ANCE: trainante il settore della riqualificazione per l’edilizia

Per l’economia italiana si va consolidando la ripresa, che sembra concretizzarsi con previsioni superiori alle attese. Per il settore delle costruzioni, però, ancora non si riescono a scorgere segnali di cambiamento. È quanto emerge dallo studio dell’Osservatorio congiunturale sull’industria delle costruzioni recentemente divulgato da ANCE.

A gennaio la previsione era di una crescita degli investimenti in costruzioni dello 0,8% per il 2017, mentre oggi le stime indicano un modesto +0,2%. Un aumento trascurabile, del tutto insufficiente a creare le condizioni di effettiva ripresa per un settore che ha visto dal 2008 ridurre del 36,4% i propri livelli produttivi.

Nel 2017 gli investimenti in nuove abitazioni si attestano a -1,5%, gli investimenti in opere pubbliche +0,2%, mentre gli investimenti in riqualificazione segnano un +0,5% . Il settore della riqualificazione rimane l’ancora di salvezza dell’edilizia rappresentando ormai quasi il 40% degli investimenti complessivi in costruzioni. Il 2018 potrebbe essere l’anno di svolta per il settore delle costruzioni anche grazie agli effetti derivanti dalle misure previste dalla Legge di bilancio 2017. La previsione per il 2018 è di un aumento degli investimenti in costruzioni dell’1,5% in termini reali.

Il 2016 è stato il terzo anno consecutivo di crescita (+18,4% compravendite rispetto al 2015). Il primo trimestre 2017 conferma il trend positivo con un +8,6%. La previsione per la fine dell’anno è di 550 mila compravendite. Nel 2016 si è registrato per la prima volta un lieve aumento dei permessi (+5% rispetto al 2015) attestati a quota 52.000, il livello però continua a essere tra i più bassi dal 1935 (-83% rispetto al picco del 2005).

Per il 2018 si prevede un aumento degli investimenti nella nuova edilizia abitativa dell’1%, ancora troppo basso per un comparto che in dieci anni ha perso più del 60% di investimenti.

Filippo Delle Piane, Vicepresidente ANCE Edilizia e Territorio ha dichiarato: “Una nuova cultura dell’abitare per orientare il mercato della casa verso scelte consapevoli e di qualità. Negli ultimi anni, infatti, la tecnologia legata all’edilizia ha fatto enormi passi avanti e il problema della vetustà degli edifici sia dal punto di vista dell’efficienza energetica che da quello della sicurezza sismica è emerso con forza, visti anche i recenti eventi calamitosi che affliggono ciclicamente il nostro fragile territorio. È determinante, quindi, investire in un percorso di comunicazione e divulgazione che consenta alle persone di affrontare l’acquisto più importante della propria vita in modo consapevole e informato. Altri settori, come l’automobile, lo hanno fatto innescando un virtuoso fenomeno di rottamazione dell’usato con evidenti benefici sia dal punto di vista dell’inquinamento che della sicurezza“.

Rudy Girardi, Vicepresidente Centro Studi ANCE, ha dichiarato: “Per il settore delle costruzioni la crisi non è ancora finita. Seppure gli ultimi dati sull’andamento dell’economia mostrano un quadro migliorativo rispetto alle attese, nel nostro Paese si assiste tutt’oggi a una crisi di investimenti, soprattutto da parte dell’amministrazione pubblica in tutte le sue articolazioni. I dati lo dimostrano: se a gennaio prevedevamo una crescita degli investimenti in costruzioni dello 0,8% per il 2017, oggi abbiamo dovuto ribassare le stime a solo +0,2% . Il sistema dunque è bloccato. Le risorse non vengono spese e i cantieri non aprono. La produzione di nuova edilizia è al palo. E l’occupazione non riparte dopo la grave perdita di oltre 600 mila unità dall’inizio della crisi. Unico elemento positivo è rappresentato dalla riqualificazione del patrimonio abitativo che potrà contare anche sull’importante leva data dal sismabonus i cui effetti si vedranno però solo a partire dai prossimi anni“.

Edoardo Bianchi, Vicepresidente ANCE per le Opere Pubbliche, ha dichiarato: “La mancata ripresa del settore delle costruzioni è certamente figlia del blocco delle opere pubbliche al quale assistiamo ormai da oltre un anno. Un quadro normativo in perpetuo movimento e un processo decisionale farraginoso e inefficiente hanno creato la tempesta perfetta: le risorse stanziate, circa 100 miliardi negli ultimi mesi, pari all’importo di 2/3 manovre economiche, rimangono incagliate nei mille rivoli della macchina amministrativa e non si traducono in lavori. D’altronde i dati della spesa pubblica lo dimostrano chiaramente: solo il 2% del Pil è dedicato agli investimenti in costruzioni. Un Paese che non investe nel proprio futuro non può realmente tornare a crescere in modo solido e duraturo“.

Chi intraprende deve saper innovare“, ha spiegato Vincenzo Di Nardo, Vicepresidente ANCE per progetti strategici innovativi nell’ambito del partenariato pubblico-privato. “Ecco perché riteniamo estremamente importanti le recenti modifiche apportate al Codice degli appalti laddove si estende a tutti i contratti di Ppp, compreso quello di disponibilità, la possibilità per i privati di presentare proposte spontanee per opere non comprese nella programmazione. Un principio importante perché premia le migliori capacità imprenditoriali, quelle cioè in grado di proporre progetti innovativi e complessi. Un’occasione da non perdere per rafforzare la sinergia tra pubblica amministrazione e imprese e rinnovare parti importanti delle nostre città“.

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