Protagonista il vetro

Prestazioni high-tech rendono il vetro uno degli strumenti progettuali d’eccezione nell’architettura moderna

La Teca del Roma Convention Center è delimitata da un involucro a doppia facciata realizzato con vetrature distribuite secondo le caratteristiche prestazionali

Trasparenza, inerzia chimica, inalterabilità nel tempo sono solo alcune delle numerose caratteristiche prestazionali che rendono il vetro un materiale estremamente versatile e ampiamente utilizzato in campo edilizio. Oltre a questo, i numerosi trattamenti cui può essere sottoposto, che riescono a concentrare diverse funzionalità in un’unica lastra (antisfondamento, autopulente, a controllo solare…), lo rendono uno strumento molto versatile per contribuire al comfort e alla sicurezza degli ambienti. Non solo. La sua poliedricità può determinare lo stile di un’intera opera architettonica, qualificandone l’aspetto estetico e traducendosi in soluzioni ad alto impatto visivo.

Architettura e prestazioni
Elemento distintivo del Roma Convention Center (progetto dell’architetto Massimiliano Fuksas) è il vetro declinato in diverse soluzioni architettoniche e strutturali che formano i volumi della Teca, uno spazio dedicato a congressi, mostre e spettacoli, che a sua volta contiene la Nuvola, auditorium raggiungibile mediante apposite passerelle sospese, e della Lama, un hotel di 56 metri dagli alti standard qualitativi.

La Teca, in particolare, presenta una serie di vetrature distribuite secondo le caratteristiche prestazionali. È delimitata da un involucro a doppia facciata in vetro trasparente, con funzione isolante e di protezione dai raggi solari, contenente zone e percorsi di emergenza aerati da fori in prossimità della parete esterna. L’edificio è rivestito con vetri di tipo “low iron” di AGC, con l’applicazione di diversi coating. I lati longitudinali sono realizzati con Stopray Vision 60 T on Clearvision, la cui trasparenza assicura il massimo passaggio di luce naturale, con una trasmissione luminosa del 60 per cento, senza apporto di calore, grazie a un fattore solare pari a 37 per cento. Oltre a migliorare la sicurezza, questo rivestimento conferisce al vetro un aspetto altamente neutro e un’eccellente resa cromatica. Per la pelle esterna è stato impiegato Planibel Clearvision, vetro con una trasmissione luminosa del 92 per cento, che rimane neutro anche se utilizzato con spessori elevati.

I lati corti sono invece realizzati con il vetro Iplus I-Top, che permette di regolare l’apporto di luce e di calore, garantendo, grazie alla bassa emissività, un buon livello di isolamento termico e di trasmissione luminosa, con valore Ug di 1,1 W/m2K. La copertura è realizzata con Stopray Vision 36 T, vetro che massimizza il risparmio energetico in qualsiasi condizione atmosferica, offrendo un fattore solare del 21 per cento, un coefficiente di schermatura di 0,24 abbinati a un coefficiente termico g di 1,0 W/m2K.

Prestazioni da casa passiva
Situata nella provincia di Parma, sul sedime di un fabbricato preesistente, Casa sul Parco (progetto degli architetti Giovanni Del Boca, Giovanni e Simona Rossi) è il risultato di una ricerca interdisciplinare mirata a ottenere prestazioni energetiche da casa passiva, privilegiando il benessere degli abitanti. In questa costruzione il vetro dialoga direttamente con l’edificio nei parapetti e negli oscuranti aggiunti a filo delle facciate, che si sovrappongono in modo discreto completando le aperture dei loggiati disposti lungo i lati longitudinali. Alternati a elementi modulari a lamelle, i pannelli vetrati proteggono gli spazi interni dai raggi solari e lasciano aperta la vista sul verde del parco prospiciente.

