Finestre in legno come nuove

Con il passare del tempo, i serramenti in legno perdono bellezza e funzionalità. Decidere di ripristinarli invece di sostituirli è una scelta economica ragionata. A patto, però, che il trattamento sia fatto a regola d’arte. Vediamo come

I serramenti esterni sono sottoposti alle alterazioni provocate dagli agenti atmosferici (climatici, termo-igrometrici e luminosi, secondo la componente ultravioletta delle radiazioni solari), dagli agenti organici (rivolti alla generazione di funghi, di muffe e di parassiti) e dagli agenti chimici (per esempio, attraverso le acque meteoriche) in grado di incidere nei confronti della resistenza meccanica, della composizione fisica, dei criteri di funzionamento e dei modi di finitura.

Come e quando intervenire
La tipologia dei serramenti in legno si determina rispetto a una serie di azioni incisive sulla costituzione materica e superficiale, che aprono lo scenario dei possibili interventi sia di manutenzione sia di ripristino. La rigenerazione dei serramenti, conseguente alle azioni di danneggiamento, alla ridotta manutenzione e all’usura si determina rispetto:

• alla sistemazione delle superfici di telaio, che consiste nel ripristino e/o nel trattamento di protezione del materiale;

• al ripristino della configurazione geometrica, fisica e strutturale dei profili di telaio a seguito delle deformazioni (che richiedono la “messa in squadra”), dovute all’incidenza delle sollecitazioni meccaniche e delle dimensioni geometriche (specialmente nel caso degli elementi apribili).

L’operatività finalizzata a rigenerare i serramenti in legno, che si articola rispetto al livello delle condizioni di criticità (attraverso l’ausilio di personale specializzato e, per alcuni casi di ridotte necessità, anche mediante il fai-da-te), si svolge secondo l’attività di mantenimento dei requisiti di resistenza meccanica, termo-igrometrica, acustica, luminosa, di tenuta e di finitura. Questo osservando, innanzitutto, le pratiche relative alla manutenzione preventiva (con cadenza semestrale), che riguarda le opere finalizzate a prevenire l’insorgenza delle situazioni di degrado e di ammaloramento a partire dall’ordinaria e regolare pulizia rispetto:

• alla pulizia del sistema di evacuazione delle acque meteoriche;

• alla verifica della tenuta delle guarnizioni;

• all’ingrasso e la regolamentazione della ferramenta.

Il recupero conviene?
Prima di procedere con un trattamento di restauro radicale è necessario effettuare un’analisi dei costi di intervento e rapportare il prezzo di un nuovo infisso a quello restaurato da sostituire. Per esempio, nel caso di serramenti molto vecchi, oltre al ripristino delle superfici a vista, sarebbe opportuno effettuare un adeguamento a quelli di ultima generazione al fine del contenimento energetico. Dunque, diventano necessari anche l’applicazione di vetrocamera e l’inserimento di guarnizioni per la tenuta agli agenti atmosferici come vento e acqua, oltre alla sostituzione delle parti più delicate come gocciolatoi, coprigiunti… Si tratta di un intervento competitivo? Conti economici alla mano, si tenga presente anche che un infisso così ottenuto non sarà mai perfettamente ed ermeticamente a tenuta come, per esempio, un moderno infisso a taglio termico.

La manutenzione preventiva
L’operatività preposta al mantenimento dei requisiti nel tempo, secondo lo svolgimento delle attività di manutenzione preventiva, prevede soprattutto gli interventi di verniciatura per mezzo:

• del ripristino periodico del film di vernice, assumendo anche le opere di ripristino delle porzioni in stato di degrado (agendo prima dei periodi invernale ed estivo);

•dell’applicazione della verniciatura nei confronti delle prime screpolature e delle situazioni di discontinuità al fine di evitare il distacco o l’insorgere della tonalità grigia del materiale, provvedendo a mantenere lo strato protettivo superficiale in condizioni di integrità e a evitare l’incidenza da parte delle sollecitazioni atmosferiche;

• dell’applicazione della verniciatura coprente nei confronti delle fessure, comprensiva della stesura di una mano di impregnante e di due mani di finitura.

