Finestre da tetto FAKRO per il Castello di Lajone

Lajone

Il Castello di Lajone si trova nella valle del Tanaro fra Asti e Alessandria, a Quattordio in località Piepasso, ed è un bell’esempio di architettura nobiliare che risale ai primi anni del Seicento. Immerso in un suggestivo giardino secolare dotato di piscina, il castello domina il paesaggio collinare dell’Alto Monferrato. Oggi si presenta come un’imponente dimora in stile tardo-rinascimentale, sorretta dalle arcate di fondazione visibili nelle cantine e caratterizzata da una singolare torre merlata dalla pianta pentagonale.

Per preservare il complesso, gli attuali proprietari hanno intrapreso un progetto di restauro curato dall’architetto Michela Macchia. Il restaturo riguarda le massicce murature in laterizio, del tetto a falde, degli ambienti al secondo e terzo piano fino ad ora chiusi al pubblico, dei delicati apparati decorativi e delle pareti affrescate che adornano le sale finemente arredate.

Il nostro obiettivo è stato trasformare questo splendido edificio e il suo giardino in un luogo aperto a una fruizione consapevole di stampo artistico culturale“afferma Marco Farronato, comproprietario e Amministratore del Castello di Lajone e fondatore di Lajoneart, progetto artistico che ha ospitato la prima mostra internazionale di arte contemporanea dal 30 settembre al 5 novembre 2017. “Oltre alle visite guidate del Fondo Ambiente Italiano e di numerose organizzazioni culturali piemontesi, ospitiamo anche eventi privati e aziendali capaci di valorizzarne le qualità architettoniche, artistiche e paesaggistiche“.

Iniziate circa un anno e mezzo fa, le opere di restauro e conservazione sono finalizzate a preservare il più possibile le componenti costruttive e materiche originarie.

Continua Ferronato: “Questo tipo di cantieri è una fonte costante di scoperte interessantissime. Ad esempio, durante i lavori abbiamo scoperto che i mattoni – recuperati uno per uno e reintegrati nella loro posizione con materiali compatibili – recano l’impronta delle mani di chi li ha prodotti secoli fa. Le travi di rovere del tetto sono state accuratamente smontate, ripulite recuperando i caratteristici chiodi in bronzo, consolidate con trattamenti compatibili e infine riposizionate, integrando le parti non recuperabili con elementi sempre in rovere di origine locale”.

Nel progetto sono state adottate soluzioni il meno invasive possibile, per adeguare parti dell’edificio concepite in periodi storici diversi, sfruttando le caratteristiche costruttive del manufatto senza snaturarlo ma, valorizzandone l’architettura attraverso prodotti contemporanei capaci di armonizzarsi con un edificio antico.

Ne sono esempio le finestre da tetto FAKRO utili a garantire condizioni igrotermiche indispensabili alla conservazione delle strutture in legno di rovere, il ricambio dell’aria nel sottotetto e l’illuminazione degli ambienti ristrutturati.

In particolare, sulla copertura del Castello di Lajone sono state installate 13 finestre, fornite dall’impresa Gallo Legnami nel contesto della realizzazione delle strutture portanti della copertura (travature e tavolati in rovere). Si tratta di:

– 9 finestre modello FYP-V U3 Prosky (dimensioni 94 x 206 cm) con apertura a bilico e asse di rotazione decentrato. La sua struttura permette di raggiungere ampiezze rilevanti e performance elevateper luminosità, utilizzando un’unica finestra anziché due serramenti sormontati in combinazione verticale. trattandosi di un unico serramento, si ha un montante centrale di spessore inferiore;

– 2 finestre modello FTU-V U3 (dimensioni 66 x 98 cm) con apertura a bilico, di cui una dotata del dispositivo per la movimentazione elettrica;

– 2 finestre modello FPP-V U3 (dimensioni 66 x 118 cm) con doppia apertura;

– 1 finestra modello FTU-V U3 (dimensioni 66 x 98 cm) con apertura a bilico.

Tutte le finestre da tetto FAKRO sono impostate su imbotti in legno di rovere inserite fra le travi della copertura e sono state posate in opera complete dei raccordi di copertura.

In particolare, le finestre FYP-V U3 Prosky sono realizzate come le altre finestre a bilico, ma l’asse di rotazione è  situato sopra alla mezzeria del telaio. Le cerniere dispongono di un sistema brevettato di sostegno che attribuisce al battente la funzione di finestra con apertura a vasistas. In pratica agevola l’avvicinamento al lato della finestra in tutta sicurezza e permette l’ingresso di molta più luce, senza la necessità di ricorrere a combinazioni verticali di più finestre.

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