Geometrie variabili

K19B, Gabriele Pranzo-Zaccaria, Federico Reyneri, LPzR architetti associati

A Milano, in un quartiere storico, i giovani architetti di LPzR trasformano un vecchio garage in edificio residenziale

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Una porta a tutta parete, come una boiserie, definisce la zona ingresso

Nella zona ottocentesca di Porta Venezia, un tessuto urbano dove edificazioni residenziali si alternano a strutture destinate ad attività produttive, lo studio milanese LPZR ha realizzato un intervento di nuova costruzione, progettando un palazzo di sette piani per inserirlo al posto di un’officina ormai dismessa molti anni fa. Il progetto si sviluppa all’interno del complesso immobiliare un tempo denominato Quartiere Piave, e si presenta come un volume massiccio e imponente, particolarmente articolato dal punto di vista formale. La struttura della costruzione è infatti caratterizzata da un continuum di volumi e di superfici che si alternano, si intersecano e si incastrano secondo un criterio compositivo molto complesso. Così la sagoma imponente dell’edificio, completamente rivestito nei toni caldi del grigio che distinguono la preziosa pietra piasentina del Friuli, si scompone in una serie di elementi aggettanti e non che creano un effetto dinamico secondo schemi modulari, ma non regolari.

Su ogni prospetto dell’edificio si aprono finestre e portefinestre di forme e dimensioni differenti, disposte in maniera asimmetrica e discontinua

Su ogni prospetto dell’edificio si aprono finestre e portefinestre di forme e dimensioni differenti, disposte in maniera asimmetrica e discontinua

L’edificio si sviluppa piano dopo piano, distribuendo spazi con funzioni e caratteristiche differenti. Dalle parti comuni allestite con mobili antichi della collezione privata del committente, in contrasto con il minimalismo del progetto degli interni, alla zona d’ingresso segnalata visivamente da un atrio esterno coperto e da una porta-parete, che si trasforma in una sorta di boiserie scenograficamente elegante ed essenziale, con un rivestimento a doghe orizzontali in vetro retro-laccato bianco e una doga di acciaio altezza serratura. Dal vano scala che, scandito solo da aperture differenti a ogni livello, si mimetizza completamente in facciata, al piano attico in cui la struttura si “piega” assumendo una forma trapezoidale. In questo gioco di pieni e di vuoti, dove si procede per addizioni e sottrazioni volumetriche, «Le facciate si distinguono per la composizione astratta di elementi geometrici evidenziati per cromatismi contrastanti: il fusto, grigio neutro, in corrispondenza delle sottrazioni diventa di legno vivo, mentre le addizioni – le logge contenute in cubi aggettanti – accentuano il loro virtuosismo strutturale grazie a un impalpabile colore bianco», spiegano gli architetti.

I tagli degli alloggi variano da abitazioni di modeste dimensioni alle abitazioni dei livelli superiori che occupano l’intera superficie del piano, fino all’attico a due livelli, dalle emergenti linee oblique che sezionano il volume. Ogni prospetto si distingue per la sua composizione formale e per l’impiego di finestre e portefinestre di forme e dimensioni differenti, disposte in maniera asimmetrica e discontinua.

Le parti comuni sono arredate con mobili antichi della collezione privata del committente

Le parti comuni sono arredate con mobili antichi della collezione privata del committente

In questo progetto i serramenti rappresentano un elemento progettuale di forte caratterizzazione. Tutti gli infissi stati realizzati in esclusiva per questo cantiere. All’esterno sono tutti rigorosamente in legno tinto castagno con un telaio dello spessore di 68 millimetri e vetrocamera, mentre all’interno sono laccati in bianco. Le tipologie sono differenti e si adattano alla funzione prevista: troviamo sistemi ad anta, scorrevoli o fissi. Il comfort termoacustico è garantito da doppie vetrocamere stratificate con gas argon, che permettono di raggiungere un valore di trasmittanza ug di 1,1 W/m2K e di trasmittanza totale (Uw) di 1,55 W/m2K. Negli alzanti scorrevoli sono stati inseriti dei vetri trasparenti 55.1+16 gas argon +44.1, che portano la trasmittanza Ug a 1,1 W/m2K e Uw a 1,5 W/m2K. Per entrambe le tipologie di finestre l’isolamento acustico è di 43 decibel.

Questo edificio è “Near Zero Energy Building” grazie alle tecnologie adottate in fase di progettazione per ridurre il consumo di energie non rinnovabili. L’uso della geotermia e lo studio maniacale di tutti i dettagli dell’involucro hanno portato a una realizzazione estremamente efficiente, in cui architettura e tecnologia si combinano perfettamente.

Foto di Carola Merello

K19B  
Luogo: Milano
Committente: Piave 12
Progetto architettonico: Gabriele Pranzo-Zaccaria e Federico Reyneri dello studio LPzR architetti associati di Milano
Collaboratori: Camelia Stefan
Direzione artistica: Gabriele Pranzo-Zaccaria
Progetto strutture: Fv Progetti
Progetto impianti: Italprogetti
Impresa costruttrice: Cile
Area totale costruita: 3.705 metri quadrati
SERRAMENTI
Finestre: in legno, realizzati su disegno da Comeca
Porte esterne: Oikos
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