Grigio

Sfumature imprevedibili

Fa risaltare le note eccentriche dei colori fluo, rende più seducenti i toni pastello, illumina i bianchi di tocchi poetici. Ecco i nuovi, sorprendenti scenari di una tinta che ha stregato il cuore del design

Chi l’avrebbe mai detto? Quello che era un colore discreto e riservato, fondale all’apparenza neutro, ha sorpreso tutti ed è stato eletto a furor di popolo la tinta di tendenza del momento. Gli è bastato scrollarsi di dosso la sua patina di anonimato e accompagnarsi a colori imprevedibili. Si è fatto audace, insomma. Addio alle mono-tinte e via libera ai gialli acidi, agli arancioni, ai verdi più brillanti, ma anche agli azzurri polverosi e ai carichi blu. Tutto, all’ombra del design, che ha immortalato questi fatali incontri su divani, sedie, porte, lampade.

Lui, il grigio, passa da una nuance all’altra con elegante disinvoltura e sembra pure divertirsi un mondo. Forse questo ritrovato spirito libero gli deriva dalla sua origine, risultato dell’incontro-scontro tra due colori opposti e contraddittori, il bianco e il nero, senza però averne ereditato gli estremi poteri. È diventato un colore di confine, un territorio di mezzo, insomma, un luogo di sperimentazione. E così, eccolo accompagnarsi ora a colori tenui ora ai bianchi, per evocare con le sue nuance più fumose il mistero della nebbia mattutina o diventare nitido come il tratto grafico di una matita. E ancora eccolo mescolarsi alle tinte più vivaci, per accendersi e brillare come il riflesso dell’argento.

In casa entra a piccoli passi, tinge le pareti con pennellate decise e si distende su pavimenti e tappeti. Poche le regole: basta scegliere la nuance più appropriata, chiara quando c’è bisogno di illuminare, più cupa se l’obiettivo è creare suggestioni shabby, o semplicemente se si cerca un risultato più intenso. Magari meglio non colorare tutte le pareti, e preferibilmente non il soffitto per non rischiare un’atmosfera soffocante. Al contrario, per i pavimenti si può scegliere il grigio omogeneo delle resine, o le superfici lucide delle pietre e delle piastrelle. Si può movimentare anche un ambiente colorando le superfici dei muri di toni diversi, con tonalità chiare per non rendere troppo buio il locale e limitare invece i grigi scuri per le nicchie o i particolari.

Utili come flash di colore sono le porte. Per esempio, si possono scegliere completamente grigie da accostare a pareti di altre tonalità oppure lanciarsi in più audaci fantasie e decori. Da non dimenticare che grigio può essere anche il vetro, che con i suoi gradi di trasparenza e i suoi effetti satinati, fumé od opachi, permette alla luce di filtrare liberamente: una porta in vetro, per esempio, separa gli ambienti ma non crea barriere visive, consente di illuminare anche locali bui, e con i suoi giochi di riflessi può diventare un alleato per movimentare qualsiasi locale.

Al grigio spesso si associa la matericità del calcestruzzo: negli interni più moderni le superfici delle pareti in calcestruzzo e in cemento possono anche essere lasciate a vista, scabre e ruvide e proprio per questo così provocanti. Apparentemente nudi, muri e quinte si scaldano se accostati al legno o alla pietra dei pavimenti o degli arredi, mentre se accompagnati dal metallo, per esempio negli arredi o nelle porte, evocano ambienti industriali, oggi così ricercati soprattutto per i loft.

È importante ricordare che puro va dosato con attenzione: nelle tonalità chiare è considerato rilassante, mentre più intenso è da preferire in ambienti da vivere di giorno. Per il resto non ci sono controindicazioni, anzi, qualunque sia il colore che lo accompagna sa dare sempre il meglio di sé. Per il suo essere in equilibrio tra il nero e il bianco, infatti, la cromoterapia riconosce nel grigio la sua neutralità: è un colore legato alla misura, ma anche al risveglio e alla meditazione. Quindi, via libera in ogni stanza.

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