Il romanzo degli oggetti

Tratti grafici, ironia nelle forme e nell’uso dei colori. Così si esprime Alessandro Mendini

“Dal punto di vista estetico la maniglia è come una spilla sopra un abito”

Alessandro Mendini

Architetto, designer, giornalista, pittore… Alessandro Mendini non può essere descritto sotto un unico punto di vista, essendo un artista eclettico a tutto tondo, un grande maestro conosciuto in tutto il mondo che ha sempre amato spaziare tra architettura, arte e design. “Le mie ispirazioni sono molteplici, ma la base è la storia dell’arte”, spiega Mendini. “La mia poetica è quella di elaborare delle immagini di qualsiasi tipo, architettoniche o di design o pittoriche o scultoriche, che interagiscono con la gente in maniera poetica, cioè che trovino degli amici. Se un mio oggetto trova il suo amico ha svolto il suo ruolo”.

L’importanza del disegno
Avrebbe voluto fare il cartoonist, ed è forse anche per questo che il disegno ha una parte importante nella sua progettazione, con tratti sempre chiari e ben delineati come si può vedere da alcuni disegni di maniglie che ci ha fornito. “La mia formazione deriva dalla pittura, anche italiana come il Futurismo, De Chirico, quindi la Metafisica, ma anche Kandinsky. Il mio modo di lavorare è tramite alfabeti senici, il che vuol dire che simulo che il progetto sia letteratura e allora lo scrivo con dei segni che rappresentano fatti estetici, emozionali, geometrici, contenutistici. Gli alfabeti che uso sono tanti e si intrecciano. È il mio modo di operare e trattare il progetto è legato al segno che conduce anche alla decorazione, come se sugli oggetti mettessi un romanzo”.

Il pannello a specchio di questa versione di Labirinto della Collezione Vetroveneto di Henry Glass è esaltato dal blu del decoro. Maniglia Time di Olivari

Il pannello a specchio di questa versione di Labirinto della Collezione Vetroveneto di Henry Glass è esaltato dal blu del decoro. Maniglia Time di Olivari

La porta sposa la geometria
Maestro e interprete per eccellenza di un approccio innovativo, cromatico e irriverente al design, spesso alla base delle sue realizzazioni c’è una forte componente di ironia, fantasia per le forme o per l’uso dei colori. Alcune realizzazioni, tuttavia, sono importate a una maggiore razionalità e geometria: ne sono esempio la collezione di porte con decoro Labirinto per Henry Glass. “Le porte in vetro per Henry Glass hanno un carattere decorativo basato su schemi geometrici modulari”, spiega Mendini. Infatti si distinguono per una ben calibrata e armonica integrazione estetica tra le geometrie, il rigore delle forme e l’eleganza dei dettagli; porte che danno un carattere forte all’ambiente in cui vengono inserite. “Sfogliando i cataloghi di porte vedo molta normalità: sono pochi i casi di porte disegnate ex-novo”, sottolinea.“Per me un oggetto di design è un personaggio: deve farsi vedere e deve provocare un pensiero”, ritiene l’architetto; e di certo queste porte corrispondono al meglio a questo pensiero.
Il disegno che decora le ante è stato rielaborato in parte e dovrebbe caratterizzare la nuova palazzina degli uffici Henry Glass che è in via di realizzazione, su progetto Atelier Mendini. Un progetto pregevole e di alto livello che mira alla valorizzazione dell’azienda trevigiana e del territorio, attraverso il linguaggio dell’architettura contemporanea di qualità.

Le maniglie partono dalla forma
Per molti designer porta e maniglia vivono un rapporto quasi simbiotico. Per Mendini, invece, “pure essendo una coppia, entrambi gli elementi hanno vite indipendenti, mentre dal punto di vista estetico la maniglia è come una spilla sopra un abito”. Disegnano la collezione per Olivari “sono partito studiando in parallelo la storia dell’azienda e la storia delle maniglie moderne,” spiega Mendini, e il risultano sono modelli con caratteristiche diverse, tutti studiati con cura, e a cui sono affezionato in uguale misura. Prima di ideare queste maniglie avevo progettato il modello in alluminio Omaggio a Gropius per FSB Brakel, nel 1986, che voleva appunto essere un omaggio a uno dei fondatori del Bauhaus”.
“Ritengo che l’elemento più caratterizzante della maniglia sia la forma”, continua Mendini, “la decorazione è un atto di sofisticazione che può rendere l’oggetto più attrattivo, però non bisogna esagerare ad esempio con l’uso di materiali insoliti. Questi ultimi, infatti, possono giocare un ruolo nelle maniglie di lusso, ma è necessario che la maniglia non scada nel kitsch”.
In merito agli elementi più importanti nella progettazione di una maniglia, l’architetto ritiene che “la giusta anatomia e la prensilità sono fatti importanti”; quindi la forma va sempre studiata considerando l’ergonomia e la facilità nella presa. “Penso che il mercato debba tendere alla qualità tecnica, estetica ed ecologica del prodotto”, continua Mendini, “perché il rispetto per l’ambiente è ormai un aspetto imprescindibile nella progettazione, affrontato spesso anche nei progetti di architettura dell’Atelier”.

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