Pietra, legno & sobrietà

Casa UP, Studio ES Arch

A Madesimo, la rinascita di un antico edificio un tempo destinato a ospitare una stalla e un fienile
Un buon progetto si distingue dalle piccole differenze: si discosta dai canoni senza snaturarli e si allontana dalla tradizione senza voler essere originale ogni costo. Lo si vede nel nuovo volto di un edificio rurale in Valchiavenna, trasformato in residenza dall’architetto Enrico Scaramellini dello studio Es arch. «La costruzione originaria era caratterizzata da una struttura a due piani sovrapposti con funzioni differenti – spiega il progettista -. Al piano terra un ampio locale diviso in tre navate ospitava la stalla, mentre al primo piano, accessibile da sud, l’antico fienile era costituito da un volume di notevole altezza, contraddistinto da un’ampia parte soppalcata». Un aspetto sul quale si è lavorato nella ridefinizione degli spazi interni.

Nell’enorme vetrata che caratterizza l’edificio si alternano pieni e vuoti che, negli interni, vitalizzano l’afflusso di luce incidente, uniforme sulla facciata

«Particolarità del fabbricato – continua Scaramellini – era un doppio portone sovrapposto sul lato est, un elemento che compositivamente definiva un grande riquadro, una grande apertura, un’unica grande finestra funzionale alla vita contadina (stalla e fienile), esito di una cultura materiale radicata che dava espressione alle esigenze, alle necessità di sopravvivenza. Diversamente, a sud presentava un ingresso ampio e un corpo basso con ingresso autonomo». Altro elemento importante è la presenza di un vincolo architettonico, vincolo che il progettista ha sfruttato per puntare a un recupero fortemente legato al contesto basandosi sulla ricerca di materiali, forme e tecniche costruttive dell’edilizia tipica.

«Non potendo reinterpretare liberamente forme e volumi, sono stati utilizzati gli ingredienti presenti sul territorio – spiega –. Anche nella ridefinizione volumetrica si è cercato innanzitutto di non alterare gli equilibri originali. Abbiamo dato un tono più contemporaneo all’insieme sfruttando la notevole altezza del fienile per riorganizzare il volume interno su tre livelli: un piano sottotetto per la zona notte, un piano terra che ospita la zona living e la cucina, e un piano seminterrato».

Alcune finestre sono rifinite con una cornice in intonaco bianco per dare maggiore risalto ai serramenti in legno sullo sfondo delle facciate in pietra

All’esterno, il progetto ripropone il grande rettangolo originario nella facciata est, all’interno del quale sono collocati tutti i serramenti e i relativi sistemi di oscuramento. Le altre facciate sono state risolte con il posizionamento di altre aperture e ingressi, in alcuni casi caratterizzati da una sorta di cornice in intonaco bianco, a dare maggiore risalto ai serramenti in legno sullo sfondo delle  facciate interamente in  pietra.

In questo intervento le aperture rappresentano indubbiamente gli elementi caratterizzanti. La grande vetrata su due piani, composta da un’articolata suddivisione geometrica, è l’icona dell’intero progetto. Attraversando l’intera facciata accoglie al suo interno diversi tipi di serramento.

Al piano terreno, l’ingresso e la portafinestra, a uso di una camera oscurata attraverso degli antoni in luce, costituiscono l’unica porzione potenzialmente cieca. «La particolarità è il montaggio su differenti fili (interno/esterno) – spiega Scaramellini – un accorgimento che permette di ottenere una differente profondità. L’ombra suddivide l’apertura, sottolinea il pieno e il vuoto». Con le ante chiuse, la composizione dell’intera facciata cambia: il basamento pieno in legno si contrappone alla parte superiore priva di oscuranti esterni.

Al primo piano, tre serramenti si inseriscono nella composizione: due finestre, una a battente singolo e una a doppio battente, presentano inferiormente un tamponamento ligneo, mentre un’unica portafinestra con parapetto in vetro, permette di inquadrare il paesaggio fra due edifici prospicienti. Al livello superiore, una grande finestra orizzontale illumina il pavimento del soppalco. La diversa dimensione delle finestre compone l’illuminazione all’interno del fabbricato: la luce uniforme, a causa dell’orientamento dell’edificio, viene rivitalizzata attraverso differenti geometrie e una combinazione di pieni e di vuoti.

Tutti i serramenti sono in legno lamellare di abete, con profili dello spessore di 68 millimetri a doppia battuta, con doppia guarnizione termica e acustica Deventer saldata agli angoli. I profili, verniciati con tre mani di impregnante ecologico, sono rifiniti con coprifili e controdavanzali e sono dotati di vetrocamera 4/18/4 (26 millimetri) contenente gas argon (conducibilità termica Ug 1,00 W/mK). Le porte interne sono in legno, di disegno semplice e lineare che esalta la materia stessa che le costituisce.

Casa UP  
Luogo: Madesimo (Sondrio)
Progetto architettonico: arch. Enrico Scaramellini dello studio ES arch di Madesimo (Sondrio)
Collaboratori: arch. Daniela Riva e arch. Luca Trussoni
Progetto strutturale: ing. Christian Panzeri
Impresa Edile: P.L. Scaramellini Impresa Edile di Madesimo (Sondrio)
Serramenti
Finestre e porte interne: Falegnameria Gadola Luigi di Campodolcino (Sondrio)
Vetri: Planitherm di Saint Gobain

Foto di Marcello Mariana

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