Il futuro dell’edilizia al convegno Sercomated

Convegno Sercomated

Il mondo italiano delle costruzioni si è riunito a Firenze per il convegno nazionale Sercomated, dal titolo “Canale digitale vs reale”. Reale e virtuale non sono due realtà distinte ma in simbiosi, inoltre al mondo della distribuzione edile serve un patto di filiera per integrare online e offline e creare valore aggiunto. Sono questi i temi salienti emersi dal meeting nazionale che ha visto affrontare una molteplicità di argomenti di grande attualità e interesse.

Sebastiano Barisoni, vice direttore di Radio24 e moderatore del convegno ha affermato, “limitarsi a vendere materiale edile equivale a morire e chiudersi a riccio per non affrontare dei cambiamenti non serve ad altro che ad allungare l’ora della propria morte. Il mondo del commercio italiano ha un grave problema: non offre servizi pensati per le reali esigenze dei clienti, altrimenti, ad esempio, il barbiere sarebbe aperto la domenica. Se è vero che nel processo di selezione non vince il più forte ma quello che più e meglio si adatta ai cambiamenti, la chiave di volta è sicuramente il valore aggiunto, che nel commercio può essere rappresentato da orari flessibili, offerte selezionate, servizi particolari, qualità. Il web, che disintegra il senso del luogo, è un servizio e quindi il sito di un’azienda e l’ecommerce rappresentano un valore aggiunto, anche se il digitale è una componente talmente onnipresente nella vita quotidiana di ognuno di noi che risulta imprescindibile per chiunque. Non comprendere questo significa non vivere il proprio tempo”.

Marco Marcatili, analista economico di Nomisma, ha parlato dei trend demografici legati ai modi di abitare: “fino a qualche anno fa abbiamo vissuto una fase in cui era l’offerta a guidare il mercato abitativo e la domanda si è letteralmente “bevuta” di tutto. Oggi invece è l’esatto contrario, con un problema: l’offerta non sa riconoscere cosa vuole la domanda. Oggi la casa, secondo le nostre indagini, ha un valore aggiunto legato molto alla socialità, quando una famiglia oggi compra una casa conta più dove e come sia collegata in termini di qualità dell’ambiente, di vicinato, di servizi e così via”. Secondo Marcatili ci sono attualmente tre rivoluzioni sociali e culturali con cui fare i conti: “la prima è che il sogno della casa come contenitore non esiste più, perché oggi lo spazio dove si vive è importante per come se ne può fruire e per la sua relazione con la città. La seconda rivoluzione riguarda il fatto che oggi la casa non è più un luogo dove appartarsi, ma è diventata un luogo di socialità, dove generare processi di relazione. Il terzo cambiamento dell’abitare, infine, riguarda l’intergenerazionalità e l’interculturalità. In sostanza, il concetto di abitare sta sfuggendo all’idea di tana, e l’economia oggi parla di relazioni e di condivisione». Un suggerimento ai distributori di materiali edili? “Abbandonare la logica mercantile e intraprendere la strada di connettori, di antenne sociali capaci di raccogliere le varie esigenze e metterle in relazione”.

L’online è un’opportunità forte per cercare, attraverso un patto di filiera, di non ripetere i problemi e le cattive abitudini che il mondo dell’edilizia ha ampiamente sperimentato nell’offline. Per patto di filiera si intende che produzione e distribuzione dovrebbero lavorare insieme a un progetto capace di cogliere e sfruttare gli scenari che la distribuzione digitale apre non solo nel vendere un prodotto, ma anche nel formare una committenza più consapevole di quella di oggi. Nella distribuzione digitale le dimensioni contano e quindi non si può pensare che piccolo sia bello, perché senza risorse si è certi di non essere significativi per nessuno. Ecco perché è ulteriormente importante che vi sia una visione comune e sinergica tra produzione e distribuzione per affrontare questa affascinante sfida.

Massimo Buccilli, amministratore delegato VELUX Italia, punta i riflettori sulla necessità non solo di un patto tra distribuzione e produttori, perché in realtà “le aspettative si ridurrebbero a una pappa pronta da parte del produttore per il distributore, ma soprattutto a un patto tra consumatore e distributore garantito dal produttore. La parola chiave di questo patto deve essere trasparenza di prezzo, di servizio, di scelta per riconquistare un pubblico attirato dal Fai da Te dove queste caratteristiche di ingaggio esistono da tempo”. Secondo Buccilli, l’esperienza del cliente deve essere senza interruzione, offline e online, senza barriere e soprattutto senza interruzioni causate “da promesse non mantenute o informazioni sbagliate”.

Edoardo Sabbadin, professore associato Dipartimento di Economia dell’Università degli Studi di Parma, ha spiegagto che “l’ecommerce in Europa ha raggiunto i 477 miliardi di dollari nel 2015. Le vendite online europee con il 7,3% sulle vendite al dettaglio superano, seppur di poco, il 7% statunitense ma nel sud Europa a stento si arriva al 2%. I tre Paesi leader sono Regno Unito, Germania e Francia che detengono circa due terzi del fatturato totale, mentre l’Italia si piazza al settimo posto».

Per Luca Berardo, presidente Sercomated, il mondo della distribuzione è un luogo dove vengono aggregate tutte le necessità che riguardano la casa e tutte le professionalità in grado di rispondere a queste esigenze, per questo in seno a Sercomated è nato il progetto WikiHome. Quanto al digital, Berardo è certo: “nell’online bisogna avere un approccio comune e non individuale. O si affronta in maniera corale o non si può sfruttare questa occasione”.

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