Fascino Art Nouveau

Excelsior Hotel Gallia, Marco Piva

Il lusso e l’eleganza dell’Art Decò e del Liberty rivivono nell’Excelsior Hotel Gallia, storica albergo milanese, reinterpretato unendo antico e nuovo

Le finestre dell’ala storica sono stati sostituite con modelli in legno e alluminio, dalle prestazioni termoacustiche ampiamente migliori

Le finestre dell’ala storica sono stati sostituite con modelli in legno e alluminio, dalle prestazioni termoacustiche ampiamente migliori

“Ho voluto creare un Luogo legato alla storia di eccellenza della città di Milano”, spiega l’architetto Marco Piva ”un luogo speciale che integri ed esalti i valori dell’architettura, del design, del costume e della moda. Il mio progetto ha voluto restituire alla città di Milano e ai viaggiatori provenienti da tutto il mondo, un esempio di stile e di eleganza, un’eccellenza di accogliente e raffinata ospitalità”.

La sfida era difficile: far rivivere l’antico splendore dell’Excelsior Hotel Gallia, coniugando antico e nuovo, l’originale stile Belle Époque con un design contemporaneo, in un rapporto dinamico di forme, spazi e materiali. I due aspetti già si fondono nell’architettura, con l’edificio storico, risalente agli anni Trenta, che è stato restaurato enfatizzandone la monumentalità, mentre la parte nuova si pone in contrasto. Infatti ha una geometria pulita ed utilizza materiali come l’acciaio e il vetro, collegandosi idealmente alle architetture moderne che stanno rinnovando la zona di Porta Nuova.

Nell’ala storica tutte le finestre in legno sono stati sostituite con infissi in legno e alluminio, color bronzo, per garantire lo stesso cromatismo esistente, ma con prestazioni termiche e acustiche decisamente migliori.  La facciata dell’edificio di nuova costruzione riprende il ritmo verticale dettato dagli infissi dell’edificio storico, verticalità enfatizzata sia con l’uso dei moduli in vetro che con l’utilizzo dei materiali. Poiché l’edificio storico presenta differenze tra gli interpiani, per mantenere gli stessi livelli interni il nuovo edificio prevede fasce di compensazione per poter modulare la facciata sugli allineamenti strutturali esistenti. Le facciate del nuovo edificio sono inquadrate all’interno di paramenti lapidei in basalto.

Gli spazi del piano terra sono aperti e fluidi e grandi portali dorati ritmano i passaggi architettonici

Gli spazi del piano terra sono aperti e fluidi e grandi portali dorati ritmano i passaggi architettonici

La facciata del nuovo edificio è trasparente e luminosa, ed è costituita da moduli metallici con telai sottili e non invasivi, della larghezza di 142 cm, tripartiti in due ciechi e uno vetrato apribile. Quest’ultimo ha un davanzale interno in vetro che veicola la luce, elemento che richiama i piccoli balconi presenti in numerosi edifici storici milanesi. Il piano terra, con le aree congressi, meeting e mostre, ha vetrate a tutta altezza che trasmettono una sensazione di trasparenza e permettono di interagire con la città e la realtà circostante. Il sesto e il settimo piano, che ospitano spa, piscina, area fitness e un ristorante-bar panoramico, sono inseriti all’interno di un volume vetrato leggero, una cortina di vetro che la sera si illumina in modo spettacolare.

Rispetto alla precedente distribuzione degli spazi interni, solo lo scalone centrale è stato preservato, restaurato e impreziosito con uno spettacolare lampadario di 30 metri di altezza in vetro di Murano: una cascata di 180 cilindri di luce che illumina la scalinata storica nei sette piani di altezza. Gli spazi e gli ambienti interni sono lussuosi, eleganti e fluidi e richiamano lo stile Art Decò. “Grandi portali dorati, quasi monumentali”, spiega Marco Piva “ritmano i passaggi architettonici al fine di creare la sensazione all’ospite di attraversare passaggi importanti, gates non sono funzionali ma quasi epocali. Ad esempio, un grande portale determina il passaggio dall’edificio storico a quello nuovo e viceversa. La fluidità degli spazi è enfatizzata da questi passaggi, che rendono gli spazi ampi e aperti ma, al contempo, delimitati”. Poche le porte nelle aree comuni al pianterreno, ad eccezione di quelle più intime come la Cigar Room e la Library, o per il Ristorante Gallia, dove la scelta è andata su porte in vetro trasparente con maniglioni in alluminio color champagne.

