Furgone: come lo scelgo?

Fiat Ducato autocarro

Fiat Ducato autocarro

Qual è il veicolo migliore per trasportare il materiale da montare e gli attrezzi da lavoro? Difficile fornire un’unica risposta, perché l’offerta dei costruttori è molto ampia e ogni modello si adatta a specifiche tipologie d’utilizzo. Ecco una mappa per orientarsi nel mondo dei veicoli commerciali

Dalla normale autovettura omologata come autocarro al furgone con passo lungo e tetto alto, che può offrire un vano di carico fino a 17 metri cubi, il mondo dei veicoli commerciali è popolato da decine di modelli e centinaia di versioni. E ciò vale anche restando entro il limite delle 3,5 tonnellate di massa complessiva (ossia tara più portata utile), che è quello che consente la guida con la patente B. Infatti, questo è un settore dove sono presenti quasi tutti i costruttori di autovetture, che operano in un mercato in forte concorrenza. Per affrontarlo, alcuni produttori hanno siglato alleanze per realizzare modelli comuni – così da ridurre i costi in fase di progettazione e produzione – che ciascuno vende con il proprio marchio e piccole varianti. Un altro modo per restare competitivi è utilizzare le stesse piattaforme tecniche delle autovetture per realizzare versioni dedicate al trasporto delle merci, cambiando, in pratica, solo la parte posteriore attraverso la costruzione di una carrozzeria ottimizzata per le merci. Queste strategie consentono ai veicoli commerciali di restare sempre aggiornati dal punto di vista tecnologico, utilizzando sistemi di propulsione a basso impatto ambientale – come per esempio il gas naturale, l’ibrido diesel-elettrico o il tutto elettrico – e sistemi elettronici che aumentano il comfort di guida, la produttività e la sicurezza. Così, oggi chi siede al volante di un furgone ha la stessa esperienza di guida – in termini di semplicità, comfort e maneggevolezza – di una normale autovettura di classe media. E proprio con i derivati diretti delle autovetture iniziamo l’esplorazione del mondo dei veicoli commerciali.

Risparmio e flessibilità: derivati da autovetture
Visti da fuori è difficile distinguerli da una normale autovettura, ma il libretto di circolazione parla chiaro: sono immatricolati come autocarro, quindi hanno gli stessi diritti e doveri dei furgoni più grandi. La trasformazione da automobile ad autocarro può essere molto semplice, almeno per il costruttore: basta omologare una versione nella categoria N1 invece che M1. L’unica condizione è mostrare un rapporto minimo tra la portata utile e la massa complessiva per evitare situazioni evidentemente paradossali, come per esempio una Ferrari autocarro. Fino a qualche anno fa, la legislazione italiana imponeva anche l’applicazione di una paratia tra la parte dedicata ai passeggeri e quella per le merci, ma l’Unione Europea ha rimosso anche questo obbligo. Così, i costruttori hanno popolato i listini di queste versioni, molte delle quali mantengono la normale struttura automobilistica con quattro porte e cinque posti. È evidente che questa configurazione offre poco spazio per il carico e serve soprattutto per chi porta personale con un’attrezzatura relativamente leggera. Un vano un po’ più grande si trova sui modelli dove i sedili posteriori sono sostituiti da un pianale, ma siamo sempre sotto la soglia dei mini-furgoni, progettati per il trasporto delle merci.

Se questi modelli hanno una portata bassa, perché l’offerta è così elevata? Il motivo è che i derivati mostrano un’elevata flessibilità operativa – potendo portare comodamente fino a cinque persone – e costano quasi come il modello di autovettura corrispondente. Insomma, per un’impresa svolgono contemporaneamente la funzione di trasporto persone e merci, garantendo gli stessi vantaggi fiscali degli autocarri, ossia le completa detraibilità dell’Iva e delle spese. Attenzione, però: per evitare sanzioni, l’azienda che utilizza questa configurazione deve svolgere un’attività che giustifica il possesso di veicoli adibiti al trasporto delle merci in conto proprio. Inoltre, qualsiasi veicolo immatricolato come autocarro deve essere usato esclusivamente per le attività imprenditoriali e può trasportare solamente passeggeri che hanno a che fare con il lavoro. In concreto, chi usa una vettura immatricolata nella categoria N1 per portare la famiglia al mare o il figlio a scuola, rischia pesanti sanzioni e una successiva indagine fiscale.

Una categoria a parte è quella dei pick-up, che in Italia si utilizzano prevalentemente nel settore cantieristico. Grazie al cassone posteriore, hanno una capacità di carico superiore ai derivati da autovetture e sono disponibili in versione con cabina singola (per due persone) o doppia (per cinque o sei persone). Alcuni modelli offrono anche la trazione integrale, per chi deve operare in cantieri particolarmente difficili. A differenza dei derivati, i pick-up hanno il cassone aperto, che espone il carico alle intemperie e ai furti, ma in diversi casi è disponibile, come optional, una copertura rimovibile.

