Spazio al colore

Hai deciso di puntare sul colore per rinnovare la tua casa? Ecco i consigli di Andrea Castrignano e Francesca Valan

colore

In questa sala da pranzo firmata Andrea Castrignano predominano le sfumature calde e avvolgenti del marrone con toni dei beige e dei tortora, creando un effetto molto elegante. La porta è rivestita con pannello Honeycomb della linea Printo di Gardesa, disegnata da Andrea Castrignano (Foto Riccardo Lanfranchi)

Caldo, vivace, energico. Ma anche sobrio, elegante oppure mistico o rilassante. Il colore è ormai una tendenza consolidata nell’arredamento. Ma quali tinte scegliere e soprattutto come abbinarle? L’interior designer Andrea Castrignano e la color designer Francesca Valan ci hanno raccontato tutto quello che c’è da sapere.

 Quale ritiene sia il ruolo del colore nell’arredamento e il rapporto con lo spazio?
«Partiamo da un presupposto fondamentale: il colore crea spazio. A loro volta, spazio e colore insieme fondano il DNA di una casa», racconta Castrignano. «Il ruolo del colore, per un fruitore “seriale” delle palette come me, è quasi imprescindibile. Il segreto sta tutto in una buona valutazione, delle nuance prima di tutto, dalla principale alle accessorie, poi dalla collocazione nell’ambiente. Il rapporto con lo spazio è completo, ma mai invasivo».

«Il colore è importante per lo spazio come le parole per un testo: determina il percorso visivo con il quale leggiamo gli ambienti», sostiene invece Valan. «Con il colore possiamo sottolineare dei punti e celarne altri».

“Il segreto è una buona valutazione delle nuance, dalla principale alle accessorie, poi della collocazione nell’ambiente” Andrea Castrignano

Il colore è sinonimo personalizzazione?
«Colore è idea, è completezza, è carattere, è personalizzazione, è PERSONALE, colore sei TU», sostiene Castrignano. «Di conseguenza la casa, con il suo DNA cromatico, deve raccontare nel modo più fluido e chiaro possibile chi la abita».

«Possiamo scegliere i colori personalizzati per moltissimi prodotti, ma nessuno ci ha insegnato a sceglierli e utilizzarli in modo appropriato», puntualizza Valan. «Se è relativamente facile e poco impegnativo per un paio di scarpe, perché la scelta è soggettiva, abbiamo bisogno di regole e criteri oggettivi per non sbagliare il colore dei nostri spazi. Personalizzare il colore delle nostre case è importante e fondamentale, ma non è facile».

Quali colori ritiene siano più adatti agli ambienti?
«Esistono delle regole funzionali che prevedono, per esempio, che in cucina si adottino i bianchi o i neutri, per lasciare al cibo il ruolo di protagonista cromatico dello spazio», continua Francesca Valan. «Queste regole sono la base di partenza per una scelta soggettiva del colore, che deve creare benessere emozionale nei nostri spazi».

«In qualche caso è molto più interessante porsi la domanda al contrario, e cioè pensare a quanto gli ambienti siano adatti al colore», sostiene Andrea Castrignano. «Alcuni si prestano alla perfezione a colori intensi e audaci, altri invece non devono fare altro che ospitare una tonalità sussurrata ma diffusa, abbinata a un colore accessorio più incisivo. Gli spazi ampi e luminosi possono acquistare nuova personalità grazie a colori decisi. L’unica concessione audace che contemplo quando si ha a che fare con ambienti ridotti è l’effetto scatola. Vale a dire, in un ingresso o un corridoio la scelta di utilizzare sia sulle pareti che sul soffitto un colore scuro è davvero interessante. Se lo spazio è limitato meglio scegliere i toni delicati».

“Il colore è importante per lo spazio come le parole per un testo: determina il percorso visivo con il quale leggiamo gli ambienti” Francesca Valan

Quali il ruolo e l’importanza del colore per le porte?
«È un ruolo definito e, allo stesso tempo, opposto», continua Castrignano. «A mio parere le porte devono scomparire o spiccare nello spazio. Nel primo caso, il colore delle pareti sarà lo stesso anche per le porte, nel secondo, la scelta del colore e della finitura sarà in contrasto con quella individuata per l’ambiente».

Secondo Valan, invece, «Il ruolo della porta dipende dalla tipologia e dalla funzione che ha in uno spazio. A volte è importante che si veda, che diventi protagonista, che ci aiuti a capire i percorsi. Altre volte è importante che si integri con le pareti per lasciare emergere altri elementi dello spazio».

Potete darci qualche suggerimento o spunto di partenza per scegliere o abbinare porta e arredo?
«Il consiglio è quello di partire scegliendo prima di tutto quale risultato si vuole raggiungere: far risaltare la porta sul resto oppure “celarla” e renderla un tutt’uno con lo spazio», spiega Castrignano. «È comunque sempre molto importante pensare a come meglio integrarla sulla base del mood e dello stile pensato per la casa».

