L’uscita dalla crisi e il futuro digitale della filiera delle costruzioni

sabbadin

Nonostante l’Ufficio Studi dell’Ance abbia previsto un aumento dell’1 per cento degli investimenti in costruzioni nel 2016, la maggior parte degli imprenditori non è ottimista. L’anno in corso sarà realmente l’inizio di una nuova fase positiva per il settore delle costruzioni? L’unica certezza è che si è interrotto il trend negativo iniziato nel 2008. Nel 2016, in particolare, la crescita è trainata della riqualificazione del patrimonio abitativo: la manutenzione straordinaria degli edifici a fine 2015 ha raggiunto i 46.654 milioni di euro, un valore più di due volte superiore agli investimenti nelle nuove abitazioni. La svolta del 2016 è dovuta anche all’inversione del trend negativo delle opere pubbliche (dopo dieci anni di forti cali) e dall’attenuazione della contrazione della nuova edilizia abitativa.

Le preoccupazioni per gli operatori del settore, però, non finiscono qui. Nel 2015 il mercato mondiale delle vendite on-line di prodotti e servizi ha raggiunto il 7,4 per cento del totale (pari a 1.671 miliardi di dollari, con una crescita di 350 miliardi di dollari rispetto al 2014), e in particolare Amazon ha fatturato a livello globale 98 miliardi di euro. Inoltre, la dimensione del fatturato e-commerce nel 2019 dovrebbe raddoppiare e raggiungere il 13 per cento degli acquisti al dettaglio totali. Il trend positivo si deve anche alle piattaforme pubbliche multi settore come Alibaba e Amazon.

L’e-commerce in Europa ha raggiunto i 477 miliardi di dollari nel 2015. Le vendite on-line europee sono pari al 7,3 per cento delle vendite al dettaglio totali e superano, seppur di poco, il 7 per cento raggiunto negli Stati Uniti. È il canale di vendita con il maggiore incremento in tutti i Paesi industrializzati. I tre leader nell’UE sono Regno Unito, Germania e Francia, che detengono circa due terzi del fatturato totale. In generale nei Paesi del sud Europa l’e-commerce non supera il 2 per cento delle vendite complessive.

Qual è la situazione dell’e-commerce in Italia? L’Italia è al settimo posto in Europa. Nel 2016 le aziende italiane del commercio elettronico sono 16.000 e arriveranno a 50.000 nel 2025. Un terzo di esse è localizzato in due regioni: Lombardia (3.000) e Lazio (1.840). In crescente aumento è il numero degli italiani che ha accesso a internet (più del 50% e usano tutti i dispositivi): 28,7 milioni nel 2015 contro i 27,8 milioni nel 2014. Gli italiani che accedono alla Rete ogni giorno navigano mediamente due ore. Parallelamente è in continuo aumento l’accesso a internet da dispositivi mobili come smartphone e tablet, con circa 22,3 milioni di utenti attivi nel mese. Il 75,8 per cento degli utenti on-line (21,8 milioni) ha visitato almeno un sito o applicazione e-commerce, dedicandovi in media 1 ora e 39 minuti. Il valore del fatturato dall’e-commerce in Italia è stimato in 28,8 miliardi di euro nel 2015 con una crescita complessiva del 19 per cento rispetto al 2014. A generare questo fatturato è soprattutto la presenza già marcata, e in continua crescita, dei grandi player internazionali che si stanno posizionando anche in nuovi settori come alimentare e moda.

L’e-commerce ridurrà l’importanza delle reti distributive fisiche anche in edilizia? Secondo gli operatori del settore i canali distributivi digitali e reali non sono in contrapposizione: l’uno può e deve rinforzare l’altro. In ogni caso, si deve accettare il fatto che i canali distributivi aumenteranno e bisognerà imparare a convivere con la multicanalità. Il canale digitale, infatti, diventa sempre più fondamentale per creare traffico nelle rivendite. Abbiamo oggi l’opportunità di sfruttare i canali virtuali per indirizzare i potenziali clienti verso i negozi fisici. Lo scopo di alcune nuove iniziative non è vendere on-line, ma promuovere la visita dei punti vendita nella prospettiva multicanale.

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