La sicurezza si affida all’elettronica
I veicoli commerciali dell’ultima generazione hanno un ricco equipaggiamento elettronico per migliorare la sicurezza e il comfort di guida, che non ha nulla da invidiare a una berlina di fascia media. Anzi, alcuni accorgimenti non si trovano neppure sulle autovetture, come il sistema di assistenza che mantiene stabile la traiettoria del veicolo in caso di forte vento laterale (attraverso la frenata elettronica sulle ruote esposte al vento), oppure i sensori nei retrovisori esterni che rilevano la presenza un veicolo nell’angolo cieco quando il conducente cambia corsia di marcia. Il furgone ci avverte anche se stiamo effettuando un cambio di corsia involontario, per distrazione o colpo di sonno, grazie a una telecamera posta dietro al parabrezza che “legge” la segnaletica orizzontale e invia un allarme acustico se il veicolo la supera senza evidenti segnali di decisione volontaria (per esempio, se non viene inserito l’indicatore di direzione, oppure se non varia la posizione dei pedali dell’acceleratore o del freno). Sempre in tema di visibilità, tra gli accessori troviamo i sensori di parcheggio o addirittura una telecamera posteriore, che si attiva automaticamente con la retromarcia. Un altro importante ausilio per la sicurezza, derivato dai camion pesanti, è il radar anticollisione, montato nella parte anteriore del veicolo, collegato con sistema elettronico di frenata: nel caso in cui il furgone si avvicina troppo al veicolo che lo precede, il sistema prima lancia un segnale di avvertimento, poi rallenta l’automezzo e, se si rischia un tamponamento, frena.

Compatti e lavoratori: i mini-furgoni
La categoria superiore ai derivati da autovettura – in termini di prestazioni di carico – è quella dei mini-furgoni – formata da veicoli che utilizzano sempre una piattaforma automobilistica, ma che montano una carrozzeria progettata appositamente per il trasporto delle merci. Sono ideali per chi cerca un automezzo molto compatto nelle dimensioni esterne ma con un vano di carico ampio e un abitacolo dalle dimensioni e dall’equipaggiamento automobilistico. Rispetto ai derivati, c’è una minore offerta di modelli, ma la scelta resta comunque ampia sia per marche (una quindicina) sia per motorizzazioni. Quella prevalente resta il diesel, ma in questa categoria troviamo diverse alternative più ecologiche, che spaziano dal Gpl al metano, fino al tutto elettrico. Le varianti nell’ambito dello stesso modello possono essere di lunghezza e di altezza del tetto, offrendo quindi diverse combinazioni di volume utile per il carico. Da questo punto di vista, il taglio minimo è intorno a due metri cubi e mezzo, fino a raggiungere i cinque metri cubi. La portata utile di questa categoria varia da 500 chilogrammi dei modelli più compatti ai mille di quelli più grandi. La trazione è prevalentemente anteriore, con qualche variante a trazione integrale.

Principali caratteristiche dei minifurgoni

Costruttore/modello Motorizzazione Portata utile kg Volume utile m3
Citro‰n Nemo Diesel 535 2,5
Citro‰n Berlingo Diesel, benzina, elettrica Da 550 a 695 Da 3,3 a 3,7
Dacia Dokker Diesel, benzina, Gpl Da 545 a 695 3,3
Fiat Fiorino Diesel, benzina, metano Da 500 a 535 2,5 (2,4 a metano)
Fiat Dobl• Diesel, benzina, metano Da 675 a 1.000 Da 3,4 a 5,4
Ford Transit Connect Diesel, benzina Da 625 a 1.004 Da 2,8 a 4,4
Gac Gonow Way Benzina, Gpl, metano Da 640 a 660 3,4
Giotti Victoria Gladiator Benzina 573 3,5
Martin Motors Freedom Cab Gpl 880 Non dichiarato
Mercedes Citan Diesel, benzina Da 360 a 708 Da 2,4 a 3,8
Nissan NV200 Diesel, benzina Da 731 a 783 4,2
Opel Combo Diesel, metano Da 675 a 925 Da 3,4 a 4,2
Peugeot Bipper Diesel 585 2,5
Peugeot Partner Diesel, benzina, elettrico Da 550 a 728 Da 3,3 a 3,7
Piaggio Porter Diesel, benzina, Gpl, elettrico Da 430 a 768 Da 2,3 a 4,0
Renault Kangoo Diesel, benzina, elettrico Da 435 a 768 Da 2,3 a 4
Vem Cover Benzina 880 3,2
Volkwagen Caddy Diesel, benzina, Gpl, metano Da 731 a 813 Da 3,2 a 4,2