Gli interventi di ripristino
Quando la manutenzione ordinaria non è più sufficiente a riportare il serramento nelle condizioni ottimali è necessario un vero e proprio restauro. Gli interventi di ripristino si delineano principalmente con le fasi di smontaggio dei serramenti (dai perni), di rimozione delle chiusure in vetrocamera e di correzione delle imperfezioni, attraverso l’esportazione della ferramenta (sottoposta a sgrezzatura e a riverniciatura in modo da ripristinare l’aspetto e la durata nel tempo), rispetto alla quale si eseguono le eventuali riparazioni e sostituzioni. In seguito, i serramenti sono sottoposti a:

• prelavaggio a immersione rivolta a eliminare i primi strati di vernice sulla superficie del legno (mediante l’utilizzo di cloruro di metilene), di carattere conservativo e non aggressivo al fine di eliminare la parte superficiale di vernice senza corrodere, asportare o alterare lo strato di legno sottostante;

• sverniciatura, eseguita, in generale, rispetto a molteplici livelli critici di usura, di degrado o di danno, con l’obiettivo di eliminare gli strati superficiali sul materiale e di ripristinare le condizioni di aggrappaggio dei prodotti successivi. La sverniciatura avviene attraverso l’immersione del legno all’interno di prodotti chimici (autorizzati sulla base delle normative vigenti, che agiscono anche con funzione di sanificazione), capaci di favorire la pulizia anche delle sezioni più profonde. L’opera di lavaggio a immersione del telaio, al fine di eliminare i residui di vernice staccati e di eliminare i primi strati di vernice sulla superficie del legno (mediante l’utilizzo di cloruro di metilene), è di tipo conservativo e non aggressivo in quanto elimina solo la parte superficiale della vernice senza corrodere, asportare o alterare lo strato ligneo sottostante;

• lavaggio per mezzo di lance ad alta pressione.

Il trattamento dei legni pregiati
Nel caso di intervento sui serramenti in legno di pregio, la manutenzione ordinaria prevede il mantenimento della patina originale attraverso la pulizia superficiale, mentre nelle situazioni in cui è assente o in condizioni critiche, è necessario il ripristino della patina per mezzo del decapaggio, che implica la rimozione della finitura originaria fino a raggiungere la superficie lignea, l’eliminazione della sporcizia, la verniciatura (rilevando l’applicazione in grado di evitare l’incisione o l’aggressione verso il materiale, fino al trattamento antitarlo). L’operatività del ripristino non segue la procedura riportata nel paragrafo “Gli interventi di ripristino”, ma prosegue con le attività di:

• essiccazione all’interno di apposite cabine, che riportano il livello ottimale di umidità del legno secondo valori che ne permettono le successive lavorazioni. In particolare, l’essicazione a caldo del telaio è tesa a ottenere il valore di umidità intrinseca del legno pari a 12-14% per predisporre i serramenti così trattati alle successive lavorazioni. L’eccessiva presenza di umidità impedisce la corretta levigatura e stuccatura e, inoltre, rende eccessivamente a rilievo le diverse venature del legno che risultano “dilatate” rispetto alle condizioni di normalità;

• carteggiatura (o levigatura) della vernice, fino a raggiungere la superficie del materiale ligneo. La carteggiatura è eseguita con molteplici passaggi (in generale, in modo combinato tra l’azione manuale e per mezzo di levigatrici orbitali, tramite diverse grane di carta di vetro passando dalla tipologia media e grossa alla tipologia fine) fino a raggiungere il supporto ligneo vivo conferendogli la completa pulizia e lo strato liscio al tatto. La zona in esame definisce la parte che ha subito il processo di erosione strutturale conseguente all’esposizione costante alle azioni atmosferiche, risultando sfibrata e poco adatta al nuovo trattamento verniciante. In questo modo si ottiene anche l’effetto di rendere speculare la superficie, più regolare a vantaggio del risultato estetico finale. Inoltre, in questa fase avviene il restauro di giunti e fessure con materiale elastico e resistente ai movimenti del legno;

