Davide Diliberto: Sezione alare

Forme ricercate, mano leggera e amore per il dettaglio. È il concept delle maniglie disegnate da Davide Diliberto

Diliberto

Wing è una maniglia dalle linee organiche, ispirata alla sezione alare. Di spessore ridottissimo, meno di un centimetro, ha una presa comoda e piacevole

«Design, per me, è progettare con una visione ampia, cercando di fondere il proprio gusto estetico con i bisogni dell’utente e dell’azienda, dando così un significato a ogni scelta, anche quando non è richiesto». È questo il pensiero di Davide Diliberto, che parlando della sua professione dichiara a Porte & Finestre: «Il designer crea oggetti con una storia da raccontare, una visione, un valore aggiunto che in modo subliminale si riversa nell’utilizzatore, arricchendolo. L’oggetto, invece, deve svolgere una precisa funzione estetica in base al contesto o al target: alcuni devono integrarsi, avere un ruolo secondario, altri devono aggiungere personalità oppure trasmettere un aspetto tecnico piuttosto che organico ». È questa la logica che l’ha guidato in diverse linee di maniglie Salice Paolo, per il quale ha recentemente creato il nuovo marchio Ento.

Quanto ritiene sia importante la forma in una maniglia?
Credo che la forma sia l’essenza di ogni prodotto. Amo la necessaria tridimensionalità della maniglia, soprattutto oggi che la modernità è associata alla smaterializzazione, alle superfici piatte e sottili, alla gestualità delle interfacce touch. Lift, per esempio, è disegnata per contrapporsi dalla bidimensionalità della porta, sfuggendo in obliquo verso l’alto, rastremandosi.

“Credo che la forma sia il primo attributo per qualsiasi oggetto, tutto il resto è importante, ma viene dopo”
Davide Diliberto

Com’è la sua maniglia ideale?
Ha linee rigorose, è visivamente leggera e riesce a valorizzare le varie finiture del metallo.

E quali sono, invece, gli elementi più importanti nella progettazione di una maniglia?
Dando per scontata una sufficiente comodità di utilizzo e la qualità di materiali e finiture, nella fascia di mercato medio-alta mi aspetto che ogni prodotto, non solo la maniglia, soddisfi un’esigenza stilistica. Può essere la risposta a un trend in corso, la facilità di abbinamento a determinati ambienti o avere accessori ben coordinati.

Qual è il ruolo dell’ergonomia?
Rischia di essere un argomento inflazionato. È ovvio che debba essere tenuto in considerazione, ma in determinati contesti può non essere l’aspetto prioritario.

Quali sono i tratti distintivi delle maniglie che ha disegnato?
Per Salice Paolo e il marchio Ento ho disegnato dieci linee: Edge, Sand, Mabelle, Reflex, Life, Wood, Lift, Wing, Unit e Robot. Sono prodotti diversi ma accomunati da un certo rigore formale, requisito indispensabile per inserirsi facilmente in più contesti e per garantire una buona longevità del prodotto. Ognuna di esse valorizza il metallo grazie al disegno delle superfici: si può sottolineare lo spessore ridotto con un bordo sottile, come su Edge, ma anche decorare con i chiaroscuri di Life. Tutte le linee sono pensate per giocare un ruolo estetico preciso nell’ambiente in cui verranno inserite: enfatizzare l’aspetto tecnico, decorare con i riflessi, creare un collegamento visivo con materiali e finiture, come il legno per Wood o il capitonné di Mabelle. Il target ideale resta il progettista, in grado di capire il messaggio e il potenziale di ogni singolo modello.

Tra queste, qual è la sua preferita?
In questo momento è l’ultima, Robot. Mi piace per la linea austera, la spazialità delle superfici orientate su più assi e l’idea di oggetto che si trasforma idealmente a partire da una forma elementare per servire l’utilizzatore al meglio. Mi piace, inoltre, che il progetto comprenda soluzioni che si estendono al ciclo produttivo, con il risparmio di almeno due stampi.

Su quali accorgimenti tecnici si basa la soluzione?
Ho ridotto a tre il numero degli stampi necessari per realizzare l’intera gamma composta da otto complementi. Lo stampo per il maniglione consente di ricavare entrambe le versioni destra e sinistra, mentre da un’ulteriore lavorazione meccanica del maniglione si ricava la base per l’appendiabiti a cui si applicano tre fermaporte della stessa linea.

Per le maniglie Ento quali finiture sono state scelte?
Oggi l’azienda ha l’esigenza di distinguere il brand da Salice Paolo, pertanto abbiamo dato la priorità a tre finiture moderne: cromo, cromo satinato e la prima finitura grafite ad altissime prestazioni della serie H-Finish, caratterizzata da una tonalità neutra per la massima versatilità. Flare, invece, è la finitura esclusiva Ento che riproduce superfici con effetto di brillanti applicati. Per alcuni modelli sono disponibili anche nichel satinato, ottone lucido ed elementi in tubo zigrinato, legno, smalto bianco e black pearl.

