Tra vecchio e nuovo

Edificio plurifamiliare a Bresso, Francesco Adorni, Marco Oriani

 

Diverse sono le tipologie di aperture presenti, dalle finestre a nastro orizzontale, alle finestre parzialmente apribili con parapetto in vetro, alle grandi aperture scorrevoli del piano terra che mettono la casa direttamente in comunicazione con il giardino

Da un intervento di ampliamento a un nuovo eco-progetto. Un edificio plurifamiliare dalle soluzioni green

Appena fuori Milano, a Bresso, la ristrutturazione di una palazzina dei primi del ‘900 prevedeva l’ampliamento e la sopraelevazione, nell’obiettivo di trasformarla in un edificio plurifamiliare. Si trattava però di un edificio strategicamente importante nell’assetto urbano della via, perché rappresentava la testa della cortina edilizia. Anche da un punto di vista storico, con la sua struttura in mattoni e alcune decorazioni originali in facciata, aveva un certo pregio architettonico. Sarebbe stato un peccato rinunciarvi per creare un edificio più ampio e funzionale. L’architetto Francesco Adorni ha pensato così di conservarlo e di creargli intorno un nuovo edificio: avrebbe tenuto conto dei pregi architettonici della struttura esistente e ne avrebbe recuperato i temi, senza però riproporli ciecamente ma, al contrario, interpretandoli in chiave più attuale. È nato così un nuovo volume di ampliamento di due piani fuori terra (più uno interrato) che ospita due abitazioni da circa 110 metri quadrati e che forma, con il vecchio volume, un patio interno. Il nuovo intervento riprende le linee pulite della villa del ‘900 ma, mentre questa ha una struttura intonacata con un’alta striscia decorativa di mattoni a vista, l’altra ha invece una struttura portante in cemento armato. In facciata, però, è stata realizzata una muratura di tamponamento laterizio a simboleggiare un rimando materico tra il vecchio e il nuovo.

Grande attenzione è rivolta alle soluzioni ecologiche. Innanzitutto, l’orientamento delle facciate principali è ideale: disposte verso sud/sud-est, proteggono gli interni dall’eccessivo irraggiamento solare nei periodi estivi e viceversa massimizzano gli apporti energetici positivi del sole durante i mesi invernali. In questa logica, le aperture verso ovest sono state minimizzate, mentre quelle verso nord, nonostante siano comunque minori, non sono state penalizzate più di tanto per permettere di godere del giardino retrostante.

Le soluzioni eco non si sono fermate all’orientamento. L’architetto Adorni ha cercato di dare al nuovo progetto una forma compatta, così da ottimizzare il rapporto tra le superfici disperdenti e il volume. Il risultato è una volumetria semplice, priva di sporgenze o rientranze che possano costituire motivo di dispersioni termiche.

La scelta dei serramenti ha tenuto conto sia della funzionalità sia dell’estetica. Sono stati montati modelli in larice lamellare dello spessore di 68 millimetri, con struttura di giunzione tra montanti e traversi, sia sull’anta sia sul telaio, con sistema a spina e tenone. Le guarnizioni di tenuta all’aria e all’acqua, e per il controllo termoacustico sono in PVC con isolante siliconico e, per eliminare l’impatto antiestetico della vista del profilo in alluminio di scarico dell’acqua, il gocciolatoio è incassato nel traverso inferiore del telaio, così che l’acqua fuoriesca da appositi scarichi realizzati sul traverso inferiore stesso. Ogni finestra è dotata di cremonesi in una finitura cromo satinata.

La cura nel disegno si accompagna infine all’attenzione per la sicurezza; la maggior parte dei serramenti è stata infatti realizzata con vetro e ferramenta specifici per l’inserimento in classe antieffrazione 2, caratteristica anche dei portoncini blindati.

Per risolvere i ponti termici, tutte le soglie delle finestre e portefinestre appoggiano su lastre di vetro cellulare Foamglass, un isolante termico dello spessore di cinque centimetri. L’edificio è dotato anche di una caldaia elettrica in pompa di calore per coprire l’intero fabbisogno del riscaldamento, raffrescamento e fornitura dell’acqua calda per usi sanitari. L’impianto di emissione è del tipo a pannelli radianti a pavimento e la falda a sud del tetto dell’edificio esistente ospita un impianto fotovoltaico integrato per la produzione di energie elettrica. Infine, per limitare le dispersioni termiche invernali dovute all’apertura delle finestre per i ricambi d’aria è presente, per ogni unità, un impianto di ventilazione meccanica controllata con recupero di calore.

foto di Archivio Francesco Adorni

Villa privata  
Luogo: Bresso (Milano)
Progetto architettonico: arch. Francesco Adorni e arch. Marco Oriani
Collaboratore: arch. Andrea Torri
Progetto strutturale: ing. Montrasio
Direzioni lavori: arch. Francesco Adorni
Superficie totale costruita: 380 metri quadrati
Impresa: GT Immobili
serramenti
Finestre e portefinestre: in larice lamellare, modello Professionale 68 della Falegnameria Aresi
Cremonesi: modello Sabrina di Martinelli
Sistemi oscuranti: Sunbreak
Porte interne: modello Otello di OTC Doors
Portone ingresso: Torterolo & Re

 

 

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