Viemme Porte

Crescere nel mercato che cambia

Ogni linea di porte Viemme Porte è esposta in uno spazio dedicato chiaramente identificabile da insegne di forte valenza grafica

Da commerciante ad assemblatore. L’esperienza di un rivenditore di porte che ha costruito i suoi successi recenti puntando sul laminatino, un materiale sempre più richiesto per economicità, resistenza, soluzioni realizzabili

Conoscere il mercato e anticiparne le tendenze è essenziale per continuare a lavorare in un momento non certamente favorevole per l’economia. Per Viemme Porte questa filosofia è stata decisiva per operare un importante salto di qualità e crescere, a costo di mettere in discussione quanto fatto in due decenni di storia aziendale. Come? Trasformando il proprio core business e puntando le carte migliori sulle porte in laminatino.

Nata circa venticinque anni fa come distributore di ferramenta e rivenditore, Viemme Porte ha progressivamente aumentato la propria specializzazione sulle porte in legno, fino al “grande passo” che ha portato l’azienda a una svolta radicale: non bastava più commercializzare prodotti altrui e, quindi, ecco la scelta di puntare alla realizzazione di prodotti a marchio proprio, assemblati direttamente in azienda, con risultati che si traducono in numeri incoraggianti, che parlano di circa 85.000 porte vendute nel 2012 e un magazzino con 11.000 pezzi in pronta consegna, per un mercato che si concentra quasi totalmente in Lombardia, Veneto e parte del Piemonte. Nello showroom di Castelli Calepio (BG), Gianni Banfi, il direttore commerciale, sintetizza le qualità che a suo parere fanno la differenza a loro vantaggio: «Rapidità del servizio e un buon rapporto qualità prezzo».

Da rivenditori ad assemblatori. Come avete impostato questo cambiamento aziendale?
Innanzitutto intuendo che il mercato delle porte stava imboccando una strada nuova, che in breve tempo ha mutato in maniera radicale l’approccio del consumatore e il modo di lavorare delle aziende. La porta, da semplice divisorio, ha assunto sempre di più lo status di complemento d’arredo. Quindi, se un tempo, lavorando sulla qualità, ci si poteva permettere un catalogo con quattro modelli e altrettante finiture, oggi le esigenze sono completamente cambiate e richiedono varietà dell’offerta ed estrema elasticità. La risposta a questi cambiamenti, per noi, è stata il laminatino, un materiale che ha eroso in modo esponenziale le quote di mercato del legno, grazie al fatto di poter offrire una varietà di finiture prima impensabili. La crisi economica ha aumentato ulteriormente le possibilità di puntare su queste soluzioni, e chi ci ha creduto ha avuto successo.

Quali sono i punti di forza del laminatino?
Tecnicamente, negli ultimi anni, la qualità delle finiture è aumentata notevolmente, andando in parte a colmare il gap estetico e qualitativo con le porte in tranciato di legno. Un ulteriore vantaggio è inoltre rappresentato dall’ecologicità dei materiali, dall’affidabilità e dalla resistenza antigraffio e, ovviamente, dal fattore prezzo che ne ha decretato in modo definitivo l’ascesa, dal momento che la spesa può anche essere inferiore del 70% rispetto a una soluzione in legno. Va aggiunto che ciò che un tempo era un elemento penalizzante, come l’uniformità della superficie rispetto all’unicità che caratterizza le porte in tranciato, oggi è visto come un punto di forza, in un’ottica di sempre maggior integrazione con il resto dell’arredamento di casa.

Si può puntare sulla qualità anche seguendo questo percorso?
Qualche realtà ha puntato sulle porte di laminatino scegliendo come leva di competitività il fattore prezzo. Noi abbiamo deciso di sviluppare un prodotto di buona qualità a un prezzo accessibile, con un catalogo abbastanza vasto e soprattutto pronta consegna a magazzino. Inoltre, abbiamo investito nella ricerca e sviluppo di un prodotto tecnologicamente avanzato: la nostra linea Idoor è caratterizzata, infatti, da soluzioni tecnologiche avanzate come la battuta reversibile e le cerniere brevettate a scomparsa, che assicurano una migliore chiusura, e la serratura magnetica silenziosa. Le finiture, estremamente curate, seguono le tendenze delle esposizioni di settore – Salone del Mobile ed Eurocucine – sempre nella logica che vede la porta diventare sinonimo di complemento d’arredo, sempre più integrato nel contesto abitativo. Per completezza di gamma offriamo anche prodotti di fascia più alta, in legno, ma il laminatino è fonte della maggior parte del fatturato.