• stuccatura delle principali fessure (per mezzo di materiali elastici) e l’eliminazione del materiale eccedente;

• lisciatura finale (con carta di vetro a grana fine) diretta a eliminare gli ulteriori residui e a predisporre il serramento alla fase di riverniciatura, a rifinire gli spigoli e le scorniciature presenti nella struttura. Questo passaggio comprende sia la messa in opera di resina nelle testate per impedire le infiltrazioni d’acqua, sia il controllo visivo.

La riverniciatura
Terminate le operazioni di tipo fisico, il trattamento prosegue con la riverniciatura. Le fasi previste richiedono:

• l’applicazione dei prodotti preservanti e protettivi in grado di penetrare nel materiale ligneo (fino alla profondità pari a circa 3 mm);

• l’applicazione dell’impregnante, secondo la tipologia a immersione, finalizzata a proteggere il materiale dall’incidenza dei funghi dell’azzurramento e dei funghi della marcescenza, contenendo speciali additivi all’interno delle resine organiche tali da impedire i processi di ossidazione della lignina;

• l’applicazione del fondo intermedio trasparente a immersione, in forma di resina capace di offrire la protezione nei confronti dell’acqua e di mantenere la permeabilità al vapore acqueo unitamente alla traspirazione del legno;

• l’applicazione del fondo riempitivo a spruzzo rivolto a ottenere sia la superficie riempita e isolata, sia l’esecuzione della pellicola compatta, resistente, impermeabile e traspirante;

• l’asciugatura e l’eliminazione delle impurità (mediante carta di vetro).

Nello specifico, l’applicazione della verniciatura (tramite pompa a spruzzo) comporta:

• l’eliminazione degli spigoli vivi in quanto le vernici tendono a dipanarsi da queste interfacce, rilevando che la disposizione del raggio pari ad almeno 2 mm permette all’applicazione di corrispondere quasi totalmente allo spessore eseguito sulle altre superfici;

• l’inclinazione delle battute sui traversi per la quota pari a 0,7% al fine di eliminare la concentrazione di ristagno dell’acqua in grado di produrre progressivamente screpolature nella pellicola della vernice, lasciando la superficie lignea senza protezione e a diretto contatto con le sollecitazioni atmosferiche.

Quali vernici utilizzare
Le tipologie di vernici adottabili nell’opera di ripristino dei serramenti in legno considerano, in generale, la composizione tesa a ridurre l’incidenza nei confronti della lignina, l’impermeabilità dell’acqua e a mantenere sia l’elasticità sia la traspirabilità della pellicola. Inoltre, le tipologie di vernici sono dirette a generare la protezione dai raggi ultravioletti, la tenuta verso le acque meteoriche e la permeabilità verso la migrazione del vapore acqueo, come anche la protezione verso le azioni di carattere meccanico e il mantenimento della colorazione omogenea sulle superfici lignee di diversa capacità assorbente.

Nello specifico, l’applicazione della verniciatura considera:

• l’impiego del tipo a base acrilica e idrosolubile, in grado di limitare i costi di rinnovo e di evitare sia l’asportazione degli strati precedenti, sia la levigatura;

• l’impiego del tipo ad acqua (idrosolubile), dotato di notevole elasticità ma più magra del tipo a solvente (riducendo la capacità di copertura nei confronti delle irregolarità del materiale), in grado di produrre un’elevata durabilità della pellicola protettiva, necessitando della particolare preparazione dei supporti da trattare;

• l’impiego del tipo colorato per esterni secondo le tinte tipiche delle essenze in legno, in grado di assorbire le radiazioni ultraviolette, necessitando delle opere di ripristino tramite olio ritonificante.

