Elogio della curva

Le forme tonde e l’ergonomia sono gli aspetti che danno vita ai progetti di Giancarlo Vegni

La forma rigorosa è ammorbidita da dettagli curvati che la rendono più accogliente da afferrare. H 376 Serie GV1 Duemilaquattordici di Fusital è in ottone, nelle finiture cromo e cromsatin

La forma rigorosa è ammorbidita da dettagli curvati che la rendono più accogliente da afferrare. H 376 Serie GV1 Duemilaquattordici di Fusital è in ottone, nelle finiture cromo e cromsatin

“Il mio modo di lavorare consiste nel capire bene il DNA dell’azienda, l’abilità produttiva e la capacità di lavorare le materie, ma anche i cosiddetti paletti”, così la pensa Giancarlo Vegni, noto designer di lunga esperienza e di fama internazionale. “Solo allora riesco ad iniziare il design dell’oggetto, qualunque esso sia. Il design oggi non è svincolato dal marketing, né dalla comunicazione, e comunque ogni oggetto per me deve avere un contenuto di differenziazione dagli altri. Anche se questo è diventato oggi molto difficile, a causa dei molteplici prodotti di ogni genere che vengono offerti”.

Le linee curve sembrano predominare negli arredi e complementi che ha disegnato. Ce ne può parlare?
È vero, il mio modo di pensare è molto morbido, sinuoso. La linea retta è stata prodotta dall’uomo, in natura non esiste, ma per esigenze di committenza dobbiamo confrontarci anche con essa. Ciò che dà vita ai miei progetti è la funzionalità e l’ergonomia, il mio linguaggio creativo è influenzato dalla predilezione che ho per la forma tonda.

Giancarlo Vegni

“La porta che preferisco è integrata nell’architettura. E la maniglia diventa protagonista del progetto” Giancarlo Vegni

In una maniglia quali ritiene siano gli aspetti più importanti da valutare?
Oltre alla bellezza, senz’altro è molto importante e fondamentale l’ergonomia. Una maniglia deve piacere e va provata.

L’aspetto decorativo quale importanza ha?
È personalizzazione, quindi fondamentale per inserirla nella finitura più ad hoc ed adatta.

La recente maniglia disegnata per Fusital come incarna questi aspetti?
H376 Serie GV1 Duemilaquattordici è un inno all’allegria, alla genialità, al dinamismo creativo di chi ha “l’argento vivo addosso”. Si tratta di una maniglia dalle linee sinuose e morbide, dalle forme evidenti ed ergonomiche e dal forte impatto visivo per chi ama il design contemporaneo.

Su quale tipo di porta vorrebbe che venissero abbinate le sue maniglie?
Su una porta che si confonda con la parete e che sia integrata nell’architettura dello spazio. In questo modo il design della maniglia risulta ben visibile, inoltre deve avere la minor quantità possibile di segni intorno ad essa.

La maniglia, quindi, diventa protagonista rispetto alla porta?
Esatto. Un buon progettista ha la sua maniglia per l’interior da lui ideato: lineare o sinuosa, e prodotta in diversi disegni. Quindi un’offerta molteplice che offra a ciascuno di noi la scelta più consona in base alle proprie necessità.

Quali caratteristiche ha la sua porta ideale?
In una casa è la porta che sparisce nell’architettura per dare risalto alla maniglia. Mentre in ambienti come uffici, hotel, ristoranti la porta è protagonista per i molti materiali e le finiture.

Le porte sono ormai un elemento d’arredo. Quali i motivi a suo avviso?
Perché sono parte di un progetto globale. Le porte non sono protagoniste, ma tendiamo a nasconderle e si adattano all’interno. Devono abbinarsi al contesto, come le maniglie, sono dettagli importanti.

Come vede il settore delle porte?
La porta nell’arredo o è protagonista, cioè ha un design molto forte, oppure si integra nell’architettura, ed è questa quella che prediligo.

Cosa ne pensa invece del settore delle maniglie?
È molto difficile trovare una tendenza che si differisca, essendocene molte e in differenti “linguaggi”, ovvero tipologie. Le maniglie sono talmente tante e di tipi diversi che si devono adattare alla porta e all’ambiente e non esiste un trend per le maniglie.

Quali materiali preferisce usare?
Il materiale è importante per i progetti di ogni genere. Direi che è per me l’inizio del pensiero. La scelta dipende dai progetti: per esempio, per una cucina possono essere molteplici, dal legno ai tecnopolimeri, per una cappa non più l’acciaio, ma i materiali plastici, perché permettono di progettarne con forme diverse da quelle che ci permette l’acciaio inox.

Da cosa trae ispirazione nel suo lavoro?
Dalle auto, dalla moda ed anche dai piccoli elettrodomestici. La moda e le auto precorrono i trend e c’è più ricerca nei materiali, nelle forme e nei colori. Ma anche tenendo d’occhio i piccoli elettrodomestici si capisce qual è il trend e il mood della stagione e del futuro.

Come vede il ruolo del design per il prodotto?
L’industrial design nasce come disciplina attenta a facilitare la produzione di serie, ma si è dovuta evolvere per rispondere alle necessità di personalizzazione che tendono a rallentarla. In un panorama di eccessiva similarità e uniformità di prodotto sono alla costante ricerca del segno che possa distinguere l’oggetto, evidenziandone la sua identità. Progetto perché vorrei regalare emozioni e benessere.

Come dovrebbe essere il suo showroom ideale?
Non ho mai disegnato e progettato showroom di porte e maniglie, però mi piacerebbe. Farei una cosa diversa rispetto agli showroom esistenti, dove le porte sono esposte a sè stanti. Secondo me ogni porta e ogni maniglia dovrebbero essere mostrate in un contesto, cioè far vedere cosa ci può essere intorno alla porta, o alla maniglia.

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