Semplicità apparente

La linearità nasconde un profondo lavoro progettuale, in cui le forme sono pure e improntate all’essenzialità. Piero Lissoni

Le porte più affascinanti sono alte alte e strette strette. Le porte più belle, infatti, convivono con dimensioni sbagliatissime”

Piero Lissoni

Piero Lissoni è uno degli architetti e designer italiani più conosciuti nel mondo, le cui realizzazioni si caratterizzano per l’essenzialità e la pulizia delle linee, ottenute a seguito di un grande lavoro progettuale. «Il progetto ha una matrice di grande complessità – spiega il designer – non nasce solo da me, ma da un team di progetto del quale faccio parte, che dialoga e si confronta in continuazione. Da questo scambio nasce il progetto. La parte che mi entusiasma è costituita da tutto il processo di progettazione, che poi diventa un prodotto».

Nella progettazione di una porta, quali ritiene che siano gli elementi più importanti da valutare?
Quel che si offre allo sguardo, ovvero una superficie intatta, ripulita di ogni segno e perfettamente uniforme. Il consumatore dovrebbe sempre valutare le dimensioni di una porta e sopra ogni cosa la sua altezza.

Estremamente sottile, la collezione L16 di Lualdi riduce al massimo possibile gli ingombri, tanto da far assomigliare l’anta a battente a un foglio dalla superficie uniforme

Quali sono le caratteristiche della sua porta ideale?
Secondo il mio gusto personale le porte più affascinanti sono alte alte e strette strette. Le porte più belle hanno la qualità di convivere con dimensioni sbagliatissime.

Per Lualdi ha disegnato L16, una porta estremamente sottile…
L16 misura solo 16 millimetri di spessore, ed è pensata per ridurre al massimo gli ingombri, sfidando le regole dimensionali tipiche dell’elemento porta. Straordinariamente sottile, l’anta a battente somiglia a un foglio, a una pagina nitida, capace di separare gli ambienti. Quel che si offre allo sguardo è una superficie intatta, ripulita di ogni segno, perfettamente uniforme.

Un sottile stipite in metallo valorizza il profilo di L41 di Lualdi. La porta può essere realizzata con finiture diverse sui due lati dell’anta, con esiti materici e cromatici molto originali

La tecnologia è stata importante per realizzare una porta così sottile?
Non proprio, perché disegno prima di tutto con il cervello, come dovrebbero fare tutti.

Ritiene che sia importante la personalizzazione per una porta?
Oltre al disegno anche la personalizzazione è un fattore importante, e con il modello L41 ho esplorato anche questo aspetto. Si tratta di una porta caratterizzata da un telaio in metallo, una base da vestire a propria misura, all’interno del quale sono inseriti pannelli, disponibili in diverse finiture: resina, lamiera, vetro retro-verniciato e legno. Sono finiture capaci di personalizzare e rendere unico qualsiasi ambiente, su una porta dal disegno puro.

Pomm reinterpreta il classico pomello, dando vita a una forma pura caratterizzata da una curva raggiata. Disponibile in corian o acciaio satinati e in vari legni, ha una microserratura che, grazie alla rotazione del pomello, permette la chiusura della levetta magnetica

Non sempre è facile abbinare porta e maniglia, infatti ha disegnato anche una maniglia per le porte. Con quali particolarità?
POMM ha una linearità enfatizzata, infatti si tratta di un pomello di apertura dal design pulito. È la re-interpretazione del classico pomello, che dà vita a una forma pura, caratterizzata da una curva raggiata. Grazie alla rotazione del pomello, dotato di una microserratura, si mette in atto la chiusura della levetta magnetica.

Quale ritiene sia il ruolo del colore nella progettazione?
Il colore può essere un elemento decorativo, la cui identità si svela attraverso un disegno purissimo.

Ampia e confortevole, la poltrona Chauffeuse di Living Divani ha una forma classica rivisitata

Osservando le porte e gli arredi che ha disegnato, l’essenzialità e la pulizia delle linee appaiono come gli elementi predominanti. Qual è la sua filosofia progettuale e come definirebbe il suo stile?
Leggero e fluido. Oppure un paradosso: sembra semplice ma con una parte invisibile di grande complessità. Ogni elemento visibile è progettato per scomparire.

Nel suo lavoro, quali sono le sue fonti di ispirazione?
Nel nostro mondo ci sono tanti maestri. Per maestri non mi riferisco solo a quelli dell’architettura, ma anche nei settori della pittura, della scrittura, della fotografia, della musica. Le influenze sono tante e si incrociano tra loro.

Il contenitore Truck di Porro gioca con i volumi, componendosi di due elementi di altezza diversa e bifacciali

Quali materiali preferisce utilizzare?
Amo molto il legno, l’acciaio e il vetro. Nella sua casa sul lago di Costanza, Karl Gustav Jung (psicologo tedesco ideatore della psicologia analitica) dispose una sabbiera, dove trascorreva alcune ore al giorno a giocare a costruire con la sabbia e l’acqua. Gli edifici immaginari che scaturivano da quei pomeriggi restituivano a uno dei padri del pensiero contemporaneo il senso di sé, degli elementi e dell’ambiente circostante. Nel gioco primario degli elementi, nel loro reciproco limite e rispetto, nella loro contaminazione, si può forse immaginare ogni architettura come risultato dell’inesauribile e proficua trama di relazioni, visibili e invisibili, che siamo in grado di riconoscere e instaurare fra uomo, acqua, terra, aria, tra i materiali che uso come il legno, il vetro, il cemento e il ferro.


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