Recupero ad alta quota

Rifugio Paralup, Dario Castellino, Valeria Cottino, Giovanni Barberis, Daniele Regis

Un villaggio alpino da tempo abbandonato si trasforma in un centro polivalente

Pietra, legno di castagno e coperture in acciaio zincato disegnano le parti esterne a vista

Una borgata dimenticata tra le valli piemontesi e ora riportata a nuova vita: in valle Stura questo villaggio di case in pietra e legno era l’immagine di un passato quasi del tutto perduto, legato alle antiche attività stagionali di alpeggio e a una vita più dura e più umile. Gli architetti che ne hanno seguito il recupero la definiscono «Un’icona, un simbolo del patrimonio architettonico e paesistico in abbandono, immagine tangibile delle relazioni ancora leggibili tra valori naturali e antropici, tra paesaggio e insediamento».

Sarebbe stato un delitto lasciare che il tempo e il degrado ne facessero scempio e per questo il progetto è stato sviluppato su scala sia architettonica sia urbanistica. Nulla doveva andare perduto e, insieme al recupero degli edifici esistenti, sono stati previsti all’interno di queste storiche architetture alpine anche spazi dedicati alla cultura e all’ospitalità. Nonostante la complessità della duplice scala, l’intervento è stato affrontato in modo unitario, per cogliere il paese nella sua interezza di volumi e di relazioni «Senza pretesa di una ricostruzione impossibile (e falsa), ma attraverso la più attenta lettura delle informazioni offerte dal patrimonio esistente», spiegano i progettisti.

Le murature esistenti, in pietrame a vista, sono state rinforzate in modo da rimanere indipendenti dalla struttura in legno, e consolidate mediante soffiatura e pulizia degli interstizi e iniezioni in profondità di malta di calce a granulometria finissima

I muri originari, le aperture principali, così come i percorsi pedonali che segnavano le relazioni tra i vari edifici sono stati conservati, cercando di recuperare le altezze originarie, le inclinazioni delle falde e tutti quei dettagli storici che davano identità al borgo. Anche per i materiali è valso lo stesso approccio e, dove possibile, sono stati utilizzati materiali recuperati o comunque evocativi della storicità del luogo. Ecco quindi l’utilizzo di pietra e legno di castagno per le parti esterne a vista, ed ecco anche la realizzazione di coperture in acciaio zincato, materiale che, con il tempo e le intemperie, assume le sfumature naturali della pietra.

Oltre che per i rivestimenti, il legno è stato scelto anche per i serramenti, realizzati artigianalmente in castagno termocotto spazzolato, un materiale molto resistente alle intemperie

Non solo attenzione per i materiali, ma anche per i principi della sostenibilità: tra le varie soluzioni adottate, è stata utilizzata lana di pecora come isolante e sono stati montati sistemi fotovoltaici e impianti di biomassa per la produzione di energia. Oltre che per i rivestimenti, il legno è stato scelto anche per i serramenti, tutti realizzati artigianalmente nella stessa essenza usata per i rivestimenti delle facciate, un castagno termocotto spazzolato. Questo tipo di legno è stato preferito non solo perché recupera la resa estetica originaria, ma anche perché è altamente resistente alle intemperie, adatto per le costruzioni all’aperto e i rifugi alpini. A occuparsi dei serramenti sono state due aziende della zona, che hanno realizzato su misura tutti i modelli installati nel villaggio.

Oggi, il risultato di quest’intervento è un villaggio rinato, dove trovano spazio una serie di piccoli musei, una sala polivalente, un rifugio per pernottare, un ristorante e un piccolo caseificio.

Foto di Daniele Regis e Dario Castellino

RIFUGIO PARALUP  
Localizzazione: Borgata Paraloup, Rittana (Cuneo)
Progetto architettonico: Dario Castellino, Valeria Cottino, Giovanni Barberis, Daniele Regis
Collaboratori: Matteo Ravera
Direzione lavori: Dario Castellino e Valeria Cottino
Impresa costruttrice: Barberis Aldo SpA
Superficie totale costruita: 700 metri quadrati
serramenti
Finestre: realizzate su disegno e artigianalmente da Vera Andrea di Vera Andrea e Vera Alessandro e da Doc Legno Srl di Cappellino Tommaso e Gualtiero

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