Oltre il 60% degli italiani è preoccupato dei furti in abitazione per l’indagine Istat

furti

Il 60,2% dei cittadini è (molto o abbastanza) preoccupato dei furti nell’abitazione, il 27,6% degli italiani si ritiene poco o per niente sicuro uscendo da solo di sera e per il 38,2% la paura della criminalità influenza molto o abbastanza le proprie abitudini.

I dati emergono dall’indagine sulla Sicurezza dei cittadini che Istat ha condotto per il periodo 2015-2016 e che fornisce un quadro sulla preoccupazione di subire reati e relative conseguenze e sul livello di degrado socio-ambientale della zona in cui si vive.

Rispetto alle precedenti rilevazioni, la percezione di insicurezza risulta stabile mentre si riduce l’influenza della criminalità sulle abitudini di vita (dal 48,5% al 38,2%). Il senso di insicurezza delle donne è decisamente maggiore di quello degli uomini: il 36,6% non esce di sera per paura (a fronte dell’8,5% degli uomini), il 35,3% quando esce da sola di sera non si sente sicura (il 19,3% degli uomini). Gli anziani hanno un profilo di insicurezza simile.

A fronte di tali preoccupazioni, la quota di persone che ha sperimentato la paura concreta di essere sul punto di subire un reato nei tre mesi precedenti l’intervista è pari al 6,4% (7,2% donne e 5,6% uomini)

Tra il 2008-2009 e il 2015-2016, si stima un miglioramento generalizzato nelle preoccupazioni: il 41,9% dei cittadini è preoccupato di subire uno scippo o un borseggio (-6,3 punti percentuali dal 2008-2009), il 40,5% un’aggressione o una rapina (-7,1 punti percentuali ), il 37% il furto dell’auto (-6,7) e il 28,7% (-14) teme per sé o i propri familiari di subire una violenza sessuale. Il 60,2% dei cittadini è (molto o abbastanza) preoccupato dei furti nell’abitazione (unico dato stabile).

Il furto in abitazione è il reato che mette maggiormente in ansia sia gli uomini (55,8%) sia le donne (64,2%). Tale preoccupazione ha il picco massimo nella fascia fra i 45 e i 54 anni (62,9% per gli uomini, 69,8% per le donne) per poi decrescere. I più preoccupati risiedono in Puglia (71,5%), Emilia Romagna (69%), Lombardia (66,5%), Lazio (65,3%) e Umbria (65,9%).

Nonostante il miglioramento, il 33,9% dei cittadini ritiene di vivere in una zona a rischio di criminalità (molto o abbastanza), dato decisamente in aumento rispetto alla rilevazione precedente (+11,9 punti percentuali).

Al senso di insicurezza i cittadini reagiscono con strategie di difesa individuali e familiari. Più di un individuo su quattro (il 28%) evita alcune strade, luoghi o persone quando esce di sera; il 72,1% delle famiglie ha almeno un sistema di sicurezza per l’abitazione e il 55,7% adotta qualche modalità di difesa (lascia le luci accese quando esce, chiede ai vicini di controllare, ecc.).

Nel complesso, i più diffusi sistema di sicurezza sono: la porta blindata (51,3%), la richiesta ai vicini di controllare (32,4%), le luci accese quando si esce (27,3%), il bloccaggio alle finestre (26,4%) e alle inferriate (23,6%), le luci esterne con accensione automatica (22,3), il dispositivo di allarme (20,8%), l’assicurazione contro i furti (14,5%) e la cassaforte (14%). Solo il 10,8% delle famiglie afferma di aver adottato un qualche sistema difensivo per l’abitazione a seguito di un furto o di un reato subito mentre il 43% lo ha fatto installare perché aveva paura di subirlo.

L’opinione sul controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine è negativa per il 46,4% degli individui, in peggioramento rispetto al 38,4% della precedente rilevazione. Valutazioni più positive sono espresse da coloro che vivono nei centri di piccole dimensioni. Tra chi dà valutazione negativa, è opinione diffusa che le forze dell’ordine dovrebbero transitare più spesso nelle strade (55,5%), essere più numerosi (44,2%) o più presenti sul territorio (26,6%), e in particolare nelle zone a rischio (20,5%) e di notte (20,3%).

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