Vivere il verde, Officina29 Architetti, studio Hypnos e Studio Snohetta

Case ispirate alle fiabe. Dove il sogno diventa realtà

verde

La casa nel bosco si appoggia su una struttura a pilotis in cemento armato che mantiene l’assetto preesistente del sottobosco

Non ha mai perso il suo appeal, ma oggi, spinto anche dal bisogno di sostenibilità, uso responsabile delle risorse e dal desiderio di riavvicinarsi all’ambiente naturale, il mito della casa nel bosco sta tornando di grande attualità. È la casetta tra le chiome degli alberi che tutti abbiamo sognato da bambini, è un rifugio per fuggire dalla frenesia e dal rumore, e per riappropriarci di ritmi più consoni a noi stessi.

Caratterizzate da linee essenziali e materiali naturali, le case contemporanee costruite nel verde tendono a mimetizzarsi nel paesaggio circostante, garantendo al contempo il massimo comfort interno. Non è necessario che si estendano su una grande superficie, ma è fondamentale che possiedano un’ampia apertura sull’esterno. Le finestre sulla facciata non sono più semplici passaggi e accessi funzionali, ma diventano protagoniste dello spazio, mettendo in comunicazione l’ambiente interno più intimo con quello esterno, aperto alla socialità. Porte e finestre sono ampie quinte trasparenti che attirano il verde lussureggiante verso gli spazi interni, che vengono contenuti e protetti nell’abbraccio della natura.

La casa nel bosco
Gli interventi nel verde possono riguardare il recupero di edifici esistenti, essere veri e propri “nidi” costruiti fra i rami, oppure raffinati osservatori da cui godere dell’ambiente circostante, con un unico denominatore comune: un design semplice che si inserisca nel completo rispetto dell’habitat naturale di cui entrano a far parte.

È questa la piacevole sensazione che trasmette la Casa nel bosco, dependance di pertinenza di un’abitazione esistente, realizzata dallo studio Officina29 Architetti in provincia di Sassari. Il parallelepipedo, che sembra sospeso tra i lecci, annulla la differenza tra interno ed esterno in un dialogo continuo, attraverso le grandi vetrate che lo circondano. Le ridotte dimensioni del fabbricato valorizzano l’imponenza degli alberi circostanti, lasciandosi avvolgere dalla loro maestosità. Un’altra peculiarità di questo progetto è il pieno rispetto della natura circostante, caratterizzato da una struttura a pilotis in cemento armato che si stacca dal terreno sottostante e mantiene l’assetto preesistente del sottobosco. Nessun albero è stato abbattuto per far posto al nuovo volume, ma anzi è stato “invitato” a farne parte, lasciandone emergere il tronco dalle passerelle in legno del camminamento esterno.

Il perimetro è delimitato in buona parte da vetrate fisse, mentre le uniche finestre apribili sono in corrispondenza della cucina e della sala giochi, con apertura del tipo a ribalta e a vasistas. La porta di ingresso ha il pannello in vetro trasparente e il profilo maggiorato, ed è dotata di doppia maniglia e serratura di sicurezza a tre punti di chiusura. La zona del bagno, posta nel cuore della costruzione, è illuminata da un cupolino per tetti piani, mentre le pareti sono rifinite, nella parte verso il soffitto, con fasce vetrate prive di cornice che lasciano passare la luce naturale diretta proveniente dall’esterno.

I serramenti hanno telaio in alluminio a taglio termico, vetrocamera stratificati e basso emissivi, che garantiscono durata nel tempo e un ottimo isolamento termoacustico.

La casa nel bosco  
Dove: Agro di Sassari
Progetto architettonico e direzione lavori: Officina29 Architetti (Sassari)
Progetto strutturale: Ing. Stefano Sanna
Impresa costruttrice: GMD Costruzioni del geom. Gianmarco Delogu
Superficie totale costruita: 60 metri quadrati
Volume totale: 180 metri cubi
SERRAMENTI
Finestra bagno: Velux
Finestre in alluminio: realizzate da Officina Manca Gianuario di Manca Salvatore & C.
Finestre in legno: realizzate da Falegnameria Soro Di Soro Antonio & C.
Porte interne: scorrevole a scomparsa, controtelaio Scrigno Base
Porta ingresso: su disegno

La casetta nell’oliveto
Un altro esempio di completa sintonia con il paesaggio circostante è il progetto firmato dall’architetto Nicola Brembilla dello studio Hypnos, che nella zona collinare di Pistoia ha realizzato una dimora che fonde piccole case coloniche e torri in pietra. L’abitazione, nata dalla trasformazione di un preesistente ricovero per animali, si pone a contatto diretto con gli ulivi e i cipressi circostanti, ai quali si accosta riproducendone la corteccia nel rivestimento in legno. L’intero involucro, compresa la copertura, è chiuso da assi da ponte riciclate, il cui colore scuro deriva dalla lavorazione a fiamma, eseguita secondo un’antica tradizione contadina, che aumenta la resistenza e la durata del materiale.

