Pezzi unici

Falegnameria Broglio: la bottega hi-tech

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Alla Falegnameria Broglio l’alta specializzazione permette di realizzare pezzi unici: l’arte antica di lavorare il legno si sposa con soluzioni tecniche di alto livello

La storia imprenditoriale della famiglia Broglio supera mezzo secolo. Ricalca, almeno nelle origini, il percorso comune a molti artigiani di successo. Partiti da zero con l’inizio dell’attività a Coggiola, piccolo centro del biellese, con il tempo, il lavoro e soprattutto una grandissima passione, hanno fatto della loro “Falegnameria” un’azienda specializzata nella realizzazione di serramenti e finiture di grandissima complessità, capaci di coniugare estetica e tecnica. Una ditta il cui marchio di fabbrica, fin dal primo serramento curvo in pianta o dai corrimani a elica sfornati ormai decenni fa, ha nel suo DNA la vocazione ai prodotti unici. Nella forma, perché ogni pezzo è realizzato per rispondere su misura alle esigenze del committente, per quanto complesse siano. Nella sostanza, perché difficilmente si lavora a prodotti seriali, e quasi sempre a rivolgersi al laboratorio della Falegnameria Broglio sono professionisti che, per completare una commessa, hanno bisogno di un tocco in più, di un particolare non replicabile e difficilmente reperibile tra i prodotti standard in commercio sul mercato italiano.

Da falegnami a professionisti della complessità
La specializzazione di casa – come ci spiega Samuele Broglio – è frutto di anni di lavoro, ma anche della lungimiranza del padre che, dopo aver avviato la piccola azienda con dimensioni da mobiliere di paese, con esperienza in lavori di falegnameria anche complessi, ha saputo cogliere, con il boom edilizio degli anni Settanta, le opportunità di crescita che il settore dei serramenti poteva schiudere. Con un’idea in più: abbandonare una produzione che, seppure già in grado di soddisfare esigenze particolari, si basava essenzialmente sui volumi, per ricavarsi una nicchia altamente specializzata. Svolta nella svolta, l’arrivo in azienda della seconda generazione, con Guglielmo, fratello di Samuele, che mette a disposizione del patrimonio di conoscenze di famiglia i suoi studi in disegno meccanico, proprio agli albori del controllo numerico. «Questo ci ha consentito – spiega Samuele Broglio – di acquisire un grande vantaggio, in termini di margine di manovra sulla progettazione. Soprattutto quando sono richiesti calcoli a supporto di pesanti modifiche alla ferramenta o lavorazioni ex novo. In sostanza, siamo in grado di mettere al servizio del cliente un’importante flessibilità, quando ci viene chiesto di realizzare serramenti che, oltre alla valenza estetica, devono rispondere a tutti i più moderni requisiti di praticità e sicurezza. Se non esiste la componentistica in ferramenta più adatta, la possiamo realizzare ex novo, così come una “banale” cerniera, che deve soddisfare standard particolari, può diventare un vero e proprio pezzo unico, avendo in partenza il vantaggio di poterci permettere un lavoro senza schemi preordinati».
Un altro vantaggio legato all’expertise di Guglielmo Broglio è la capacità di sviluppare render tridimensionali, che permettono al cliente di apprezzare l’effetto dei serramenti progettati ad hoc. Un efficace supporto decisionale in fase di discussione del preventivo.

Dall’idea alla risoluzione del problema
Con il passar del tempo, La Falegnameria ha quindi acquisito la capacità di realizzare singoli pezzi a partire dal presupposto più difficile: seguire dall’inizio quella che nella testa del cliente è semplicemente un’idea, impensabile da sviluppare senza un serio studio di fattibilità che preceda la vera e propria progettazione. Capita di sentirsi chiedere l’imitazione di un oggetto d’epoca o di intervenire su immobili di pregio, vincolati dalla Soprintendenza Belle Arti con margini di manovra impossibili da rispettare senza un intervento ad hoc. Complessità tecniche e pratiche che sono diventati il punto di forza dell’azienda: «Amo ripetere che il nostro cliente ideale è quello che arriva con un problema». Raramente si tratta di privati (qualcuno arriva grazie al passaparola), mentre nella maggioranza dei casi La Falegnameria si interfaccia con uno zoccolo duro composto principalmente da serramentisti e rivenditori. In pratica, chi nelle normali attività offre volumi di serramenti standard e a cui si presentano necessità di intervenire su una singola parte di ordini per loro difficilmente realizzabili. Non mancano richieste da parte di architetti, magari alle prese con soluzioni che contemplino l’impiego di legni particolari, spesso nemmeno contemplati nei circuiti standard. «Viste le nostre origini – dice Broglio – su questo aspetto abbiamo affinato al massimo l’esperienza. Pur con differenze che, come sempre, debbono essere valutate di caso in caso, si può infatti dire che, essiccatura a parte, siamo in grado di controllare al nostro interno l’intero processo di trasformazione a partire dalla tavola grezza. Ciò deriva soprattutto dall’esigenza di accontentare richieste particolari e ad alto tasso di specializzazione, come piegature o utilizzo di legni speciali per serramenti lamellari. Come sempre, quello che ci chiedono cerchiamo di fare e questo vale anche per lo stile, classico, d’epoca o moderno che sia. Alluminio e, appunto, legno, sono i materiali su cui ci concentriamo. Non utilizziamo infatti altro genere di metalli, o plastiche. Per i primi non siamo in possesso delle tecnologie adatte, mentre i materiali sintetici non sono generalmente adatti a soddisfare il tipo di lavoro che ci viene richiesto, se si escludono resine impiegate quando non si possono forzare i limiti naturali del legno, materiale che è e rimane al centro della nostra attenzione».