Francesca Valan ritiene invece che «Se la scelta della tinta è soggettiva, il contrasto di chiarezza è un dato oggettivo. La prima cosa da stabilire sono le chiarezze e i contrasti; se l’ambiente sarà chiaro o scuro, ad alti o bassi contrasti. Suggerisco di tenere sempre le porte neutre o in tinta con le pareti per avere la possibilità di utilizzare il colore in altri punti della stanza. Le maniglie sono elementi molto importanti: se la porta è integrata con le pareti la maniglia può diventare un accento, un punto del percorso visivo, che collega la porta agli altri colori della stanza».

Quali sono le attuali tendenze colore?
«Stiamo assistendo a un ritorno del colore negli spazi: mancava dagli anni Ottanta e ne avevamo veramente bisogno!» sostiene Valan. «I colori però sono leggermente diversi da quelli del passato, meno saturi e più tonali».

Bordeaux, verde bosco, giallo senape o blu scuro sono per Andrea Castrignano i colori più cool nell’arredo.

Quali saranno, invece, quelle del futuro?
«Nel futuro la virata, o meglio il dietrofront, potrebbe riservarci il ritorno di geometrie e di mix&match di colori complementari», sostiene Castrignano. «I colori di ispirazione naturale continuano a essere di tendenza, insieme alle essenze. Il trend green, oltre a essere un dovere da rispettare sempre, promuovendo aziende a impatto zero o utilizzando materiali riciclati o tecnologie a basso impatto sull’ambiente, si sta trasformando da tendenza a certezza».

Valan ritiene che in futuro «I materiali naturali, come i legni e il cotto, saranno sempre presenti, perché non si tratta di tendenze ma di colori “iconici” delle nostre case. Verranno utilizzati con nuovi schemi cromatici, a un pavimento in legno di noce potremmo abbinare un divano blu e una lampada rossa o verde, al posto del divano ecrù e della lampada grigio metallizzata».

Qual è suo colore preferito nell’arredamento?
«Come un amante dei colori che si rispetti, la palette cromatica che preferisco è quella dei grigi, in assoluto la più chic e multitasking, infallibile e raffinata SEMPRE, che oltretutto mi consente di sperimentare selezionando di volta in volta colori accessori diversi», sostiene Andrea Castrignano.

Della stessa idea – o quasi – è anche Francesca Valan: «In questo momento è un grigio medio caldo, quasi un color corda che diventa il fondo ideale per il blu notte, forse perché ho bisogno di uno schema silenzioso. Sicuramente a primavera cambierò colore».

colore

La boutique Locherber Milano richiama il Liberty rivisitato, con il pavimento in parquet a motivi romboidali in tre essenze (rovere cenere, ghiaccio e scuro), calde e avvolgenti le tonalità prugna e glicine per il soffitto e la laccatura degli arredi. Progetto di Andrea Castrignano (Foto Francesco Mion)

L’evoluzione del colore
La color designer Francesca Valan ha studiato l’evoluzione del colore, con l’obiettivo di prevedere quali saranno le tendenze per il futuro. Negli anni Cinquanta, con la rinascita economica, predominano i colori pastello. Negli anni Sessanta, quelli del design, i colori diventano saturi e i più importanti sono i primari, come bianco, nero, rosso e verde. Negli anni Settanta è la forma a prevalere, per cui la scelta cade su un’unica tinta, come le terre e i marroni. Negli anni Ottanta la televisione trasmette a colori, che diventa un valore aggiunto: più colori hanno gli oggetti e più trasmettono valore. Gli anni Novanta sono dei materiali, e il colore passa in secondo piano. Negli anni Duemila gli oggetti sono essenziali e richiedono finiture molto curate, così la decorazione diventa parte della materia. Dal 2010 predominano i naturali. Dal 2020 il tech si legherà alle emozioni più che agli oggetti; il valore è non possedere, la libertà di avere lo spazio, il tempo, il silenzio. Dal 2015 al 2035 non si parlerà più di colori perché con le proiezioni 3D ci si concentrerà sulle sensazioni; gli spazi diventeranno scenografie.
Informazioni sull'autore
Condividi quest’articolo
Invia il tuo commento

Per favore inserisci il tuo nome

Inserisci il tuo nome

Per favore inserisci un indirizzo e-mail valido

Inserisci un indirizzo e-mail

Per favore inserisci il tuo messaggio

Porte & Finestre © 2017 Tutti i diritti riservati

© 2013 Tecniche Nuove Spa • Tutti i diritti riservati. Sede legale: Via Eritrea 21 - 20157 Milano.
Capitale sociale: 5.000.000 euro interamente versati. Codice fiscale, Partita Iva e Iscrizione al Registro delle Imprese di Milano: 00753480151