Erco: Naturalmente trendy

Il nuovo spazio espositivo riflette il concept progettuale della nuova collezione: è luminoso, essenziale, totalmente neutro, ma elegante

Per esprimere il valore del prodotto lo showroom deve essere in linea con il suo linguaggio stilistico

«Stiamo percorrendo la stessa strada che prima di noi hanno percorso i produttori di porte per interno e quelli di arredobagno, che hanno migliorato la propria offerta quando si è cominciato a pensare alle porte come elementi di arredo e al bagno come uno spazio centrale della casa moderna – afferma Antonio Corengia, amministratore di Erco che da oltre cinquant’anni produce serramenti in PVC a Casnate (Como) –. Molto più che in passato ora l’attenzione è rivolta alle finestre che, oltre ad avere una valenza funzionale, devono essere anche “belle”. Circa due anni fa abbiamo quindi deciso di fare qualcosa di più e di nuovo per rinnovare la finestra, trasformandola in un prodotto di design». L’azienda ha affidato il progetto a Giuseppe Bavuso, architetto e designer, che lo ha sviluppato nella collezione Shade. Una collezione che è l’espressione di un nuovo concetto stilistico, che fa della finestra un elemento di interior design, con un’estetica differenziata tra la parte rivolta all’esterno e quella rivolta all’interno. All’esterno la finestra si presenta “tutto vetro”, senza parti del telaio a vista e con l’oscurante che in diversi modelli è incorporato in un’apposita antina. Inoltre, per dare maggior carattere alle facciate, sono stati progettati imbotti in alluminio da applicare alla finestra. All’interno, il serramento è stato pensato complanare alla muratura, con profili appositamente studiati anche per essere personalizzati con l’applicazione di diversi materiali di finitura: legno, vetro laccato, Corian® e cuoio, così da rendere la finestra coerente con il design degli interni.

Il progetto è in costante evoluzione: è prossima la realizzazione di un nuovo serramento scorrevole e di un portone di ingresso che completeranno la collezione. Per presentare la linea a partner e progettisti nel modo più efficace e coerente, Erco ha ampliato lo showroom all’interno della sede produttiva. Anche la progettazione del nuovo spazio espositivo è opera dell’architetto Bavuso, che ha creato un ambiente in linea con i principi della collezione Shade attraverso pulizie di forme, volumetrie lineari e ordinate su un percorso fluido e un’architettura semplice, elegante e naturalmente “trendy”.

La logica della nuova finestra è l’integrazione non solo in un progetto architettonico, ma anche di interior design?
La finestra è e rimane un prodotto tecnico della casa, ma l’architetto Bavuso è stato molto bravo proprio per aver saputo trasformare un prodotto tecnico, prestazionale, in un prodotto di design utilizzando un linguaggio che rinnova l’immagine della finestra e la valorizza come elemento architettonico.

Il design oggi è molto spinto come leva di marketing…
Sicuramente è così, ma il progetto Shade è il primo progetto di design del settore. Negli ultimi anni sulla finestra sono stati introdotti diversi elementi innovativi, però senza una visione globale del prodotto, senza coordinare tra di loro ogni singolo elemento. Il nostro, invece, è un progetto completo e la finestra è stata presentata quando, come dice Bavuso, “è diventata un elemento stilistico, architettonico a sé e non un elemento su cui è stato aggiunto qualcosa”.

Si tratta di un prodotto rivolto al mondo dell’architettura e della progettazione?
Sì. Siamo in fase di lancio della nuova collezione e stiamo cercando di trasmettere, soprattutto al rivenditore, la conoscenza di tutte le possibilità di personalizzazione che questa offre e dei contesti architettonici dove può essere inserita. La rivendita che intende orientarsi su un prodotto del genere, infatti, ha l’assoluta necessità di conoscere bene tutte le sue potenzialità realizzative con soluzioni adatte per le nuove costruzioni, ma anche per le ristrutturazioni. Nel momento attuale un’approfondita conoscenza del prodotto è indispensabile: la distribuzione è molto cambiata e sta cambiando, perché con la crisi si costruisce meno e si lavora di più sulle ristrutturazioni e di conseguenza è necessario soddisfare clienti più numerosi e diversi fra loro. Per questi motivi le rivendite hanno sentito il bisogno di strutturarsi con un’offerta più ampia e più “tailor made” rispetto al passato.

