Maestra di trasformismo

Cambia aspetto con l’ampia scelta di colori, vetri e finiture. Questa la porta per Massimo Cavana

Insolito il rivestimento in similpelle in diverse finiture e colori, qui in versione Zebra W, con trame e disegni tridimensionali. Miss di Res ha lo stipite a filo muro che permette l’apertura della porta a spingere o tirare. Design Cavana.Santambrogio

Insolito il rivestimento in similpelle in diverse finiture e colori, qui in versione Zebra W, con trame e disegni tridimensionali. Miss di Res ha lo stipite a filo muro che permette l’apertura della porta a spingere o tirare. Design Cavana.Santambrogio

“Bisogna avere tanta curiosità, trarre insegnamento da tutto ciò che ci circonda, perchè il gesto creativo può nascere dalle cose più inaspettate e nei momenti più diversi”, così la pensa il designer Massimo Cavana. “Non bisogna mai stare fermi, ma trovare continue sinapsi tra le cose più diverse. Su una parete del mio studio ci sono quattro parole: immaginare, volare, sperimentare, creare. Credo che siano il giusto sunto tra tutti i processi che convivono nel mio lavoro di designer”.

L’essenzialità e la pulizia delle linea appare uno dei tratti distintivi delle porte cha ha disegnato. Da cosa nasce questa decisione di stile?
“La porta nasce sempre da un gesto, da una combinazione di linee, vincolate da aspetti formali e tecnici. In realtà non esiste un metodo e non ci sono delle regole da seguire. Pulizia ed essenzialità sono la giusta alchimia per la progettazione di un prodotto che può e deve suscitare interesse. Ovviamente ci sono delle contaminazioni che rendono il progetto più o meno decorativo. L’uso dei materiali e forme sempre meno tendenti al minimalismo possono a volte aggiungere un tocco in più alla semplice pulizia delle linee e all’essenzialità della porta, sempre più protagonista all’interno delle case moderne.

Massimo Cavana

“La porta nasce sempre da un gesto, da una combinazione di linee, vincolate da aspetti formali e tecnici” Massimo Cavana

Però non mancano alcuni aspetti decorativi come il colore e finiture insolite…
Colori e materiali attualmente hanno una importanza fondamentale. La personalizzazione della porta è diventato quasi un must. La forma passa quasi in secondo piano, soprattutto quando i materiali, come vetro, legno, finiture metalliche, laccature e rivestimenti sintetici vengono utilizzati per dare carattere ad una porta.

Molte sono le proposte rasomuro presenti nel panorama delle porte. Cosa ne pensa?
Ritengo che le soluzioni rasomuro siano la regola della pulizia o, forse, della moda. Gli architetti sicuramente apprezzano l’utilizzo delle porte rasomuro, perchè più “belle”, più essenziali e forse più di design. Ritengo che lo stipite può diventare un elemento decorativo importante, che non sempre deve essere nascosto. Soluzione che è ormai diventata una valida alternativa, funzionale e abbastanza pratica. L’eliminazione dello stipite dà però ancora maggiore importanza alla scelta dei materiali e alle forme della porta.

Come vede il mercato delle porte e le tendenze in atto?
Il panorama attuale è molto vario con un range di prezzi molto ampio. E questo permette di poter progettare porte molto audaci, con abbinamenti forti e valori formali interessanti. Non trovo una tendenza particolare nell’utilizzo delle finiture, che è sempre ciclico. Ma penso che la personalizzazione sia diventata un punto di forza in un mercato in cui la richiesta è sempre più attenta e informata sul vero valore degli oggetti.

Cosa significa personalizzazione?
Insieme aRes, azienda con cui collaboro da anni, abbiamo ultimamente sviluppato un nuovo approccio: rendere la porta come un oggetto di sartoria, un “su misura” che segua le idee e il gusto del committente o dell’architetto. Tante tipologie di porta, tanti differenti stipiti, tanti diversi materiali, abbondanti finiture e si possono arrivare a creare infinite varianti della porta, con gusto ed estetica completamente distanti fra loro. Fino ad arrivare ad interpretare anche formalmente le richieste che arrivano quotidianamente, progettando ogni volta una nuova porta, un nuovo pezzo di design.

