Come sarà la nuova rivoluzione industriale italiana?

berardo-lucaUn Paese può dire di avere una politica industriale che funzioni quando non produce alcun tipo di distorsione ed è capace di innescare e far veramente decollare quelle energie imprenditoriali e produttive di tutto il proprio tessuto produttivo. Inoltre, la politica industriale è veramente capace di essere efficace quando è impostata secondo una logica di lungo periodo, nella quale la produttività sia un elemento sostanziale della nuova natura delle imprese.

Queste precondizioni valgono sicuramente per tutte le economie sviluppate del mondo, ma a maggior ragione per un Paese come il nostro, che ha quasi sempre avuto una classe politica votata al ragionamento del corto raggio, dei provvedimenti ad hoc o ancor peggio ad personam e delle misure settoriali.

Il nuovo piano del Governo in carica, che deve ancora arrivare a tradursi in pratica, ha però già il merito di essere quasi una novità assoluta rispetto a tutto quello che lo ha preceduto. La novità è rappresentata dal fatto che finalmente si arriva a delimitare un perimetro preciso e dettagliato di ciò che la nuova rivoluzione industriale possa davvero essere in Italia. Si è poi provveduto a organizzare in un impianto ordinato e coerente le misure vecchie sposandole con le nuove e, elemento forse più importante, si è arrivati a mettere in piedi un orizzonte di medio/lungo periodo nel quale vedere gli effetti dei provvedimenti ideati.

In questa ventata di modernità si inseriscono anche le misure sul salario di produttività, a gran voce invocate dal mondo delle imprese, e che avranno il sicuro effetto di spingere il cambiamento del nostro modello di capitalismo, rendendolo più in linea con quello delle grandi economie avanzate.

Finalmente non vi sono stati voli pindarici, inutili inglesismi o futili tentativi di imitazione di altri Paesi. Si è guardato all’Italia e alle sue peculiarità, ai suoi imprenditori e alla sua forza lavoro, alla sua necessità di recuperare una presenza e una forza nel settore manifatturiero, fondamentali se vogliamo recuperare preziosi punti di prodotto interno lordo. È proprio in questa direzione che vanno le misure come il super-ammortamento sui beni strumentali.

Mi viene quindi da pensare che il Governo abbia finalmente compreso bene la natura del modello italiano, la cui classe imprenditoriale, ormai da anni, sta cercando di riposizionarsi a livello internazionale e che ha un grande bisogno di riqualificare in senso lato il proprio capannone. Il credito di imposta sulla ricerca completa poi questo quadro e avrà il sicuro effetto di permettere alla nostra industria di aggiornarsi e di compiere il tanto agognato aggancio ai sistemi manifatturieri degli altri Paesi occidentali. Super-ammortamento e credito di imposta sulla ricerca daranno sicuramente una grande mano all’imprenditore del settore manifatturiero, che non dovrà più perdersi nei meandri dei bandi o sottostare al giudizio spesso insindacabile e superficiale di un funzionario bancario, ma potrà usare fin da subito la leva fiscale. Le misure sul salario di produttività completeranno poi il quadro, andando a creare un sicuro impatto virtuoso proprio su uno dei fattori determinanti per il successo di qualunque idea o realtà imprenditoriale: le risorse umane.

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