Intriganti simbolismi

Teatro Municipale di Montalto di Castro, MDU Architetti


In scena, un monolitico progetto in cemento dalla facciata in vetro e dai rimandi al passato

Loro si definiscono misuratori del differenziale urbano e il nome del loro studio, MDU, ne è l’acronimo. Sono i progettisti del Nuovo Teatro Municipale di Montalto di Castro, un’architettura lineare e compatta che si affaccia attraverso un’ampia vetrata sulla piazza. Un teatro cittadino, ma anche molto di più.
I quattro architetti, Valerio Barberis, Alessandro Corradini, Marcello Marchesini e Cristiano Cosi interpretano questo progetto come un “modello concettuale di misurazione del territorio” e contemporaneamente cercano di esprimere architettonicamente la magia esercitata dall’evento teatrale nello spettatore. La stessa Montalto di Castro non è solo una semplice cittadina: circondata da una campagna agricola con lievi colline degradanti verso il mare: Montalto viene associata dalla collettività a due eventi architettonici completamente diversi. Il primo è l’insediamento etrusco, ancora presente nella vicina area archeologica di Vulci, il secondo è la Centrale Elettrica Alessandro Volta realizzata nel 2000, il più grande impianto termoelettrico italiano. Entrambi sono presenze importanti e costanti del paesaggio, in particolare la centrale elettrica che con le sue quattro imponenti torri turbogas ricorda le grandi macchine industriali del XIX e del XX secolo.

Una membrana vetrata in facciata illuminandosi trasforma il teatro in una enorme lanterna

Considerando questi fattori spaziali e temporali, il risultato è che il nuovo teatro è un grande monolite in cemento che rimanda alla memoria etrusca, ma su cui si innestano i simboli dell’età della macchina, cioè una membrana vetrata in facciata e un grande volume in policarbonato che di notte, illuminandosi, trasformano il teatro in una enorme “lanterna”, dialogando con la centrale termoelettrica. E l’effetto generato è proprio il primo obiettivo dei progettisti MDU: «Creare una sorta di corto-circuito temporale rispetto al quale l’evoluzione del territorio viene concentrata ed espressa in un unico momento architettonico: arcaicità etrusca versus estetica della macchina» spiegano i progettisti.

Le porte interne sono progettate su misura con profili in alluminio estruso

Altro obiettivo dei progettisti è raccontare attraverso l’architettura la magia esercitata dall’evento teatrale nello spettatore, la magia di ciò che avviene sul palco. E lo esprimono attraverso la sequenza classica del teatro: come in un imbuto lo spettatore passa dalla piazza a lastre d’asfalto al foyer, alla platea, al boccascena, alla scena, e infine alla torre scenica. Varcando l’ingresso, con l’ampia vetrata sovrastata da una copertura a sbalzo in cemento, lo spettatore è immediatamente proiettato verso la scena. «La nostra intenzione – spiegano i progettisti – è di concepire l’architettura del teatro come una rappresentazione di questo incontro: è lo spettatore che interpreta se stesso».

Lateralmente, lungo i fianchi del teatro, una serie di finestrature sottili, sempre con serramenti in alluminio, garantisce luminosità all’interno e si trasforma in uscite di sicurezza

La facciata è costruita con profili in alluminio anodizzato di colore argento, con montanti della profondità di 225 millimetri nei quali. A seguito di una verifica statica, sono stati inseriti elementi in acciaio zincato al fine di aumentare il momento d’inerzia del montante stesso, data l’altezza di 6.720 millimetri.
I profili orizzontali sono montati mediante speciali cavallotti in acciaio zincato costruiti appositamente, i quali, oltre a fissare i profili stessi, hanno il compito di sostenere la vetratura (con composizione 5+5 pvb 0,76/intercalare 12/interno 5+5 pvb 0,76 basso emissivo). I vetri scaricano il loro peso (250 chilogrammi ogni lastra) e le sollecitazioni su speciali cavallotti, che a loro volta sono solidali ai montanti e al rinforzo in acciaio interno, quindi il profilo orizzontale ha una pura funzione di divisione tra le lastre senza essere gravato da alcuna sollecitazione. La facciata ha una trasmittanza termica totale di 1,65 W/m2k.

Sul retro, dietro il palcoscenico, è stata ricavata un’ampia apertura, che si può spalancare a libro per esigenze teatrali e che è schermata da un portellone industriale in pannelli in alluminio rinforzati

Lateralmente, lungo i fianchi del teatro, una serie di finestrature sottili, sempre con serramenti in alluminio, garantisce luminosità all’interno e si trasforma in uscite di sicurezza. Anche sul retro, dietro il palcoscenico, è stata ricavata un’ampia apertura, che si può spalancare a libro per esigenze teatrali e che è schermata da un portellone industriale in pannelli in alluminio rinforzati. All’interno di uno degli alti pannelli, per praticità, è stata ricavata un’ulteriore porta, sempre in alluminio. Le porte interne sono progettate su misura con profili in alluminio estruso.

Teatro Municipale
Luogo: Montalto di Castro (VT)
Progetto architettonico: MDU Architetti di Alessandro Corradini, Valerio Barberis, Marcello Marchesini, Cristiano Cosi
Progetto strutture: ACS ingegneri
Progetto Impianti: ing. Federico Boragine
Progetto acustico: ing. Gianluca Zoppi
Scenotecnico: Roberto Cosi
Direzione lavori: Alessandro Corradini
Impresa costruttrice: Mar.edil Srl
Superficie totale costruita: 1.000 metri quadrati
Serramenti
Profili infissi: serie Metra Poliedra Sky
Realizzazione e montaggio infissi: Scandellari
Vetri: Saint Gobain
Porte interne: su misura con profili in alluminio estruso della serie Indoor di Hydro Ornago

Foto di Pietro Savorelli

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