Tra le porte che ha disegnato quale le ha dato più soddisfazione?
Vuoi più bene alla mamma…o al papà? A parte gli scherzi, ogni progetto dà una grande soddisfazione proprio quando lo vedi realizzato. Un pensiero embrionale, un’intuizione che si materializza piano piano secondo i vari tempi progettuali. Negli anni ci si modifica e si vedono le cose da angolazioni diverse. La progettazione è una continua evoluzione ed è in continua evoluzione. Porte minimali, luminose, essenziali, più decorative, porte che hanno avuto grande successo, che hanno ricevuto premi o menzioni, ma anche porte che sono passate inosservate … ogni progetto è un percorso importante, una piccola crescita che non può darti altro che soddisfazioni.

L’idea su cui si basa la cabina armadio Ray di Res è l’assenza di vincoli legati a montanti su cui fissare i vari elementi che compongono il sistema. Ogni elemento è fissato direttamente a parete e posizionato liberamente, creando così una parete attrezzata in modo molto personale e secondo le esigenze del cliente

L’idea su cui si basa la cabina armadio Ray di Res è l’assenza di vincoli legati a montanti su cui fissare
i vari elementi che compongono il sistema. Ogni elemento è fissato direttamente a parete e posizionato liberamente, creando così una parete attrezzata in modo molto personale e secondo le esigenze del cliente

È art director di Res. Come vede il ruolo del designer per un’azienda e il prodotto?
Ritengo che la cosa più importante sia dare una precisa identità, una riconoscibilità globale in tutto quello che esce dall’azienda. Non sempre è facile, poiché le tendenze e le mode spesso forzano certe scelte. Il designer diventa fondamentale per identificare le giuste proposte da mettere sul mercato. Non parlo solo dei prodotti, ma anche di tutta quella parte di comunicazione fatta di cataloghi, sito web e pubblicità: anche questo è un lavoro “sartoriale”.

Ha disegnato maniglie. Quali le loro particolarità?
Collaboro ormai da anni con Confalonieri. Le prime maniglie che ho disegnato erano pensate per porte scorrevoli, ma da questo primo passo sono nati altri progetti, altre idee. Principalmente si tratta di maniglie per mobili, ma anche per porte scorrevoli e a scomparsa. A volte sono solo lavori formali, altre volte la funzione e il movimento determinano il processo progettuale. Anche in questo caso ci sono prodotti minimali ed altri più decorativi, in modo da poter incontrare il gusto dei diversi consumatori.

Quali ritiene siano gli elementi più importanti da valutare nella progettazione di una maniglia?
La scelta di una maniglia è sempre molto soggettiva e vincolata al gusto delle persone. La maniglia è principalmente forma, perchè, quando visibile, è parte integrante dell’estetica della porta o di qualsiasi altro complemento di arredo. La progettazione deve però partire dal rispetto dei vincoli ergonomici e funzionali, che limitano molto l’estro creativo. In ogni caso penso che la maniglia, più di ogni altro oggetto di design, sia frutto di un gesto, di un’armonia di linee.

Esiste una maniglia ideale per ogni porta?
Porta e maniglia hanno un vincolo molto forte e una maniglia può cambiare e modificare il gusto e il tono di una porta. La scelta diventa soggettiva e non credo che esista una maniglia ideale per un certo tipo di porta. Con Res abbiamo sempre privilegiato l’idea di dare libertà di scelta al committente, permettendoci solo di dare dei suggerimenti, spesso seguiti.

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2 total comments on this postInvia il tuo
  1. Buona sera volevo sapere se la ” Decò di Res” invece del vetro si potrebbe fare con uno specchio…vorrei sapere il prezzo grazie

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