Recupero con stile

Villa Manin, Semenzin e Sernagiotto

Un intervento di restauro riporta un’antica villa veneta al suo originario splendore, trasformandola in resort con unità abitative, unità commerciali e direzionali

Manin

La splendida bifora che definisce la barchessa, scandisce il fronte principale di Villa Manin

Residenza estiva di Ludovico Manin, l’ultimo Doge della Serenissima Repubblica di Venezia, Villa Manin a Falzè di Trevignano fa parte di quello straordinario patrimonio architettonico costituito dalle 2.400 ville storiche che popolano il paesaggio veneto. Nata su un crocevia di strade dell’Impero Romano nel periodo della sua massima espansione, ha conservato tutte le caratteristiche del susseguirsi delle varie epoche e stili.

A volerne il restauro e ricostruzione è stato l’imprenditore Tiziano Dal Canton, che ha seguito l’intervento per circa dieci anni. Il progetto di recupero del complesso architettonico, realizzato dallo Studio d’ingegneria Semenzin e Sernagiotto, è stato condotto in tre fasi distinte: restauro del corpo principale e dell’ala sud, compreso il completamento della porzione di Barchessa esistente, ristrutturazione dei corpi a sud a ridosso della proprietà della Curia e realizzazione di un garage interrato a due piani.

Nonostante lo spessore contenuto dei profili, i serramenti si integrano al meglio nel progetto, riuscendo a rispondere alle prestazioni tecniche dalla nuova destinazione funzionale della villa

Durante la ristrutturazione sono stati in parte recuperati e in parte sostituiti rivestimenti, superfici, strutture della copertura, ma anche infissi e serramenti, in modo da garantire prestazioni più evolute, sempre nel rispetto dell’immagine originaria del complesso. La villa è stata riconvertita in struttura ricettiva, puntando al concetto di “resort” di lusso. L’intero progetto comprende più fabbricati nobili che sono stati trasformati in venti residenze di pregio (da un minimo di 50 a un massimo di 250 metri quadrati), in un esercizio commerciale che diventerà una “cicchetteria”, uno spazio direzionale oltre a grande area verde interna con zona piscina/relax e un’area wellness.

La struttura è interamente circondata da muri di cinta antichi, realizzati con particolari sassi a vista, e le strade che percorrono il parco, dove particolare cura è stata riservata alle aree piantumate e fiorite, sono tutte in pietra levigata. Nel progetto di distribuzione interna alle singole unità abitative è stato utilizzato il corpo scala interno alla villa a nord, rielaborandone l’impianto e inserendo un nuovo vano ascensore.

Nella zona della barchessa, l’edificio laterale un tempo spazio di servizio destinato a contenere gli ambienti di lavoro e che oggi ospita l’archivio, gli uffici e uno spazio wellness, si è intervenuti sia con un progetto di ristrutturazione e di restauro della parte esistente sia con un completamento della stessa tramite un corpo di tre piani che mantiene le stesse proporzioni del corpo centrale.

Un intervento generale attento alle caratteristiche del bene storico preesistente, che ha visto la collaborazione delle migliori imprese del territorio e che ha impiegato la tecnologia contemporanea senza alterare la bellezza di questa importante dimora storica. «Non ho voluto fare nessuna operazione immobiliare: sono spazi che intendo mettere in locazione e non sul mercato» precisa Tiziano Dal Canton. «Volevo fare una cosa per il paese, per il territorio».

Nell’intento di armonizzare aperture di geometrie e dimensioni differenti si è ricorsi all’impiego di infissi che riproponessero le finiture tipiche degli edifici storici e si adattassero anche alle grandi dimensioni. È stata scelta quindi una linea in acciaio, con uno spessore dei profili contenuto (65 millimetri nei quali alloggiano vetri isolanti fino a 48 millimetri) che ben si adatta alle superfici grezze della partizione muraria, completando un linguaggio omogeneo anche grazie ai sistemi di oscuramento, pensati ad hoc per questo progetto. La tenuta dei serramenti è garantita da un sistema a doppia guarnizione per le porte e da un sistema a giunto aperto con tre livelli di tenuta per le finestre.

Foto di Andrea Pancino

VILLA MANIN  
Luogo: Falzè di Trevignano (Treviso)
Committente: Tiziano Dal Canton
Progetto architettonico: Studio d’ingegneria Semenzin e Sernagiotto
SERRAMENTI
Finestre: in acciaio, linea Ebe 65 di Secco Sistemi
Porte interne: Secco Sistemi

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