E qual è il punto debole delle rivendite?
Per essere sul mercato oggi è necessario uno showroom con una gestione finanziaria “sana” e argomentazioni valide. L’aspetto finanziario è fondamentale e molte rivendite lo hanno già capito. Altre purtroppo non ancora, pertanto i loro sistemi di gestione rimangono quelli del passato con tutte le difficoltà che conosciamo.

Lo showroom di arredamento si sta avvicinando al mondo delle finestre. Come vede la collezione Shade in questo contesto?
Noi ci rivolgiamo allo showroom di porte e finestre, il nostro canale tradizionale. È vero tuttavia che come prodotti di design, le finestre della nuova collezione potrebbero trovare una logica collocazione anche presso gli showroom di arredamento che, per esempio, distribuiscono altri prodotti di Bavuso, come cabine armadio o porte scorrevoli. Non dimentichiamo comunque che la finestra Shade è un prodotto tecnico prestazionale e in quanto tale richiede al distributore una certa esperienza di cantiere. L’installazione, come la consulenza pre-vendita, può quindi essere un ostacolo per gli showroom di arredamento, anche se molti hanno apprezzato moltissimo Shade e le sue possibilità.

Avete organizzato corsi di formazione per i posatori?
Non è possibile prescindere dalla preparazione sia dei rivenditori sia dei posatori, perché alla finestra della nuova collezione sono stati dati nuovi requisiti prestazionali ed elementi estetici, così come sono stati previsti diversi modi di installazione che presuppongono una diversa preparazione del cantiere. In ogni caso, oggi la posa in opera è diventata un elemento di qualificazione per gli installatori che, rispetto al passato, sono molto più attenti alla formazione. Infatti, la partecipazione ai corsi di posa che organizziamo mensilmente è sempre molto alta.

Oltre al catalogo a quali altri supporti alla vendita avete pensato?
Abbiamo pensato a una comunicazione integrata, che utilizzerà sempre la stessa immagine in modo che sia facilmente riconoscibile e memorizzabile, con una campagna stampa già in atto sulle riviste di settore e rivolte al mondo dell’architettura e della progettazione, nonché su alcuni quotidiani. Abbiamo creato un minisito Internet che sarà completato a breve, sono già pronti gli espositori – disegnati dall’architetto Bavuso – che sono gli stessi su cui sono montate le finestre della nuova collezione all’interno del nostro showroom, e presto sarà pronto anche il materiale di presentazione dei colori e delle finiture. Quest’anno non saremo presenti a Made Expo perché abbiamo presentato la finestra Shade all’ultima edizione, ma a ottobre porteremo i nostri migliori clienti in crociera e durante questa illustreremo loro anche tutti i progetti in progress.

Artigianalità da conservare
Come è ormai noto la storica fabbrica di maniglie Mandelli è ora proprietà di Erco che ha avviato un processo di ri-organizzazione e di ammodernamento soprattutto commerciale. È stata innanzitutto rivista la rete commerciale in Italia e all’estero, e si sta lavorando per ristabilire rapporti di maggiore collaborazione con il mercato, concentrandosi sulla comunicazione. È in fase di studio il nuovo sito Internet, mentre è quasi pronto il nuovo catalogo che aveva la necessità di un profondo restyling dal punto di vista grafico e di presentazione della collezione, molto ampia per modelli e varietà di finiture, che aveva bisogno di essere razionalizzata. Cosa che è stata fatta raggruppando i modelli in quattro temi per cui il nuovo catalogo è costituito da quattro moduli separati, graficamente molto moderni in un elegante bianco e nero. «Sui sistemi di produzione, invece, c’è molto da conservare e da recuperare – afferma Antonio Corengia, amministratore delegato di Erco e oggi anche di Mandelli –, perché la fabbrica aveva e manterrà una sua specificità: produrre solamente in Italia, solo con ottone di prima qualità e con la possibilità di realizzare forme e finiture che non tutti i produttori di maniglie fanno. Il marchio Mandelli è sempre stato molto conosciuto e ha sempre goduto di un’ottima fama per la qualità del suo prodotto, frutto del lavoro ancora artigianale e dell’esperienza dei suoi operai che eseguono ancora a mano molte lavorazioni».
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