Stupire con la semplicità

Eleganza. Sì, ma senza puntare sugli eccessi e con grande attenzione ai dettagli. Brian Sironi

BrianSIRONI

Non considero mai la decorazione, ancor di più se fine a se stessa

Brian Sironi

«Partendo dal presupposto che ormai qualsiasi cosa è stata progettata e che forse non necessitiamo più di nulla, mi sforzo sempre di dare un senso profondo ai miei progetti». Così parla del suo lavoro il designer Brian Sironi, che continua: «Avere senso per me significa apportare un’innovazione, se non radicale, almeno incrementale, con il proposito di migliorare la vita di ogni giorno, aggiungendo un po’ di meraviglia, un piccolo stupore di fronte al dettaglio di un oggetto o al funzionamento di un meccanismo».

La tecnologia quindi può essere importante. Quale ritiene che sia il suo ruolo nel settore delle porte?
La tecnologia nelle porte ha un ruolo guida: le evoluzioni degli accessori invisibili e dei nuovi meccanismi aprono strade inedite, permettendo innovazioni nel design dei profili e nella scelta degli spessori. Anche i nuovi materiali offrono caratteristiche che prima non c’erano e aiutano a superare delle criticità che caratterizzavano altri materiali utilizzati in precedenza.

La porta Filum di Albed interpreta in modo originale stipite e profilo. Qual è l’idea che sta alla base del progetto?
L’idea di base è disegnare l’oggetto attraverso un segno unico che crei una continuità formale tra stipite e profilo della porta. Ho inoltre cercato di ripensare il telaio come parte integrante dello stipite-coprifilo e non come un elemento separato, una sorta di linea unica che crea armonia fra le parti e genera sintesi formale. L’obiettivo è creare una porta omogenea da entrambi i lati, senza lato A e lato B. Inoltre ho cercato di eliminare ogni vite o fissaggio a vista, un gran lavoro che ha interessato anche tutto il gruppo serratura-maniglia che ha generato un prodotto di estrema sintesi e purezza formale.

In Filum di Albed il pannello in vetro è complanare al muro, mentre il telaio in alluminio fuoriesce: lo stipite si stacca dalla parete uno spessore minimo, ma si raccorda poi con la porta stessa, creando un oggetto unico

In Filum di Albed il pannello in vetro è complanare al muro, mentre il telaio in alluminio fuoriesce: lo stipite si stacca dalla parete uno spessore minimo, ma si raccorda poi con la porta stessa, creando un oggetto unico

Quali sono le particolarità della maniglia?
La maniglia è stata disegnata in continuità formale con la porta, come se facesse parte di un’unica idea. Per questo maniglia e supporto sono stati in un certo senso rivoluzionati: sono pensati in maniera olistica come parte di un tutto e non come un oggetto a parte, il che ha permesso anche un cambiamento nelle tradizionali dimensioni, lavorando ai confini dell’archetipo-maniglia, eliminando ogni sistema di fissaggio a vista. L’impugnatura ha un profilo che negli angoli tra le superfici richiama quello del profilo della porta.

Le maniglie che ha disegnato per Frascio sono molto diverse tra loro. Come mai questo cambio di stile?
In realtà ho semplicemente seguito i brief di progetto e devo dire che mi sono divertito ad assecondare le richieste che in quel preciso momento mi venivano poste dall’azienda. Ho svolto il mio lavoro seguendo i brief dati e i vincoli della produzione industriale, con i quali mi piace sempre misurarmi. Posso affermare di non aver ancora disegnato una maniglia “per me”.

Quanto è importante la decorazione nella maniglia?
Nei miei approcci progettuali la decorazione non viene presa in considerazione, ancor di più se fine a se stessa, come magari potrebbe accadere in una maniglia. Pertanto, mi sono sempre impegnato a differenziare una maniglia dall’altra attraverso le sue forme e l’ergonomia. L’unica eccezione è la maniglia Multi, che può apparire differente per finitura e decorazione, ma in realtà la sua particolarità sta nell’avere impiegato il Corian®, evidenziandone le sue caratteristiche: possono essere accostati diversi colori senza che venga intaccata la sua straordinaria qualità tattile. Pertanto l’effetto decorativo è semplicemente una conseguenza.

Quali ritiene che siano le tendenze di mercato del settore porte e maniglie?
Non saprei rispondere, mi occupo di progettazione non di trend di mercato. Quando progetto, cerco di risolvere problemi e di trovare nuove soluzioni, non di seguire i trend. Posso solo affermare che per un po’ di tempo la sostenibilità è stata definita come un trend, io sostengo che ormai il mainstream legato alla sostenibilità è così importante da essere il presupposto di ogni progetto, una “conditio sine qua non” per cui il prodotto che non è sostenibile è obsoleto.

Quali sono le sue fonti di ispirazione nel suo lavoro di designer?
Rispondo citando il maestro Achille Castiglioni: “Se non siete curiosi, lasciate perdere. Se non vi interessano gli altri, ciò che fanno e come agiscono, allora quello del designer non è un mestiere per voi”.

Su quali aspetti punta di più nel suo lavoro?
Utilizzo differenti approcci progettuali e non possiedo uno stile nel senso estetico o formale del termine. Focalizzo sostanzialmente la mia attenzione su tre aspetti: aggiungere una nuova funzionalità a oggetti esistenti, creare empatia con l’utente per creare nuove o migliorare tipologie di oggetti e infine sul processo produttivo.

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