Robot è una linea di maniglie e accessori disegnati sul concetto di trasformazione. La forma di partenza è un profilo a L che si modifica per rispondere al suo scopo specifico, per esempio dalla parte superiore sporge un labbro per facilitare la spinta verso il basso. È disponibile su rosetta standard o compatta C3 nelle differenti finiture cromo, cromo satinato e grafite PVD H-Finish

A suo parere quali sono le tendenze in atto nel comparto delle maniglie?
Come altri settori del design, vedo una grande maturità estetica, che rifugge, o dovrebbe farlo, forme troppo semplici. Anche il confine fra stile squadrato e morbido è più sfocato. I vincoli dovuti all’installazione frenano un po’ l’evoluzione tecnica, specialmente rispetto a settori con alcune similitudini progettuali, come la rubinetteria.

L’esperienza giovanile nell’automotive e l’elettrodomestico quanto e come ha influenzato il suo gusto?
Dal mondo dell’automobile ho ereditato l’amore per la forma, un amore che oggi trasferisco nella scrittura su argomenti di car design, analizzandone l’evoluzione soprattutto attraverso il fenomeno delle concept car. Il campo dei grandi elettrodomestici, invece, insegna ad avere una mano leggera per integrarli al meglio con l’arredamento, ma anche quanto è importante il disegno di maniglioni per forni e pomelli.

Legno, metallo, plastica… cosa preferisce?
Per le mie esperienze passate e presenti, prediligo sicuramente i metalli, soprattutto se di aspetto naturale. Oggi, le plastiche sono nel mirino e come designer sento l’obbligo morale di limitarne l’uso il più possibile. Essere direttore creativo di un’azienda mi ha permesso, per esempio, di far sostituire le buste di plastica per la spedizione dei cataloghi con altre in carta, un risultato di cui sono molto orgoglioso. Per le maniglie, in questo momento, mi concentro sull’ottone, cuore del know how Salice Paolo/Ento.

A suo parere qual è il legame tra porta e maniglia?
Se escludiamo i sistemi integrati e le porte in vetro, credo che per aumentare le possibilità espressive di ogni progetto sia interessante trattare la parete, la porta e la maniglia come tre elementi distinti. Quindi, anche se sicuramente esiste una rosa di maniglie più adatte a un certo tipo di porta, la scelta deve essere effettuata tenendo ben presente l’intero progetto architettonico. Lavorando in questo settore auspico che la maniglia possa essere una sorta di “tocco finale”, quel dettaglio che distingue, dà personalità, esattamente come l’orologio – oppure la scarpa giusta – per un uomo, insomma l’accessorio discreto ma importante.

Nel settore delle porte, invece, quali tendenze si stanno delineando?
Vedo il prevalere della ricerca su materiali e soluzioni tecniche, a stretto dialogo con il resto dell’architettura. La modernità sembra rintracciabile nel gusto industriale o nella libertà creativa offerta dalle porte filomuro grezze.

Quali sono le sue fonti di ispirazione?
Da sempre il car design, perché in certe automobili si nascondono illuminanti lezioni su forma e proporzioni, ma traggo ispirazione anche da alcuni progetti che offrono tavolozze stilistiche senza tempo, specialmente nelle tendenze “rough style”, come nei lavori di Norm Architects o Neri&Hu.

«Ho studiato Disegno Industriale a Milano e la mia prima esperienza professionale è stata la Carrozzeria Zagato, dove mi sono occupato di progetti di car design e consumer electronics» spiega Davide Diliberto. Nel 2008, insieme a Manuela Bucci, apre il suo primo studio dove lavora soprattutto per il Gruppo Indesit. Nel 2015 avvia uno studio personale con l’obiettivo di dedicarsi esclusivamente alle attività che preferisce. Risale al 2011 la collaborazione con il produttore di maniglie Salice Paolo, brand di cui è direttore creativo dal 2016 e per il quale nel 2018 ha creato il nuovo marchio Ento.

Informazioni sull'autore
Condividi quest’articolo
Invia il tuo commento

Per favore inserisci il tuo nome

Inserisci il tuo nome

Per favore inserisci un indirizzo e-mail valido

Inserisci un indirizzo e-mail

Per favore inserisci il tuo messaggio

Porte & Finestre © 2018 Tutti i diritti riservati

© 2013 Tecniche Nuove Spa • Tutti i diritti riservati. Sede legale: Via Eritrea 21 - 20157 Milano.
Capitale sociale: 5.000.000 euro interamente versati. Codice fiscale, Partita Iva e Iscrizione al Registro delle Imprese di Milano: 00753480151