozzi, Modena
Lighting design: Koichi Tanaka, studio M+K Design di Milano
Verde: dott.sa agr. Laura Gatti, studio Gatti di Milano
Dimensioni: superficie del lotto: 850 metri quadrati, superficie lorda edificata 1.175 metri quadrati, superficie lorda del progetto 1.175 metri quadrati e altezza massima fuori terra 5,3 metri
Piani: due, di cui uno interrato
Posti a sedere: 90
Ambienti: emeroteca, fonoteca/videoteca, ludoteca, sala studio, archivio storico comunale, spazio per esposizioni e allestimenti temporanei e sale lettura
Serramenti
Vetrate: AGC e Guardian
Costruzione: Slia Serramenti di Napoli
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