Ambasciata del Belgio a Roma, Luciano Cupelloni, LC Architettura

Cupelloni

L’edificio antico ristrutturato e il nuovo convivono in perfetta armonia

L’Ambasciata del Belgio a Roma si trova in una splendida posizione, alla sommità dei Parioli ed è immersa in uno splendido parco, in attinenza alla Santa Sede. Il progetto, commissionato dal Ministero degli Esteri del Belgio dopo un concorso a inviti a Luciano Cupelloni di LC Architettura, ha previsto la riorganizzazione degli uffici dell’ambasciata attraverso il restauro e l’ampliamento dell’edificio rustico ottocentesco annesso alla residenza localizzata nella Villa Tre Madonne.

Il risultato è un un intervento misurato che crea un dialogo tra antico e contemporaneo, che ha ricevuto il Premio RomaArchitettura promosso dall’IN/ARCH Lazio e dall`Ordine degli Architetti di Roma e Provincia..

Le caratteristiche storiche e architettoniche del complesso preesistente hanno rappresentato un punto di riferimento per le scelte progettuali. Il progetto è stato declinato nel ripristino dei caratteri originari della facciata interna del fienile, nell’ampliamento del corpo aggiunto negli anni Sessanta e nella riorganizzazione dello spazio aperto in funzione dei nuovi flussi carrabili e pedonali.

Il risultato è una struttura dall’immagine contemporanea, nella quale l’integrazione e sovrapposizione di volumi puri definisce un equilibrio elegante determinato dall’alternanza tra pieni e vuoti. Gli edifici esistenti sono stati ristrutturati integralmente, sia dal punto di vista funzionale che strutturale, anche in termini di miglioramento sismico e impiantistico.

Al nuovo volume in Corten e vetro è affidato il compito di mediare tra le due anime del complesso, dialogando con la preesistenza e dando vita a una continuità visiva con lo spazio verde circostante. L’andamento del prospetto principale segue un modulo definito al livello inferiore dalla scansione delle singole aperture e nel volume vetrato superiore dall’alternanza perfetta di elementi fissi e parti apribili.

Alla definizione di questa “lanterna vetrata” hanno contribuito i sistemi di facciata e i serramenti in acciaio corten di Secco Sistemi che riprendono cromie e texture del nuovo volume e attraverso un raffinato equilibrio compositivo danno vita a un diaframma vetrato che diventa simbolo del progetto.

L’edificio nuovo fa un ampio uso di acciaio corten e vetro

In particolare, sono stati impiegati i sistemi serramenti EBE65, OS2 65, 4F2, soluzioni accomunate dalla capacità di garantire elevate prestazioni da trasferire alle quali affiancare un linguaggio pulito e contemporaneo grazie alle sezioni ridotte dei profili e al loro design essenziale e rigoroso.

4F2 è la facciata continua a taglio termico applicabile a sottostruttura portante, impiegata per il volume vetrato. Si tratta di un sistema di facciata riportata, che fornisce un elemento di riconoscibilità per le facciate vetrate grazie alla possibilità di combinare materiali diversi e differenti tipologie di apertura. Inoltre l’utilizzo di montanti e traversi di grande inerzia e sezione contenuta, consente di costruire facciate con ampie superfici vetrate, lasciando al progettista la massima libertà di configurare il disegno dei prospetti e della loro struttura.

Nell’Ambasciata del Belgio a Roma, l’utilizzo dell’acciaio corten per tutti i serramenti ha permesso di omogeneizzare il linguaggio espressivo di tutte le parti della struttura garantendo una continuità materica e formale tra esistente e nuovo, tra passato e presente.

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