Serramenti Navello per Palazzo d’Assi a Monforte d’Alba

Palazzo d'Assi

La zona living all’ultimo piano sottotetto è diventata molto luminosa grazie ai numerosi serramenti

Dimora dei Catari nel Medioevo e prigione della città di Monforte d’Alba dalla fine del ‘700 alla fine degli anni ’20, Palazzo d’Assi è stato ristrutturato e trasformato in elegante luogo per l’accoglienza.

L’ultimo proprietario, Thomas Rückle, sotto la supervisione del Ministero dei beni culturali, ha coinvolto diversi artisti, architetti e aziende locali per ricostruire il palazzo e trasformarlo in un elegante luogo di accoglienza con 6 camere da letto, cucina soggiorno, grande terrazza coperta e cantine per degustazioni. Un luogo unico nella zona, patria del famoso vino Barolo, dove antico e moderno si combinano anche grazie ad un tocco artistico di colore.

Per dare luminosità agli ambienti sono stati scelti i serramenti Navello. In particolare sono 24 finestre Novecento, in legno nell’elegante finitura mordenzato grigio “dumbo”. Tutti i serramenti sono stati realizzati su misura per finestre a una o due ante, ad arco e portefinestre.

La suite del pianista si caratterizza anche per il colore

Riportato all’altezza originale, l’edificio è caratterizzato da una serie di archetti (oggi trasformati in finestre) all’ultimo piano, un tempo aperto al popolo come mercato coperto. Da questa sua funzione e dalla pavimentazione realizzata con assi di legno deriva il nome del palazzo. I due piani sottostanti servivano per lo stoccaggio delle riserve di grano e altri cereali. Accanto all’ingresso, ancora oggi delimitato da un imponente cancello in ferro, si trovano due nicchie arcate tradizionalmente utilizzate per la pubblicazione delle comunicazioni di matrimonio. Tre archi gotici oggi chiusi ma ben visibili sulla facciata raccontano quella che doveva essere la struttura del tempo.

La struttura esterna è rigorosa, tipica del Medioevo

Palazzo d’Assi
L’edificio risale all’epoca medievale quando “i Càtari occupavano l’alta dimora del castello”. Intorno al 1028 il feudatario e gli abitanti di Mons Fortis, vicini alla religione càtara, vennero deportati a Milano dalle forze del Vescovo di Asti e dell’Arcivescovo di Milano, Ariberto d’Intimiano. Pare che la maggior parte di questi prigionieri scelse in blocco il rogo, pur di non abiurare. La cosa fece talmente scalpore che gli storici non escludono che l’attuale corso Monforte a Milano prenda nome da questa storia. Verso il 1200 Monforte divenne feudo dei marchesi Del Carretto, cui più tardi subentrarono i marchesi Scarampi del Cairo. Nel 1703 fu conquistato dalle truppe di casa Savoia e passò quindi definitivamente al regno di Piemonte e di Sardegna. Nel 1794 il palazzo venne trasformato in prigione, da cui il nome “le carceri”. Al piano terreno venne anche realizzato un grande forno per il pane, a disposizione di tutte le famiglie del paese, che rimase in funzione fino al 1963. Nel 1928 la parte superiore delle carceri fu distrutta da una frana e l’edificio fu abbandonato ad eccezione del forno per il pane.

Informazioni sull'autore
Condividi quest’articolo
Invia il tuo commento

Per favore inserisci il tuo nome

Inserisci il tuo nome

Per favore inserisci un indirizzo e-mail valido

Inserisci un indirizzo e-mail

Per favore inserisci il tuo messaggio

Porte & Finestre © 2018 Tutti i diritti riservati

© 2013 Tecniche Nuove Spa • Tutti i diritti riservati. Sede legale: Via Eritrea 21 - 20157 Milano.
Capitale sociale: 5.000.000 euro interamente versati. Codice fiscale, Partita Iva e Iscrizione al Registro delle Imprese di Milano: 00753480151