Musica sull’acqua

Lo Squero, Fabrizio Cattaruzza, Francesco Millosevich

Da cantiere navale ad auditorium: una ristrutturazione che sceglie come fondale la laguna veneta

Squero

Le pareti di vetro, come quinte naturali, aprono uno straordinario scorcio sulla laguna offrendo allo spettatore la possibilità di vivere l’esperienza unica di un concerto a bordo d’acqua

È l’acqua il cuore di questo progetto. L’acqua su cui si affaccia, che lo lambisce e che ne fa da sfondo, vivido e mutevole, attraverso una quinta vetrata. L’acqua di cui stiamo parlando è quella della laguna veneta, mentre l’edificio è la ristrutturazione di uno squero ottocentesco, un tipico cantiere di imbarcazioni a remi sull’isola di San Giorgio Maggiore.

La ristrutturazione, curata dagli architetti Fabrizio Cattaruzza e Francesco Millosevich, l’ha trasformato in un auditorium, gestito dalla Fondazione Giorgio Cini onlus. Mettendo mano a un restauro voluto negli anni Cinquanta, che ne aveva stravolto destinazione e struttura, i progettisti hanno riportato lo squero alla struttura originaria, in muratura, aperta, con arcate sui lati maggiori e con una copertura in legno a grandi capriate. Completamente chiuso e con un soppalco che ne soffocava l’altezza, l’edificio aveva però un aspetto ben diverso, stravolto negli anni dalla nuova destinazione d’uso, una scuola nautica.

Il pavimento della sala si abbassa per nascondere il punto di attacco della vetrata, creando la suggestiva sensazione di trovarsi direttamente a filo dell’acqua

Nel nuovo progetto la muratura esterna non ha subito mutamenti: è stata oggetto solo di un restauro conservativo dove necessario. «La scelta progettuale è stata proprio quella di lasciare ogni segno della storia dell’edificio, ogni traccia delle trasformazioni subite», spiega l’architetto Cattaruzza. Tutto ciò che invece era stato aggiunto nel corso degli anni, ma che risultava incongruente rispetto allo squero ottocentesco, è stato eliminato. Conservando solo l’involucro, è stato realizzato un nuovo volume a secco, in acciaio, legno e vetro, autonomo dalla muratura esistente come una scatola nella scatola.

È indipendente e staccato anche dal suolo, grazie a un solaio posato su travi reticolari di legno che lo alzano da terra consentendo all’acqua di “entrare direttamente” nello squero. La facciata esterna è rivestita con pannelli di compensato marino, mentre una passerella in legno fa da filtro ai muri originari e alla nuova struttura. Questa soluzione rispetta la storicità dell’edificio, lasciando comunque spazio alla libertà di progettare una nuova struttura in accordo con lo spirito originario.

«Il disegno dell’auditorium è solo apparentemente indipendente rispetto all’edificio storico», continua il progettista. «In realtà ogni aspetto del nuovo intervento nasce da geometria, allineamenti e proporzioni dall’esistente. Anche colori e materiali sono stati scelti in modo da risultare compatibili o valorizzare lo stato di fatto». Ma il vero elemento determinante è la sorpresa che si trova all’interno: una grande vetrata che fa da sfondo alla sala concerti, una luce dell’ampiezza di 13 metri che proietta chi entra direttamente nello straordinario panorama naturale della laguna. Questo lungo schermo trasparente è stato realizzato grazie a un serramento intelligente, in acciaio, che abbinato leggerezza a ottime prestazioni di robustezza e di isolamento termico. La vetrata è formata da cristalli temperati extrachiari, agganciati su telai a pavimento e, nella parte superiore delle pareti, accostati tra loro e sigillati senza l’utilizzo di telai verticali.

Il bianco minimale delle pareti interne fa da contraltare alla spettacolare vetrata. Le porte, rigorosamente bianche, sono a scomparsa

Lo stesso sistema è stato scelto anche per la bussola d’ingresso, interamente vetrata. Due stratagemmi hanno reso ancora più spettacolare la vista dall’interno verso l’esterno: prima di tutto la vetrata non occupa solo la parete di fondo, ma crea due angoli con i muri laterali, così da dare l’effetto di sporgere verso la laguna e, secondo, il pavimento della sala è abbassato tanto da nascondere il punto di attacco della vetrata e creare la suggestiva sensazione di trovarsi direttamente a filo dell’acqua.

Foto di Fabrizio Cattaruzza e Matteo de Fina, per gentile concessione della Fondazione Cini onlus

 

LO SQUERO  
Dove: Isola di San Giorgio Maggiore (Venezia)
Progetto architettonico: Fabrizio Cattaruzza e Francesco Millosevich dello Studio associato Cattaruzza e Millosevich (Mestre, Venezia)
Collaboratori: Ahmad Kadouri (progetto architettonico)
Direzione lavori: Fabrizio Cattaruzza
Impresa costruttrice: S.I.R.C.O. (Lido di Venezia)
Superficie costruita: 305 metri quadrati
Superficie coperta: 509 metri quadrati
serramenti
Vetrata: in ferro, sistema FerroFinestra di Mogs
Porte interne: L’invisibile di Portarredo
Fornitura serramenti: Due Esse (Carbonera, Treviso)

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