Il ripristino di serramenti molto vecchi
L’applicazione della verniciatura nel caso dei profili di telaio in legno eseguiti da molto tempo rileva le criticità conseguenti all’attenuazione del processo di assorbimento dell’impregnante, osservando le difficoltà a imprimere in profondità i principi attivi diretti a proteggere il consolidamento delle fibre. La riparazione dei segni di usura e dei danni di carattere superficiale comportano alcuni interventi di riparazione specifici e/o la sostituzione delle sezioni danneggiate per mezzo di tipologie di legno non recenti (“giovani”), con l’obiettivo di eliminare le porzioni difficilmente conservabili e di produrre l’evaporazione delle tracce di umidità. A tale proposito, l’intervento di ripristino prevede:

• l’esecuzione delle interfacce tra le sezioni originali e le sezioni aggregate per mezzo di colle viniliche, in grado di consentire la tenuta nei confronti delle sollecitazioni meccaniche e delle azioni atmosferiche;

• la riparazione mediante l’innesto degli inserti incollati di ridotte dimensioni e delle stuccature;

• la sostituzione delle porzioni danneggiate, mediante la stuccatura e la levigatura tali da coprire e collimare le giunzioni e le fessure con l’interposizione di materiale elastico e resistente rispetto ai movimenti;

• la sostituzione, mediante l’innesto di legno della stessa essenza, di montanti, di traversi o di stecche danneggiate e non recuperabili.

L’attività di controllo e di ripristino degli eventuali elementi ammalorati, rovinati o in stato di degrado richiede l’approvvigionamento, in falegnameria, di parti di vecchi infissi sostituiti oppure di assi di legno stagionate per l’uso: questo al fine di evitare l’impiego di legni eccessivamente “giovani” per riprendere e sostituire gli elementi di telaio danneggiati o marcescenti. A tale proposito, in seguito alla fase di asciugatura si sostituiscono gli elementi con adeguate “pezze” costituite in essenza legnosa mediante l’ausilio di colle viniliche specifiche per la tenuta nei confronti delle sollecitazioni meccaniche e atmosferiche. La procedura, poi, osserva come prima della messa in pressione (sotto pressa) sia valutata l’eventuale necessità di chiodi o di viti di messa in fermo in legno o in acciaio al fine di evitare la formazione di ruggine.

Come intervenire sul telaio
L’operatività finalizzata a intervenire sulla configurazione geometrica del telaio attraverso la “messa in squadra” avviene, in generale, per mezzo dello strettoio, quale apparecchiatura a uso manuale a funzionamento pneumatico che consente, per pressione, di eliminare le deformazioni e le curvature lungo i profili. L’intelaiatura può prevedere delle opere di rinforzo per mezzo della spinatura, eseguita nei confronti delle ante tramite l’inserimento di tasselli in legno e di colla applicati direttamente nelle spine.

Ancora, la tipologia di serramento in legno richiede l’applicazione della verniciatura (comprensiva del materiale impregnante isolante teso a incrementare l’applicazione e ad accentuare la protezione nei confronti dell’insorgenza di funghi e tarli), della successiva lisciatura e della resina rispetto alle testate al fine di eseguire le opere di tenuta all’acqua.

Gli interventi adeguamento dell’intelaiatura rispetto alla sostituzione delle chiusure in vetrocamera comportano le opere di aggiunta di sopracornici di alloggiamento in modo da evitare l’indebolimento del serramento e favorendo, invece, l’incremento della resistenza sia meccanica sia termo-acustica. Allo stesso tempo, l’applicazione include anche l’inserimento di idonee guarnizioni al fine di perfezionare i requisiti di tenuta nei confronti delle sollecitazioni atmosferiche.

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