La parte vetrata dei serramenti, che si inseriscono nel disegno complessivo con una geometria semplice ed essenziale, occupa un’ampia superficie rispetto al telaio. Per garantire un’adeguata protezione dall’irraggiamento estivo e per recuperare energia nel periodo invernale, sono state individuate tipologie di vetri isolanti con differenti valori di trasmittanza termica e fattore solare, definiti secondo l’esposizione delle facciate e degli aggetti orizzontali, e considerando la presenza ombreggiante della vegetazione esterna. Il vetrocamera è stato messo a punto utilizzando appositi software di simulazione dinamica (TAS) per la valutazione del comportamento nei periodi estivo e invernale.

Le vetrate utilizzate in questo progetto, prodotte da Saint Gobain, sono del tipo isolante con Ug minore 0,6 W/m2K, declinate in diverse versioni. Il tipo extra chiaro Diamant è caratterizzato da un’elevata trasmissione di raggi UV, il bordo di colore neutro e mantiene la trasparenza anche in lastre di forte spessore. Il vetro chiaro Planiclear è ottenuto mediante un procedimento float con trasmissione luminosa elevata, resistenza meccanica, disponibile anche in spessori elevati. Con l’aspetto cristallino della superficie la vista risulta più naturale, limitando le eventuali interferenze di colore.

Planitherm Inox, vetro basso-emissivo che mantiene l’aspetto neutro, consente la diminuzione di consumo di energia, eliminando le zone fredde vicino alle finestre, e riduce la condensa sulla faccia interna. Le vetrate isolanti SGG Planitherm 4S riducono gli sbalzi di temperatura nei cambi di stagione, evitando la formazione di condensa o di polvere all’interno. Il distanziatore “warm edge” Swisspacer Ultimate determina un efficace isolamento termico ai bordi del vetro, attraverso una pellicola a tenuta stagna che impedisce la penetrazione di vapore acqueo e contribuisce alla lunga durata della funzione isolante del serramento.

Comfort termico in alta quota
Situata in un contesto decisamente diverso da quello urbano, la costruzione in pietra Wonderfall Chalet fa parte di un vecchio borgo delle Alpi Marittime. Trasformata in eleganti suite, di recente è stata sottoposta a una rivisitazione generale dei serramenti per aumentare il comfort termico interno. Il vetro rappresenta in questo caso un miglioramento funzionale, raggiunto eliminando le superfici fredde ancora presenti sulle parti vetrate esistenti, in quanto non sufficienti a garantire il corretto microclima. I pannelli sono passati dal tipo isolante doppio alla versione tripla riscaldata, che consente di avere la stessa temperatura interna ed esterna della lastra, evitando la formazione di condensa anche in condizioni climatiche molto rigide.

L’aspetto estetico delle finestre è rimasto inalterato, mantenendo il telaio in legno massello della conformazione a riquadrature tipica delle dimore alpestri e inserendo nella parte centrale dell’edificio due ampie vetrate a lastra unica. L’impiego del modello NSG TEC™ di Pilkington – NSG Group, nelle vetrate triple riscaldate trasparenti e nei pannelli radianti del riscaldamento, ha decisamente migliorato le condizioni climatiche interne e di conseguenza il benessere degli ospiti. Eliminando i moti convettivi creati in corrispondenza delle parti più fredde, si sono raggiunti valori di comfort Ug di 0,7W/m²K, portando il vetro della finestra alla stessa temperatura dell’aria interna (circa 20 °C) e annullando il fenomeno della condensa, anche con una temperatura esterna pari a -35 °C.

Il vetro è costituito da una serie di sottili film di ossidi metallici, depositati su un substrato di vetro chiaro o extrachiaro mediante un processo pirolitico in linea. Il rivestimento a ridotta emissività (fino a 0,10) ha un aspetto neutro ed è conduttivo elettricamente, con eccellenti valori di trasmittanza termica se installato in vetrocamera e conseguente riduzione dei consumi energetici. Possono essere creati elementi radianti a finestra, completamente trasparenti, che esteticamente appaiono come normali vetrocamera.

Le finestre del Wonderfall Chalet, parte di un vecchio borgo delle Alpi Marittime, sono dotate di vetri speciali per aumentare il comfort termico interno

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