Posa sotto la lente: applicazione e fissaggio dei serramenti al vano finestra

Esecuzione al vano finestra e montaggio in battuta su spalletta. Ecco una guida per effettuarle nel modo corretto

Designed by skadyfernix / Freepik

L’applicazione dei serramenti al vano finestra
L’esecuzione dei serramenti, in generale, avviene rispetto alla posa all’interno della muratura grezza con il davanzale finito. In questo caso, i serramenti sono eseguiti all’interno delle aperture con un giunto di tamponamento sotto il davanzale e sono mantenuti nella posizione finale in modo provvisorio, dopo la messa in piombo e la regolazione dell’orizzontalità. Le operazioni di fissaggio e di sigillatura sono poi eseguite in modo progressivo e in funzione dell’avanzamento della posa, al fine di evitare gli spostamenti accidentali e i fissaggi provvisori. Inoltre, l’esecuzione dei serramenti si delinea mediante la posa all’interno della muratura completa con le finiture. In questo caso, i serramenti sono eseguiti direttamente sulla muratura tramite giunti definitivi, dopo la messa in piombo e la verifica dell’orizzontalità. Le operazioni di fissaggio sono poi eseguite sia per gli elementi riservati all’incollaggio, sia per gli elementi applicati.

In particolare, la quota in larghezza della fuga tra il telaio della finestra e il vano murario (intesa quale fuga di giunzione) deve consentire le variazioni dimensionali dei profili del telaio, causate dalle dilatazioni termiche, e deve assorbire le sollecitazioni generate dai movimenti della muratura (figura 1). La costituzione fisica e geometrica del giunto di dilatazione comporta l’utilizzo e l’applicazione di materiali e di modalità tali da assicurare l’integrità nel tempo, anche in presenza di eventuali deformazioni, al fine di garantire la tenuta all’acqua, all’aria e alle sollecitazioni acustiche. A tale proposito, si indica la realizzazione del giunto di dilatazione per la posa del telaio in luce attraverso:

  • l’esecuzione di un cordolo di silicone esterno “a vista”, definito dalla elevata resistenza agli agenti atmosferici, dalla elevata elasticità e dall’adesione alle pareti del giunto;
  • l’esecuzione in schiuma poliuretanica, con funzione riempitiva e di isolante termo-acustico;
  • l’esecuzione di un supporto di fondo giunto, di diametro opportuno, all’interno della fuga, con l’obiettivo di esercitare sulle pareti una pressione tale da resistere all’iniezione della schiuma e di permettere il fissaggio della profondità di inserimento del sigillante (conferendo a esso la libertà di dilatazione o di contrazione);
  • l’esecuzione di un cordolo di sigillante acrilico interno, con l’obiettivo di separare il giunto dall’atmosfera degli spazi interni.

Le procedure di fissaggio dei serramenti ai supporti di sostegno considerano la trasmissione dei carichi al vano murario, secondo l’obiettivo di garantire la funzionalità e la sicurezza degli utenti, osservando l’individuazione della tipologia di ancoraggio del telaio alla costruzione rispetto:

  • alle dimensioni, la tipologia e il peso del serramento;
  • alla geometria del telaio;
  • alla geometria e la composizione della muratura;
  • alla situazione costruttiva nel caso di nuova costruzione o di ristrutturazione (figura 2).

Le procedure di fissaggio del telaio del serramento alla muratura comportano la disamina:

  • della distanza tra i singoli punti di fissaggio, da applicare per la quota non superiore a 700 mm;
  • della distanza tra il punto di fissaggio e l’angolo interno del serramento (o la giunzione del piantone), da eseguire per la quota compresa tra 100-150 mm;
  • della previsione, su ogni lato del telaio, di almeno due punti di ancoraggio alla muratura;
  • della previsione dei punti di fissaggio in corrispondenza degli incontri e delle cerniere, al fine di garantire il regolare trasferimento dei carichi dall’anta al telaio.

Modalità di posa nel vano finestra: procedimento di giunzione tra i serramenti e la sezione muraria nei confronti sia della quota in larghezza della fuga, tra il telaio della finestra e il vano finestra, sia delle condizioni locali e di interfaccia

Il fissaggio dei serramenti ai supporti di sostegno
Le procedure di fissaggio dei serramenti ai supporti di sostegno comportano l’ancoraggio del telaio attraverso l’utilizzo di viti che, oltre a determinare la connessione sul falso telaio, prevedono anche l’applicazione su ogni tipo di muratura. Questo al fine di garantire il fissaggio oltre la resistenza del falso telaio, poiché la tenuta meccanica allo strappo nei confronti della muratura è caratterizzata dai fattori costruttivi quali, per esempio, la geometria e il materiale del falso telaio stesso, il numero delle zanche di fissaggio, il legante impiegato per l’ancoraggio delle zanche alla muratura. Pertanto, le procedure di fissaggio osservano:

  • l’impiego delle viti senza tassello (a tutto filetto), che assicurano la stabilità e la sicurezza in ogni condizione costruttiva, comportando una capacità di tenuta superiore alle normali viti autofilettanti, per mezzo del diametro e della lunghezza maggiori; l’assenza dell’inserimento dei tasselli all’interno della sezione del vano murario; il fissaggio del telaio direttamente al muro, passando per il contro-telaio, con l’incremento della capacità di tenuta soprattutto per dimensioni elevate delle finestre;
  • l’impiego delle viti con tassello metallico, dei tasselli in nylon, delle zanche nel caso dei pesi elevati, con esclusione dei chiodi;
  • la verifica della lunghezza minima della vite (figura 3).