Per sfruttare al massimo lo spazio di carico, il vano ha una forma cubica e dispone di due aperture: una porta scorrevole sul lato destro (in opzione è possibile avere anche quella sul lato sinistro) e un portellone posteriore a doppio battente, con apertura a 180 gradi. In quest’ultimo caso, si è affermata la configurazione con battenti asimmetrici, che consente di aprire solo quello più largo per caricare colli che non sono particolarmente ingombranti. Uno dei limiti principali dei mini-furgoni e che non hanno un piano di carico esteso in lunghezza. Così, per caricare oggetti lunghi, i costruttori hanno adottato due espedienti. Il primo è uno sportello posto nella parte posteriore del tetto, che permette l’uscita dell’oggetto, il secondo è uno sportello nella paratia divisoria tra vano di carico e abitacolo che, unita alla possibilità di abbattere lo schienale del sedile passeggero, consente sfruttare buona parte della lunghezza del veicolo. Questa categoria di veicoli è diffusa molto tra gli artigiani, le imprese di assistenza tecnica e manutenzione e tra i corrieri che distribuiscono buste o piccoli pacchi nei centri urbani. Il loro successo dipende anche dall’economicità in fase di acquisto e di gestione. Le versioni più economiche hanno un prezzo di listino da 10mila a 15mila euro, mentre quelle più grandi o specializzate (come le 4×4) possono arrivare a 20mila euro. Oltre tale soglia – da 20mila a 23mila euro – troviamo le varianti con motore elettrico.

Capienti e maneggevoli: i furgoni medi
Se ritenete il vano di carico dei mini-furgoni insufficiente, ma la compattezza resta sempre una caratteristica importante, potete rivolgervi ai furgoni medi. Qui entriamo nel campo dei veicoli progettati appositamente per il trasporto delle merci, anche se utilizzano motori e alcuni componenti comuni con le autovetture. Le dimensioni cominciano a diventare importanti e cresce soprattutto il vano posteriore, che offre un volume utile di cinque o sei metri cubi e una portata utile intorno alla tonnellata, a fronte di una massa complessiva di due tonnellate. Il piano di carico si allunga, grazie anche al passo che raggiunge i quattro metri e i motori – generalmente diesel – che raggiungono potenze superiori a 200 CV. Questa categoria è diffusa soprattutto tra artigiani e piccole imprese che operano nel conto proprio, che trovano il giusto equilibrio tra un veicolo compatto e relativamente economico e una buona portata. Inoltre, si adattano bene al lavoro in città, dove le vie possono essere strette, gli spazi di manovra angusti (basti pensare ai cortili o ai piccoli cantieri) e le aree di sosta difficili da trovare. In questo segmento troviamo anche il frutto di alcuni accordi strategici tra costruttori, che prevedono la produzione congiunta dello stesso modello, che poi viene venduto con marchi e nomi diversi. Ciò permette notevoli risparmi ai produttori stessi, ma è anche un’interessante opportunità per l’acquirente, perché le varie Case possono attuare diverse strategie commerciali – quindi anche di prezzo – su veicoli simili.

Principali caratteristiche dei furgoni medi

Costruttore/modello Motorizzazione Portata utile kg Volume utile m3
Citro‰n Jumpy Diesel Da 937 a 1.137 Da 5 a 7
Fiat Scudo Diesel Da 925 a 1.125 Da 5 a 7
Hyundai H1 Diesel 1062 4,3
Mercedes Vito Diesel, benzina Da 735 a 910 Da 5,2 a 6,2
Nissan Primastar Diesel Da 1.080 a 1.260 Da 5 a 8,4
Opel Vivaro Diesel Da 1.095 a 1.287 Da 5 a 7,1
Peugeot Expert Diesel Da 925 a 1.137 Da 5 a 7
Renault Trafic Diesel Da1.005 a 1.207 Da 5 a 8
Volkswagen Transporter Diesel, benzina Da 822 a 1.121 Da 5,8 a 6,7