Il colore scuro del rivestimento esterno della Casetta nell’oliveto deriva da una lavorazione a fiamma, eseguita secondo un’antica tradizione contadina

La natura entra a pieno titolo della costruzione, realizzata con materiali riciclati. Il rivestimento della muratura esistente, per esempio, è statp costruito con paglia compattata in una griglia di legno e quindi rivestita da un telo tecnico con funzione di freno al vapore e di isolamento dalle acque meteoriche. L’aggiunta di questo cappotto contiene i consumi energetici per il riscaldamento invernale e contribuisce a mantenere freschi gli interni durante il periodo estivo.

Gli infissi, realizzati su misura, si uniformano al rivestimento esterno mediante un telaio in pino di Svezia tinto testa di moro, completato da vetrocamera e tripla guarnizione. Le finestre e le portefinestre apribili sono ulteriormente protette da una griglia esterna in assi da ponte verticali disposte di taglio, mentre le ante fisse hanno il telaio a scomparsa, lasciando libera la visuale verso l’ambiente esterno e mostrando il rilevante spessore dell’imbotte delle finestre. I pannelli vetrati fissi si pongono come un filtro evanescente tra interno ed esterno, permettendo alla natura di entrare a far parte dell’abitazione.

Gli spazi interni, in contrasto con le tonalità scure del legno e della terra, rappresentano uno scrigno dorato impreziosito dalla finitura a intonaco di calce. L’assoluta linearità dell’edificio viene mantenuta dalle porte interne a filo muro, che scompaiono letteralmente nella parete, lasciando solo maniglia a sporgere discretamente dalla superficie.

Casetta nell’oliveto  
Dove: Serravalle Pistoiese (Pistoia)
Progetto architettonico e direzione lavori: arch. Nicola Brembilla dello studio Hypnos (Milano)
Impresa costruttrice: muratura e sistemazioni esterne realizzate da Impresa edile Gropasi Shkelqim; muratura e sistemazioni esterne realizzate da Impresa edile Gropasi Shkelqim; involucro involucro paglia/legno e cocciopesto interno realizzati da Bioedilizia Davide Albizzati
Superficie totale costruita: 50 metri quadrati
Volume totale: 150 metri cubi
SERRAMENTI
Finestre: realizzate da Scarabeo (Marliana, Pistoia)
Porte interne: modello Mya di Royal Pat

Sulle cime dei pini
The 7th Room dello Studio Snohetta non è una semplice suite, ma una vera e propria esperienza sensoriale a dieci metri di altezza, vis-a-vis con i pini delle foreste svedesi di Harads. L’obiettivo primario dei progettisti è la creazione di una connessione diretta tra uomo e ambiente, in cui privilegiare la vivibilità esterna senza rinunciare alle comodità degli spazi interni. L’avventura parte alla quota della foresta, da cui si scorgono gli alberi in bianco e nero proiettati sul fondo della costruzione, che ne confondono il volume svettando verso il cielo. Salendo gradualmente una ripida scala metallica, si diventa parte della natura, sino a raggiungere il top con la vista mozzafiato a 360 gradi sul bosco lappone e sul Lule River.

The 7th Room è una suite a dieci metri di altezza, vis-a-vis con i pini delle foreste svedesi di Harads

La struttura è sostenuta da dodici colonne metalliche che si confondono fra i tronchi dei pini, offrendo una sensazione di estrema leggerezza e insieme di solida stabilità. Le facciate sono rivestite in perfetto stile nordico, con tavole di legno di pino dalla superficie carbonizzata, la cui tonalità si fonde nel contesto naturale. Lungo il perimetro della suite i contorni tra l’interno e l’esterno vengono sfumati attraverso grandi vetrate trasparenti, che spariscono davanti al bellissimo scenario sul quale sono proiettate, offrendo nei giorni limpidi, dalla finestra disposta sul lato verso nord, lo spettacolo dell’aurora boreale. Una grande porta in vetro accompagna dalla zona living al terrazzo, il cui pavimento è una morbida rete sospesa, attraversata da un grande pino, che invita ad arrampicarsi sui rami e godersi il panorama da un’altezza ancora maggiore.

Gli interni si sviluppano su due diversi: uno superiore con il pavimento a filo delle  portefinestre e un invaso nella zona pranzo e nelle camere, in cui sono posizionati gli arredi, enfatizzando ulteriormente la bellezza dell’ambiente esterno, che rimane il protagonista assoluto di ogni angolo della suite.

The 7TH Room  
Dove: Harads, Sweden
Proprietario: Treehotel
Progetto architettonico: Studio Snohetta (Oslo)
Collaboratori: Ateljé Lyktan (Londra)
Impresa costruttrice: Vittjärvshus
Superficie totale: 55 metri quadrati
SERRAMENTI
Porte e finestre: modello Optimal di Traryd Fönster

Foto João Morgado, Fotografia de arquitectura

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