Strategie per il rilancio da Dierre e Navello

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Vincenzo De Robertis, Presidente Dierre

Due imprenditori, Vincenzo De Robertis, Presidente di Dierre e Gianluca Navello, Responsabile Marketing e Comunicazione di Navello raccontano le loro strategie per valorizzare il settore del Made in Italy, fare il punto sulla situazione del mercato e le loro idee per affrontare questo periodo di cambiamento.

Quali sono le scelte strategiche per far fronte alle difficoltà del mercato italiano?
Vincenzo De Robertis di Dierre spiega che “viviamo uno scenario di transizione che dall’epoca dei grandi volumi e della standardizzazione ci sta portando ad un nuovo sistema produttivo e di consumo. In questo contesto quindi, ogni azienda deve saper sviluppare una visione precisa di quali sono i suoi obiettivi e una strategia articolata per raggiungerli. Navigare a vista non è più consentito. Andiamo verso una specializzazione sempre più esasperata che si basa su due elementi fondamentali: evoluzione tecnologica e personalizzazione. Se da un lato dunque, si moltiplicano gli accessori e le finiture, per consentire ad ogni cliente di avere un prodotto unico, quasi disegnato su misura per le sue esigenze, dall’altro l’elemento comune è costituito da una fortissima evoluzione delle performance del prodotto. Nel nostro caso, un oggetto di uso quotidiano e con una storia millenaria – la porta appunto – è stato praticamente reinventato. Questo percorso evolutivo non ha solo prodotto nuove funzioni ma anche uno slittamento stesso del concetto di sicurezza. Se prima una porta sicura era essenzialmente una porta robusta, oggi questo termine racchiude una pluralità di caratteristiche che vanno dall’efficienza energetica alla resistenza all’usura, fino ad arrivare, ovviamente, a meccanismi antiscasso in grado di combattere e anticipare anche le mosse del ladro più esperto”.

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Gianluca Navello, Responsabile Marketing e Comunicazione Navello

“Il mercato italiano è in sofferenza”, aggiunge Gianluca Navello di Navello, “non ha ancora imboccato la strada giusta per la ripresa e anche il settore del serramento in legno sta vivendo un andamento altalenante. Malgrado gli incentivi per ristrutturazioni ed efficienza energetica abbiano aiutato i consumatori, in questa fase è difficile stabilire una tendenza generale e previsioni attendibili per i prossimi mesi. Il nostro obiettivo per il futuro è quello di aumentare la redditività, lavorando sempre più su prodotti ad alto valore aggiunto. Un’evoluzione obbligata per un’edilizia che difficilmente tornerà ad essere quella dei grandi volumi ma che anzi deve fare i conti con un patrimonio invecchiato e bisognoso di ristrutturazioni importanti”.

Come è cambiato nell’ultimo anno il processo di internazionalizzazione? Quali i mercati focus per il 2015 e 2016?
Vincenzo De Robertis di Dierre spiega che “in un momento di stasi per il mercato italiano è assolutamente normale per le aziende cercare spazio, in alcuni casi dovremmo dire ossigeno, in quei Paesi che hanno già superato la crisi, o addirittura non l’hanno mai vissuta con la nostra stessa intensità… Le imprese italiane godono sicuramente di un vantaggio competitivo dato dalla incredibile forza del brand made in Italy. Attualmente la quota delle esportazioni supera il 35% del nostro fatturato ed è concentrata soprattutto in Francia, Spagna, Cina, Polonia, Portogallo, Svizzera, Russia, Taiwan, Turchia, Romania. L’obiettivo a cui stiamo lavorando è quello di rafforzare ulteriormente la nostra posizione su questi mercati ma anche quello di conquistarne di nuovi”.

Gianluca Navello di Navello specifica che “un prodotto di alta qualità come il nostro vive soprattutto sul mercato interno e viene esportato nel caso di progetti particolarmente prestigiosi che richiedono finiture di livello artigianale. Non parliamo quindi di grandi numeri ma di una quota complessiva che si aggira intorno al 10% della produzione totale. I paesi in cui sono concentrate le nostre esportazioni sono Stati Uniti e Israele. Qui soprattutto stiamo lavorando a importanti realizzazioni nel settore alberghiero che coinvolgono grandi catene internazionali”.

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