I segreti del mestiere
Gli spazi dedicati al lavoro all’interno della Falegnameria sono il “regno” di pochi addetti, otto in tutto. Sono i gelosi custodi di conoscenze che non si possono certo apprendere con un corso di formazione. «Diciamo che trascorsi cinque anni dall’arrivo in azienda si finisce di fare danni – scherza, ma non troppo, Broglio – e dopo otto o nove anni si riesce finalmente a diventare produttivi. Ciò è dovuto al fatto che è praticamente impossibile reperire personale già preparato al particolare lavoro che viene richiesto dai nostri clienti. È per questo che preferiamo sempre introdurre il classico “ragazzo di bottega”, che inizia da zero la sua esperienza lavorativa proprio con noi. Non è facile trovare le persone adatte: il nostro è un lavoro di sacrificio, di dettagli che non tornano e ti costringono a provare e riprovare fino alla ricerca della perfezione per quelli che sono i nostri standard. Insomma, è un lavoro che si può intraprendere solo se lo si ama molto e i risultati si vedono anche sul mercato. Chi ci lascia per altre esperienze solitamente è in grado di aprire attività proprie o viene assunto in aziende più grandi della nostra con responsabilità importanti. Non manca, però, chi è arrivato alla pensione con noi, dopo avere iniziato da apprendista e lavorato per tutta la propria carriera qui». Questa dura selezione formativa mostra i suoi vantaggi nell’organizzazione del lavoro quotidiano, dato che ciascun dipendente diventa in genere responsabile dell’intera filiera produttiva di un singolo pezzo, che in azienda nasce e prende forma sotto le sue mani e la sua supervisione.

Come una fuoriserie
Con simili premesse e un’asticella della qualità mantenuta sempre così alta, è facile prevedere un ciclo di lavorazione agli antipodi rispetto a una transazione da pronta consegna. «Alla domanda sui tempi di realizzazione di una commessa è davvero difficile rispondere, se non con un inevitabile “dipende”. Se penso a certi ordini che richiedono complessità di progettazione o richieste uniche nel loro genere per dimensioni, peso o meccanica, vanno messi in conto diversi mesi di lavoro. Dal progetto al prodotto, infatti, potrebbe essere necessario realizzare un prototipo, testarlo per verificarne il comportamento, ad esempio nei confronti di condizioni atmosferiche estreme. Solo conoscendo la tenuta a certi parametri di questo pezzo unico, si può passare alla fase produttiva vera e propria. Questi sono ovviamente casi estremi, mentre i tempi certamente si riducono se non è necessaria la prototipazione. Per serramenti che solamente ricalcano modelli di stile antichi si parla di due o tre mesi. In genere, comunque, si può affermare che la consegna è direttamente proporzionale alla complessità tecnica che ci viene richiesta».
Con queste premesse, è palese che si parli anche di prezzi che non ricalcano quelli di un classico listino. Il paragone più facile e immediato è quello con il mercato delle automobili: «Le utilitarie sono le più vendute, le belle macchine costano certamente di più, le fuoriserie non sono adatte a tutte le tasche». Nel caso dei serramenti, il trend è molto simile e capita spesso che dalla Falegnameria Broglio ci si aspetti la realizzazione proprio di queste ultime, che spesso richiede trattamenti e lavorazioni lunghi e personalizzati, o il supporto di officine esterne per costruire particolari meccanici. Insomma, servono pazienza e capacità di spesa. Ma vuoi mettere quando dall’officina esce una Lamborghini?

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2 total comments on this postInvia il tuo
  1. Salve, volevo sapere se realizzate vetrate curve per esterno.

    Grazie

    Cordialmente

    Giuseppe

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