Oasi urbana

La Forgiatura, Giuseppe Tortato

porta bassa

Le porte esterne sulle facciate continue vetrate sono realizzate con profili in alluminio

Spazi verdi e colline artificiali. Un’ex area industriale di Milano si trasforma in un complesso hi-tech

Il suo nome evoca la sua storia. La Forgiatura è una vecchia fucina che ha un passato illustre. Dalla fine dell’Ottocento, per un centinaio di anni, ha forgiato componenti di acciaio di sottomarini e centrali elettriche, poi, con la crisi industriale degli anni Settanta ha subito un periodo di declino fino alla chiusura definitiva. L’architetto Giuseppe Tortato ne ha ridisegnato il suo nuovo volto e la sua nuova vita, riqualificando ben 15mila metri quadrati con la realizzazione di un business park vocato a showroom e centro direzionale. La sua posizione – è inserita sull’asse ideale che collega il cantiere di Porta Nuova al complesso fieristico di Rho – ne fa un polo di importanza strategica.

La nuova Forgiatura è formata da una serie di volumi originali parzialmente conservati e da un grande edificio principale che si sviluppa su otto piani, di cui due inglobati allʼinterno di una collina artificiale abitabile. L’idea era quella di riqualificare integralmente l’area preesistente e di ricostruire l’isolato urbano portando la città “dentro la costruzione” e non viceversa. La grande collina che, con i suoi triangoli sfaccettati e i suoi trapezi veri, ha un aspetto volutamente artificiale, si presenta come un elemento di mediazione tra il costruito e il tessuto urbano circostante. Non solo, ma insieme al resto del vasto giardino, dà vita a un rapporto eterogeneo e visivamente dinamico con gli spazi costruiti e permette di accedere agli edifici da vari livelli, compresi i tetti. Oltre alla realizzazione di questa collina artificiale e ai giardini che circondano il progetto, in tutti i diversi edifici sono previsti corti interne e tetti verdi, in una percentuale tanto alta da far sì che la natura incida per la metà dell’intera superficie. Questa simbiosi tra costruito e verde, tra interni ed esterni, è rafforzata dalla scelta di realizzare edifici quasi interamente vetrati. È l’architetto stesso a commentare questo alternarsi di patii verdi, vetrate e luce naturale. «Come in altri nostri progetti recenti – spiega Giuseppe Tortato – abbiamo adottato una concezione inusuale degli elementi naturali, quali la terra e la luce, utilizzandoli quasi fossero materiale da costruzione come i mattoni o l’acciaio delle strutture. L’approccio progettuale abbracciato è stato sviluppato secondo criteri di sostenibilità ambientale, con un articolato percorso di analisi e pianificazione, attento alle prestazioni energetiche, termiche, illuminotecniche e acustiche, mirato al raggiungimento di alti livelli di comfort ambientale e allʼabbattimento dei consumi legati alla climatizzazione e allʼilluminazione artificiale». La ricerca della trasparenza attraverso una dissoluzione della soglia, o del limite che separa solitamente l’esterno dall’interno, ha guidato alla scelta di sistemi per facciata trasparenti. L’edificio principale, il più alto con i suoi otto piani fuori terra, ha una facciata a telai con una sezione sottile in vista di soli 65 millimetri e una portabilità fino a un massimo di 500 chilogrammi, che permette di realizzare superfici vetrate extralarge. All’esterno, una serie di frangisole fissi in alluminio scandisce tutti i prospetti del fabbricato dandogli dinamicità estetica e diventando elemento di schermatura nelle stagioni calde. Per consentire un’aerazione di tipo naturale, in facciata sono presenti aperture a sporgere di tipo parallelo con movimentazione elettrica. In questo tipo di finestre pensate per facciate strutturali, un’ampia sezione trasversale delle aperture consente di ottenere una ventilazione ottimale. La massima affidabilità del serramento è garantita, invece, da un limitatore di apertura ad assorbimento di energia che offre una sicurezza anticaduta, anche ad anta aperta.

L’intervento di risanamento degli edifici parzialmente conservati mantiene inalterate le strutture esistenti in acciaio, facendole diventare il tratto distintivo di tutto il complesso. Le facciate di questa parte del fabbricato, realizzate con sistema a montanti e traversi, integrano superfici apribili a scomparsa, mentre le facciate di tipo semistrutturale sostituiscono parte delle preesistenti strutture edili. Un sistema di lamelle frangisole scandisce i prospetti, contribuendo in modo determinante alla leggerezza delle forme e alla dinamicità delle strutture e rendendo gli ambienti particolarmente luminosi.

Altri punti di forza della Forgiatura sono l’ecosostenibilità e il risparmio energetico. L’edificio è infatti in classe energetica B grazie all’adozione di alcune soluzioni come il recupero delle acque piovane, 200 metri quadrati di coperture vetrate (disposte lungo i percorsi nel verde) a cui sono integrate celle fotovoltaiche che alimentano l’impianto di irrigazione e di illuminazione esterna, e un impianto a fonte idrotermica, geotermia povera, che sfrutta l’acqua della falda per la climatizzazione degli ambienti mediante pompe di calore. Il risultato è un complesso di edifici ecosostenibili e totalmente carbon free.

Foto di Andrea Puggiotto

La Forgiatura  
Luogo: Milano
Committente: RealStep Property Management
Progetto architettonico: Giuseppe Tortato
Consulenza: Milano Layout
Impresa costruttrice: GDM Costruzioni
Project Manager: Marco Bettalli
Design Team: Marco Bettalli, Giorgia Celli, Barbara Storchi, Antonio Urru
Executive Project: Stefano Niccoli di A&I progetti
Strutture: Bruno Salesi di Biesse Consulting
Superficie totale costruita: 15.00 metri quadri di edifici preesistenti e 10.000 metri quadri di nuovo intervento
Edifici: Raimondi (10.000 m2), Botte (1.450 mq), Meccanica (3.750 m2), Uffici (2.800 m2), Ingresso (500 m2), Tempra (1.800 m2), Forgia (3.600 m2) e Tecnica (1.100 m2)
serramenti
Profili facciata: in alluminio, modello USC 65 di Schüco
Profili ante apribili facciata: in alluminio, modello Schüco AWS 102 di Schüco
Sistema montanti e traversi: in alluminio, modello FW 50+ di Schüco
Superfici apribili a scomparsa: in alluminio, modello AWS 106 di Schüco
Profili facciate semistrutturali: in alluminio, modello SFC 85 di Schüco
Frangisole: Schüco
Vetri: Guardian
Porte esterne: realizzate con profili Schüco da Amitti
Porte interne: Oikos

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