Vetro colorato

FLA, Studio Marinoni

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Vetri colorati di tinte diverse, con un gioco di proiezioni, creano un effetto caleidoscopio

È la luce a dare vita a quest’architettura di vetro, colorata e cangiante come un mosaico contemporaneo

Un edificio che gioca con l’illuminazione e i colori. A Seveso, nel cuore della Brianza, è stata realizzata la sede della Fondazione Lombardia per l’Ambiente, o più brevemente FLA, progettata dall’architetto milanese Giuseppe Marinoni. La scelta di Seveso non è casuale: proprio qui, più di 35 anni fa, in una fabbrica, si è verificato un drammatico incidente che ha portato alla fuoriuscita di una nube tossica e oggi, simbolicamente, la cittadina è diventata la sede della Fondazione che mira alla salvaguardia del paesaggio.

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Dall’esterno, visto dall’ampia piazza, il nuovo Centro Studi appare interamente vetrato, con una facciata monolitica, scandita dai profili verticali e orizzontali dei serramenti. Solo un piccolo corpo sporgente, sempre vetrato, fa da ingresso e bussola all’edificio. Di giorno, questo fronte completamente trasparente si spalanca verso l’esterno come una membrana che assorbe e riflette la luce naturale, mentre di notte un gioco di luci artificiali esalta gli spazi generati all’interno, proiettandoli in figure bidimensionali come su un immenso schermo. E la scelta di vetri colorati dalle diverse tinte non fa che esaltare questo gioco di proiezioni creando l’effetto di un grande caleidoscopio.

La facciata posteriore, rivestita da doghe in larice siberiano, è solcata da fenditure verticali che tagliano il guscio esterno filtrando la luce in modo differente durante l’arco della giornata

La facciata posteriore, rivestita da doghe in larice siberiano, è solcata da fenditure verticali che tagliano il guscio esterno filtrando la luce in modo differente durante l’arco della giornata

A un fronte spalancato verso la luce, così squadrato e monolitico, corrisponde però un retro più complesso: rivestita da doghe in larice siberiano, la facciata posteriore è solcata da fenditure verticali e articolata da volumi curvi che sembrano “incastrarsi” tra loro. Questa dualità fronte/retro è motivata dalle diverse presenze con cui l’FLA intende dialogare: da un parte la città, con la sua piazza, a cui si rivolge con una facciata trasparente per mostrare all’esterno la sua attività, dall’altra il fiume Seveso, a cui si offre con un profilo morbido e rivestito in un materiale naturale, il legno, per meglio accordarsi con il contesto. È lo stesso architetto Marinoni a spiegare: «L’architettura dell’FLA esprime una duplice valenza: urbana, verso la piazza, dove la grande vetrata scandita da montanti metallici delinea il fronte di un virtuale palazzo e paesaggistica, verso il giardino sul fiume, dove il curvo volume rivestito da assi di legno si presenta in veste di padiglione». A “tagliare” fisicamente questi due contesti ci pensa il proseguimento laterale del piano terra, con due ali vetrate colorate che delimitano il giardino.

 

La facciata vetrata sulla piazza, scandita dai profili verticali e orizzontali dei serramenti, si affaccia in specchi d’acqua

La facciata vetrata sulla piazza, scandita dai profili verticali e orizzontali dei serramenti, si affaccia in specchi d’acqua

L’accumulo verticale e orizzontale di forme differenti genera una serie interspazi interni dai volumi diversi, come una sorta di stratificazione di ambienti. In pratica, la struttura è un guscio autoportante in calcestruzzo dove la parete perimetrale rivestita in legno e la cintura interna di colonne di acciaio sono impostate su geometrie ellittiche tra loro sfalsate in modo da poter reggere gli ampi sbalzi interni dei solai. Questa stratificazione di ambienti è accentuata dalle vetrate colorate che contraddistinguono i diversi piani. La scelta di utilizzare vetri dalle tonalità cromatiche differenti infatti ha permesso di caratterizzare ogni spazio e di esaltarne l’unicità.

Sui tre piani più uno interrato sono previsti un Forum aperto al pubblico per l’organizzazione di mostre ed eventi, una serie di uffici, una sala conferenze e una medioteca.

Una fenditura al centro dell’edificio diffonde luminosità colorata dalle sue pareti vetrate

Una fenditura al centro dell’edificio diffonde luminosità colorata dalle sue pareti vetrate

Le varie fenditure che sembrano tagliare il grande guscio esterno sono pensate proprio per accogliere la luce naturale e farsi penetrare visivamente dall’esterno. La loro irregolarità consente alla luce di filtrare in modo differente durante l’arco della giornata, lasciando interagire funzionalmente e visivamente i livelli e i diversi piani.

 

L’ampia facciata continua è stata costruita con un sistema di profili in acciaio. Gli alti valori di resistenza statica di questo modello consentono di costruire vetrate di grandi dimensioni con moduli ampi, mentre le efficienti prestazioni di isolamento termico permettono di rientrare ampiamente nei valori di isolamento richiesti dalle normative sul risparmio energetico degli edifici. Questo sistema, infatti, è dotato di un componente isolante in schiuma polietilenica, in grado di raggiungere eccellenti valori di trasmittanza. Uno degli intenti del progettista, vista anche la destinazione del progetto, è stato quello di porre l’attenzione soprattutto sull’eco sostenibilità del progetto, scegliendo materiali e ideando soluzioni che potessero contenere spese e dispersioni. Le stesse fenditure verticali si rivelano preziosi dispositivi per captare il calore solare o camini di ventilazione naturale, e generano condizioni ottimali di benessere ambientale, termico e visivo, contribuendo a ridurre i consumi energetici.

Vetrate colorate, sezioni di parete in cemento a vista e pilastri portanti nella pianta libera, lamiere stirate, legno definiscono i diversi piani come insiemi molto articolati

Vetrate colorate, sezioni di parete in cemento a vista e pilastri portanti nella pianta libera, lamiere stirate, legno definiscono i diversi piani come insiemi molto articolati

Foto di Giovanni Chiaramonte

FLA  
Luogo: Seveso (Monza Brianza)
Committente: Fondazione Lombardia per l’Ambiente
Progetto architettonico: Giuseppe Marinoni dello Studio Marinoni
Collaboratori: Vilma Cernikyte
Direzione lavori: Giuseppe Marinoni
Impresa costruttrice: SI.GE.CO Costruzioni
Superficie totale costruita: 2.000 metri quadrati
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Facciata continua: in acciaio, sistema Viss di Jansen
Finestre: in acciaio, sistema Jansen Economy
Vetri: Saint-Gobain
Sistemi di oscuramento: Suncover
Tende: Emmegi
Porte esterne: in acciaio, sistema Jansen economy
Porte interne: Jansen
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