Come avete strutturato la vostra rete di espositori e rivenditori?
Siamo partiti dal presupposto che molte aziende del settore non riescono a garantire tempi di consegna rapidi, non tanto per mancanza di prodotto, quanto per una lentezza strutturale nel processare gli ordini. Eccessivi passaggi di mano, troppe autorizzazioni, spesso qualche intermediario che si potrebbe evitare si traducono in tempo prezioso che se ne va. Per accrescere la nostra competitività abbiamo deciso di evitare dispersioni, affidandoci a una rete di pochi rivenditori specializzati, delle dimensioni generalmente più estese dei normali showroom, che lavorando con il nostro magazzino sono in grado di assicurare consegne rapidissime sugli oltre 50 modelli offerti, con le relative finiture. A parità di categoria di prodotto, grazie a una struttura interna molto snella, noi possiamo consegnare in un’ora, ciò che un concorrente processa in 7-10 giorni e consegna in due mesi.

Come è composta principalmente la vostra clientela?
In gran parte da showroom, serramentisti e falegnami, ma indubbiamente negli ultimi tempi si è consolidato un rapporto particolare con gli architetti e i professionisti. Ritengo che questa evoluzione si conseguenza del miglioramento del prodotto in laminatino, che per la sua versatilità si presta meglio di altri prodotti ad assecondare i gusti e il trend dettati dal mondo del design d’interni.

Si arriverà a lavorare con carte personalizzate, magari disegnate in esclusiva per un determinato acquirente?
Sarebbe indubbiamente interessante, ma è uno scenario che non vedo praticabile a medio termine. La lavorazione del laminatino, infatti, garantisce costi vantaggiosi puntando sulla serialità del prodotto e, logicamente, sulle quantità. Se pensiamo che una bobina di carta permette di ricavare rivestimenti per circa 1.000 porte, è difficile che in Italia qualcuno riesca a offrire, a costi ragionevoli, un prodotto del genere realizzato in soli pochi esemplari.

Le vostre strategie a medio termine?
Dal punto di vista dell’offerta, stiamo lavorando a ulteriori novità tecniche sulla gamma Idoor, puntando a una fascia ancora più alta, grazie a una generazione di porte – che presenteremo alla prossima edizione del Made – con finiture ancora più curate e un nuovo telaio di alluminio. Dal punto di vista commerciale, continueremo a perseguire la nostra politica dei piccoli passi, che finora è stata premiante. Cercheremo, quindi, di consolidare il mercato nei territori che già presidiamo con la nostra offerta, con un’apertura verso l’Emilia Romagna, per rafforzare la presenza nel Nord Italia.

Abbiamo parlato di un mercato molto cambiato e di una generale difficoltà del settore. Prevede ulteriori evoluzioni nei prossimi anni, a partire dal gusto del consumatore?
Ritengo che assisteremo a un ulteriore rafforzamento del concetto di porta come elemento d’arredo. Il comparto della porta sta diventando sempre più attento alle tendenze del mondo dell’arredamento e del design, e sempre più pronto a seguire le linee di gusto dettate dalle manifestazioni di riferimento. Credo che vedremo sempre più porte di nuova generazione, con colori e finiture che sapranno armonizzarsi nelle cucine, nei bagni e nei salotti.

E dal punto di vista economico?
Credo che a livello istituzionale sia necessario riconsiderare la gestione del sistema delle agevolazioni fiscali nel settore abitativo. Negli ultimi anni si è assistito alla progressiva entrata in vigore di detrazioni sulla casa, sugli impianti energetici, sulle ristrutturazioni, sui mobili, sugli elettrodomestici… Le porte, però, in questa logica non sono mai state prese in considerazione e con il tempo questa situazione ha certamente pesato sul settore. Inutile seguire le evoluzioni del gusto e del mercato e investire per offrire oggetti in tutto e per tutto complementari all’arredo se per il legislatore la porta è ancora una semplice chiusura tra due vani, e un semplice oggetto sul quale investire la parte restante del budget destinato all’acquisto della casa e dell’arredamento.

Chi è Viemme Porte  
Dov’è Viale Industria, 39 – Castelli Calepio (Bergamo)
La superficie espositiva 1.400 metri quadrati
Magazzino 7.500 metri quadrati con 11.000 porte in pronta consegna
Gli addetti 15 di cui 2 al punto vendita
I prodotti esposti Porte interne e porte blindate
I fornitori Alias, Dierre, Effebiquattro, FerreroLegno, Henry Glass, Legnoform, L’Invisibile, Lualdi, Torterolo & Re, Tre P & Tre Più, Viemme Porte
I servizi offerti Tempi di consegna rapidissimi: immediati per modelli standard, 5 giorni di calendario per modelli su disegno, 15 giorni di calendario per modelli a due ante listellari

 

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