Il comportamento al fuoco del PVC

A confronto con altri materiali da costruzione, a contatto con il fuoco, il PVC offre prestazioni eccellenti. Il punto su normativa e sicurezza

fuoco

Quando scoppia un incendio, le componenti in PVC della struttura, generalmente presenti nei serramenti, così come in pavimenti e tubazioni, dimostrano eccellenti performance e possono contribuire a rallentare la propagazione delle fiamme in modo decisivo. È quanto emerge dal documento diffuso da PVC Forum Italia, l’associazione italiana che riunisce le principali aziende della filiera del PVC, contenente linee guida e indicazioni sul tema della classificazione e del comportamento dei materiali da costruzione nel caso di incendio o comunque a contatto con il fuoco. Il report conferma inoltre le ottime prestazioni in termini di isolamento, durata, sicurezza e impatto ambientale. Le caratteristiche e i comportamenti del PVC, quindi, meritano più attenzione sia da parte di chi lo commercializza, sia di chi lo utilizza per la realizzazione di edifici e finiture.

Tutti i vantaggi
Il PVC non contribuisce alla propagazione delle fiamme, non rilascia scintille, ha un elevato potenziale per resistere alle fonti di accensione e non contribuisce affatto, o solo in minima parte, all’avvio dell’incendio. Inoltre, è un materiale autoestinguente, che cessa cioè di bruciare quando la sorgente della fiamma viene rimossa, irradiando solo una minima quantità di calore. Il fumo da combustione di PVC non presenta livelli di tossicità superiori a quelli di qualsiasi materiale a base di carbonio, compresi materiali naturali come ad esempio il legno. Il cloruro di idrogeno contenuto nel fumo è altamente irritante e pertanto costituisce un possibile e immediato allarme sullo sviluppo dell’incendio, ma il rilascio di questo gas non è causa di nessun danno irreversibile alla struttura dell’edificio. Infine, quando brucia, il PVC si espande carbonizzandosi, creando in tal modo uno strato di protezione contro la propagazione della fiamma, dando un contributo significativo ai tempi di propagazione dell’incendio, rallentandoli.

Campanello d’allarme
Molti dei materiali utilizzati in edilizia non possiedono buone proprietà in caso di incendi, misurate nella resistenza al fuoco, cioè l’attitudine di elemento da costruzione o di una struttura a conservare stabilità, tenuta e isolamento termico, così come nella reazione al fuoco, cioè il comportamento di in materiale in funzione al suo contributo ad alimentare il fuoco al quale è sottoposto. Le eccellenti performance del PVC in merito al comportamento durante gli incendi, al contrario, sono state confermate anche da uno studio effettuato recentemente in Francia. In questo contesto, i ricercatori hanno simulato il comportamento di pavimenti e serramenti presenti in una camera d’albergo in caso di incendio accidentale. Dalla prova è emersa la maggiore facilità di attivazione del segnale di allarme antincendio, fondamentale in caso di presenza di persone sorprese nel sonno, proprio grazie all’odore e all’acidità dei fumi dovuti all’esposizione del PVC alle fiamme. Un ulteriore punto a favore di questi materiali che fungono quindi da “campanello d’allarme” favorendo la fuga dei presenti.

PVC e diossina
Il comportamento del PVC in merito all’emissione di diossina in caso di combustione, anche se meno frequentemente rispetto al passato, è ancora messo in discussione, in quanto tutti i materiali contenenti cloro (e pertanto anche legno, foglie, residui organici) possono produrre questo composto quando bruciano. Innanzitutto andrebbe specificato che ciò che comunemente viene definita diossina è in realtà un gruppo di oltre 200 sostanze, solo una piccola parte delle quali contenenti atomi di cloro che in posizioni specifiche ne determinano un elevato potenziale tossico. Detto questo, in caso di incendio il PVC può formare diossine che vengono assorbite dalle particelle di fuliggine contenute nei gas del fumo. Questo fenomeno minimizza i potenziali effetti acuti o cronici sulla salute, riducendoli al minimo. Un fattore confermato da studi effettuati su persone esposte a situazioni di incendio, a partire dai vigili del fuoco, che dimostrano come non siano stati osservati effetti cancerogeni dovuti alle diossine emanate durante le fiamme. Anche in questo caso, sono altre sostanze emesse, come gli idrocarburi policiclici aromatici (PAH) e le particelle sottili, entrambi non imputabili al PVC, a presentare fattori di rischio più alti rispetto alle diossine.

Parametri di sicurezza
La sicurezza antincendio dei prodotti da costruzione viene determinata dalle euroclassi a cui i prodotti stessi appartengono, che li suddividono in base a diverse proprietà in rapporto a combustibilità, accendibilità, diffusione delle fiamme, potere calorifico, produzione di fumo e gocce ardenti. Da questo punto di vista, il PVC è classificabile in Euroclasse B-s1-d0 in quanto in grado di ottenere i risultati più alti di reazione al fuoco rispetto a ogni altro materiale termoplastico. Per classe B, infatti, si intendono i materiali combustibili non facilmente infiammabili, capaci di resistere all’attacco della piccola fiamma con limitato sviluppo e assenza di gocce, e capaci di resistere per un periodo di tempo all’attacco del flusso di calore, con parametri più limitativi rispetto ai materiali classificati parimenti come non facilmente infiammabili, ma compresi nelle classi C, D, E ed F. Il parametro s1 si riferisce alla classificazione accessoria e colloca il PVC tra i materiali con le migliori prestazioni in merito alla produzione di fumo durante la combustione. Lo stesso vale per il parametro d0, riferito al dropping, cioè al gocciolamento durante la combustione.

Punto di riferimento dal punto di vista normativo è la Guida Tecnica sul comportamento al fuoco delle facciate, emessa nel 2013 dal Dipartimento dei Vigili del Fuoco del Ministero dell’interno che, sostituendo la versione pubblicata tre anni prima, rimane comunque soggetta ad applicazione volontaria (seppur raccomandata) e si riferisce a facciate con altezza antincendio superiore ai 12 metri: pertanto, se un edificio presenta altezza antincendio superiore a questa soglia è l’intera facciata a dover rispettare la guida tecnica se richiesta. Inoltre, è introdotto il concetto di KIT, che equivale a un prodotto da costruzione costituito da una serie di almeno due componenti separati che necessitano di essere uniti per essere installati permanentemente nelle opere.

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