Quando la capienza conta: i furgoni di fascia alta
La categoria superiore dei veicoli commerciali che si possono guidare con la patente B comprende i furgoni che hanno massa complessiva da 2 a 3,5 tonnellate e che si adattano bene ai trasporti più impegnativi in termini di volume e di peso. In questo segmento troviamo meno modelli rispetto ai derivati e ai mini-furgoni, ma una maggiore varietà di versioni. Innanzitutto, offrono una grande varietà di potenze, che spaziano da 100 a 200 CV. Ciò rende questi modelli molto flessibili: le potenze inferiori sono più economiche nell’acquisto e nella gestione e garantiscono una portata maggiore, quindi sono adatte ai lavori nel breve raggio, mentre le potenze maggiori sono destinate in prevalenza ai trasporti su distanze più lunghe, dove si possono avere frequenti percorrenze autostradali e quindi è possibile raggiungere una velocità commerciale superiore. In alcuni casi, troviamo anche la propulsione a metano, che rappresenta un’ottima alternativa per chi vuole ridurre i costi del carburante e le emissioni inquinanti. Le versioni a metano costano circa 10mila euro più di quelle diesel (a parità di altre caratteristiche), ma questa differenza si recupera nel rifornimento, grazie al prezzo inferiore del gas rispetto al gasolio. Inoltre, lo sviluppo dei serbatoi di metano in fibra di carbonio – che pesano fino a terzo rispetto a quelle tradizionali in acciaio – risolvono anche il problema della maggiore tara (e quindi minore portata utile). Un altro pregio dei veicoli a gas naturale è che in molti Comuni italiani possono accedere alle Zone a Traffico Limitato con condizioni più favorevoli rispetto ai diesel. Per esempio, non hanno limitazioni d’orario, oppure beneficiano di finestre temporali più estese. L’unico limite riguarda la disponibilità di distributori, che devono essere nell’area operativa. Bisogna però precisare che la diffusione dei veicoli a metano sta rendendo più capillare la rete distributiva.

Questo segmento mostra una grande varietà anche nelle dimensioni, creata dalla combinazione tra diversi passi – e quindi lunghezze del piano di carico – e altezze del tetto. Il passo può variare da 3 a 4,3 metri, rendendo questi veicoli sia relativamente compatti – per utilizzi in aree urbane – sia molto capienti. La volumetria cambia anche grazie all’altezza del tetto. Tutti i modelli offrono due diverse altezze e alcuni perfino tre. Ovviamente, si possono combinare passi e altezze di tetto, in modo da ottenere diverse volumetrie del vano di carico, da un minimo di cinque a un massimo di 17 metri cubi.

Principali caratteristiche dei furgoni di fascia alta

Costruttore/modello Motorizzazione Portata utile kg Volume utile m3
Citroën Jumper Diesel Da 880 a 1.500 Da 7 a 17
Fiat Ducato Diesel, metano Da 1.040 a 1.580 Da 8 a 17
Ford Transit Diesel Da 735 a 1.635 Da 5,2 a 12,3
Iveco Daily Diesel, metano Da 865 a 1.490 Da 7,3 a 17,2
Mercedes Sprinter Diesel, metano Da 925 a 1.350 Da 7,5 a 15,5
Nissan NV400 Diesel Da 966 a 1.684 Da 7,8 a 15,8
Opel Movano Diesel Da 891 a 1.609 Da 8 a 17
Peugeot Boxer Diesel Da 880 a 1.535 Da 8 a 17
Renault Master (1) Diesel Da 919 a 1.609 Da 5 a 17
Volkswagen Crafter Diesel Da 984 a 1.301 Da 7,5 a 17

La famiglia dei furgoni di fascia alta si divide tradizionalmente in due categorie: i modelli con carrozzeria portante e trazione anteriore e quelli con un’impostazione più “camionistica”, ossia con un telaio portante e trazione posteriore. I primi sono più semplici e leggeri e hanno il vantaggio di avere il piano di carico più vicino a terra (mancando l’albero di trasmissione), quindi sono più agevoli da caricare e scaricare. I secondi – indubbiamente più robusti – sono indicati per i lavori impegnativi in termini di portata. In entrambi i casi, sono disponibili configurazioni a trazione integrale. I modelli a trazione posteriore si possono acquistare nella versione autotelaio cabinato, ossia con la cabina ed il telaio nudo, che si può allestire con una furgonatura ancora più voluminosa di quella fornita di serie dal costruttore. Ricordiamo anche che quasi tutti i modelli hanno la possibilità di chiedere la doppia cabina, che consente il trasporto di cinque persone e di una discreta quantità di carico. È la soluzione ideale per chi deve frequentemente trasportare squadre di operai, ma bisogna considerare che la maggior tara causata dall’abitacolo più grande comporta una significativa riduzione della portata utile.

Informazioni sull'autore
Condividi quest’articolo
1 commento a questo articoloInvia il tuo
  1. Vorrei sostituire il mio vecchio Fiat ducato con un cassonato fisso per il mio lavoro di serramentista….. Potete consigliarmi sui veicoli commerciali migliori o in offerta?

Invia il tuo commento

Per favore inserisci il tuo nome

Inserisci il tuo nome

Per favore inserisci un indirizzo e-mail valido

Inserisci un indirizzo e-mail

Per favore inserisci il tuo messaggio

Porte & Finestre © 2017 Tutti i diritti riservati

© 2013 Tecniche Nuove Spa • Tutti i diritti riservati. Sede legale: Via Eritrea 21 - 20157 Milano.
Capitale sociale: 5.000.000 euro interamente versati. Codice fiscale, Partita Iva e Iscrizione al Registro delle Imprese di Milano: 00753480151