Eclettico legno

Linee pulite e ricerca di uno stile senza tempo. Così il designer Paolo Festa interpreta il legno

All Way è la nuova parete in vetro ideale per dividere e organizzare gli ambienti

All Way è la nuova parete in vetro ideale per dividere e organizzare gli ambienti. A destra la cabina armadio Nim

“Mi definisco un eclettico della creatività”, dice di sé Paolo Festa. “Fare il designer per me significa progettare prodotti che avrei voglia di comprare e che siano sempre attuali nonostante il passare delle mode”.

Qual è la sua interpretazione del comparto delle porte?
È un settore in movimento, alla continua ricerca di innovazione. Per quanto mi riguarda, vedo un ritorno dell’ambiente casalingo, caldo e un ammorbidirsi delle forme, senza però abbandonare la pulizia dei dettagli.

Le porte sono ormai considerate un elemento d’arredo…
È vero. E questo perchè molte aziende – tra cui Albed -, innovando e trovando soluzioni stilistiche sempre attuali, danno la possibilità al cliente di arredare la propria casa non più con semplici porte ma con elementi di design.

Come definirebbe il suo stile?
Pulito, da non confondere con minimale, e caldo.

Il legno sembra non mancare mai nei suoi progetti…
È vero. Amo il legno così come amo la sfida nel progettare prodotti in alluminio, perché è un materiale che non permette errori. Tornando al legno, non ho preferenze: semplicemente mi piace utilizzarlo al naturale, senza vernici coprenti o che ne alterino la vera essenza.

Nella porta Quinta, però, ha deciso di abbinarlo ad altri materiali…
È  una scelta che nasce prima del desiderio di rendere unico il prodotto e poi di trasmettere una sensazione “calda” al tatto durante l’apertura della porta.

L’elemento che distingue Quinta è la maniglia integrata. Come nasce questa idea?
Quinta è nata dalla necessità di incontrare il gusto europeo, ma anche russo e mediorientale. Da qui sono partito progettando una porta che avesse un profilo importante, con linee morbide ma senza tralasciare la pulizia delle forme. Tutto ciò è stato possibile fondendo maniglia e montante in un unico profilo. Si tratta di un elemento invisibile integrato nella cornice, che mantiene il senso di linearità della struttura ma che, al tempo stesso, ne segna la discontinuità materica.

Quinta di Albed crea un divisorio scorrevole dall’impatto teatrale, adatto per separare gli ambienti, ma anche come chiusura per nicchie e cabine armadio

Quinta di Albed crea un divisorio scorrevole dall’impatto teatrale, adatto per separare gli ambienti, ma anche come chiusura per nicchie e cabine armadio

Cosa pensa del vetro e del suo valore d’arredo?
Il vetro ha una storia millenaria in continua evoluzione e, proprio per questo, è oggetto di una ricerca approfondita che ci porterà allo sviluppo di novità di prodotto che daranno un valore aggiunto agli ambienti.

Quali caratteristiche ha la sua porta ideale?
Da eclettico non ho una porta ideale, ogni ambiente ne ha una propria. La sfida è quella di creare per ogni ambiente una porta ideale e con Albed ci stiamo riuscendo, proponendo soluzioni quasi infinite.

Nel ruolo di art director di Albed come vede il rapporto tra designer, azienda e prodotto?
In questo periodo il lavoro di art director è più complicato di quanto poteva essere un tempo. Tutte le scelte, dalle finiture ai nuovi prodotti, fino alla strategia di comunicazione, devono essere calibrate tra loro, senza però perdere mai l’aspetto più importante di questo ruolo: la creatività.

paolo festa

Amo il legno così come amo la sfida nel progettare prodotti in alluminio, perché questo materiale non permette errori Paolo Festa

Cosa pensa invece della praticità?
È un aspetto importante, che non deve essere trascurato. Ne sono esempio le cabine armadio Solo e Ri-vista, due prodotti che ho progettato prima di intraprendere la carriera di libero professionista. Si rivolgono a gusti diversi ma offrono la possibilità di utilizzare gli stessi accessori in tutte le varianti di finitura.

E della personalizzazione?
È un elemento importante. Per esempio, Integra offre una serie di finiture pressochè infinite: è una porta filomuro con struttura in alluminio, il cui pannello può essere personalizzato, anche a piacere. Si tratta di un prodotto molto versatile, che può essere rivestito in legno, vetro, cartongesso.

Quali sono le tendenze attualmente in atto nel settore delle maniglie?
Ritengo sia un comparto che sta cercando una maggiore attenzione ai materiali, alle finiture e un allineamento sempre più forte con le ultime tendenze nel campo dell’interior.

Come vede il rapporto tra porta e maniglia?
È un rapporto in continua evoluzione, in cui nessuno dei due deve predominare sull’altro.

Si è occupato del nuovo showroom Albed. Qual è il concept dello spazio?
Il progetto è stato realizzato in poco meno di un mese. Un tempo di consegna così breve, comunque, non mi ha distratto dall’idea di creare diversi ambienti in armonia tra di loro per trasmettere al visitatore la sensazione di trovarsi a casa, e per consentire, al contempo, all’azienda di mettere in mostra un maggior numero di prodotti e soluzioni. Si tratta di un progetto che vuole creare suggestioni nuove attraverso l’incontro di forme e materie, essenze e trasparenze in antitesi tra loro. Qualcosa che va oltre, che supera il confine labile tra divisorio d’ambiente, elemento di passaggio e oggetto d’arredo.

Da cosa trae ispirazione del suo lavoro di designer?
Ho sempre tratto ispirazione da due semplici cose: gli insegnamenti di Antonio Citterio, architetto e designer di fama internazionale, con cui ho avuto la fortuna di collaborare mentre lavoravo per Arclinea, e le chiacchiere con gli amici, fonte di ispirazione inesauribile.

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