Le Art Suite hanno grandi pannelli scorrevoli a tutta altezza che riproducono foto d’autore della facciata storica. La finitura in melamminico stampato al laser al tatto è simile al tessuto

Le Art Suite hanno grandi pannelli scorrevoli a tutta altezza che riproducono foto d’autore della facciata storica. La finitura in melamminico stampato al laser al tatto è simile al tessuto

235 sono le camere dell’hotel cinque stelle lusso, di cui 53 suite sviluppate secondo varie tematiche. Tra queste le Design Suite sono dedicate alla Milano capitale della moda e del design, e cinque omaggiamo “gentleman” del design italiano con loro arredi: Vico Magistretti, Achille Castiglioni, Giò Ponti, Luigi Caccia Dominioni e Franco Albini. Le Atelier Suite sono concepite come atelier creativi, di cui alcune, chiamate “the Poets’ Corner”, fanno riferimento, grazie all’atmosfera degli interni, a scrittori e poeti che sono stati ospiti della città: Marie-Henri Beyle, Stendhal, George Gordon Byron Ernest Hemingway, Eugenio Montale, Alessandro Manzoni, Salvatore Quasimodo. Le Art Suite sono caratterizzate da ampi pannelli scorrevoli a tutta altezza che riproducono foto d’autore della facciata storica, che danno flessibilità allo spazio e sono un simbolo della storia che entra nella contemporaneità; la finitura in melamminico stampato al laser al tatto è simile al tessuto. La facciata completamente vetrata di queste stanze dà una visibilità panoramica sulla piazza di ampio respiro, con vista sulla stazione centrale e sul Pirellone. Le Signature Suite sono ispirate alle gallerie d’arte, mentre le Executive Suite richiamano i loft metropolitani ricavati in edifici industriali. Spazi esclusivi per materiali, arredi su misura e lusso sono la Gallia Suite di 160 mq, impreziosita da marmi, tessuti e pezzi di design del lusso contemporaneo e la Suite Katara dalla superficie di circa 1000 mq, dotata di tutto l’occorrente per il confort, dalla spa a due grandi terrazze private.

Il portoncino di ingresso delle camere è caratterizzato da un rivestimento in pelle su disegno dello Studio Marco Piva, con inserto in metallo e maniglie disegnate appositamente. Cromaticamente, la pelle subisce una variazione di colore dal primo al sesto piano, si schiarisce e passa dalle tonalità del nero fino al bianco. Marco Piva spiega la scelta: “per le porte di ingresso alle camere volevo trasmettere la duplice sensazione del rigore, dettato dalla salda geometria e dalla freddezza del materiale, caratteristiche tipiche di un business hotel, e della morbidezza ed eleganza, trasmessi dalla pelle. Una porta che coinvolge non solo la percezione visiva ma anche quella tattile”. Anche in questo caso le porte sono inserite all’interno di un portale, che ne accentua l’importanza. Le porte interne delle camere sono a battente e scorrevoli e la finitura segue l’ispirazione dei diversi ambienti.

Foto di Andrea Martiradonna

EXCELSIOR HOTEL GALLIA  
Luogo: Piazza Duca D’Aosta, Milano
Committente: Katara Hospitality
Progetto architettonico, interni, luci e paesaggio: studio Marco Piva, Milano
Area costruita: 30.840 metri quadri lordi
Impresa costruttrice: ZH general construction company
Allestimento (arredi, finiture e rivestimenti) camere e suite: Cassina Contract
Allestimento zone comuni e Katara Suite: B&B Italia
SERRAMENTI
Facciata: Somec Marine & Architectural Envelopes
Serramenti ala storica: Giuliani Soc. Coop.
Porte interne: Lualdi
Maniglie: Colombo Design
Installazione porte: Cassina Contract
Porte tagliafuoco: Ninz e Novoferm
Bussole di ingresso: Geze

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