La realizzazione della pre-foratura del telaio, che incide sulla riduzione dei tempi di posa in opera, comporta:

  • la centratura, la messa a piombo e a livello del telaio nel vano finestra;
  • l’esecuzione della foratura tramite una punta (in generale con diametro di 6 mm, oppure con diametro di 6,3 mm nel caso di costituzione compatta della sezione muraria, per esempio, in granito), secondo gli interassi indicati per la disposizione dei supporti di sostegno;
  • l’avvitamento in modo uniforme e senza tensione, con l’ausilio degli avvitatori dotati del limitatore di coppia;
  • la previsione della lunghezza utile della vite, in accordo alla rilevazione della profondità di foratura (di quota superiore ad almeno 30 mm rispetto alla profondità di avvitamento).

Inoltre, le procedure di fissaggio dei serramenti ai supporti di sostegno riguardano l’applicazione secondo la tipologia antieffrazione, rilevando:

  • l’esecuzione di un fissaggio supplementare in corrispondenza dei riscontri antintrusione;
  • il riempimento dell’intercapedine tra il telaio fisso e il controtelaio per tutta la larghezza del profilo (in corrispondenza dei punti di chiusura e delle cerniere), mediante l’uso di materiali resistenti alla compressione (come i tasselli in materiale plastico).

Modalità di posa nel vano finestra: fissaggio ai supporti di sostegno secondo la trasmissione dei carichi al vano finestra, le dimensioni, la tipologia e il peso del serramento, la geometria del telaio e la composizione della sezione muraria

Il montaggio in battuta su spalletta
La posa in opera del serramento sul vano finestra con la “spalletta” comporta la messa in pratica di una serie di accorgimenti necessari per ottenere le migliori proprietà del serramento posato. Nel seguito vengono prese in esame le principali operazioni di installazione della finestra sul vano con la spalletta a “elle” e con davanzale inferiore.

Disposizione del telaio nel vano murario
La posa in opera dei serramenti rispetto al vano finestra comporta l’esecuzione sul davanzale di appoggio costituito da due elementi distinti, in modo da evitare la conduzione termica diretta tra lo spazio esterno e lo spazio interno, considerando l’interruzione definita dall’inserimento intermedio del falso telaio al fine di fornire le ulteriori condizioni di ancoraggio al telaio della finestra. Questo secondo l’applicazione in battuta su spalletta (centro muro), con la spalletta a “L” e con il davanzale inferiore (figura 4).

L’applicazione dei serramenti in battuta su spalletta al centro muro prevede la disposizione del telaio nel vano murario, osservando la realizzazione del giunto di sigillatura, prima della posa del telaio, sull’aletta di battuta esterna e sul davanzale al fine dell’impedimento del passaggio di aria, acqua e rumore dal giunto esterno e del movimento elastico tra la parte muraria e il telaio.

L’appoggio del telaio sul davanzale e la giunzione con i montanti verticali delle spallette rappresentano due punti critici per la tenuta all’aria e all’acqua del serramento installato: pertanto, si rileva la necessità di curare la formazione del giunto di sigillatura inferiore per evitare i problemi di infiltrazione (figura 5).

Nello specifico, le operazioni per la sigillatura del perimetro del telaio comportano l’esecuzione del cordolo di tenuta sulla spalletta e sul davanzale, e il raccordo del cordolo di silicone orizzontale tra le estremità del davanzale e i montanti verticali delle spallette, al fine di garantire la tenuta agli agenti atmosferici.

Modalità di posa nel vano finestra: ancoraggio del telaio secondo l’impiego delle viti senza tassello (a tutto filetto) o con tassello metallico, i tasselli in nylon o le zanche per i carichi elevati

Esecuzione del cordolo
L’esecuzione del cordolo di tenuta sulla spalletta prevede:

  • la preparazione della cartuccia di silicone, mediante il taglio del beccuccio (denominato a “fetta di salame”, alla distanza pari a circa 1 cm dall’estremità), in modo da realizzare un foro (di diametro pari a 4 mm) per lisciare il cordolo stesso appoggiando lo spigolo del beccuccio sul piano durante l’estrusione;
  • l’applicazione del silicone, sulla superficie delle tre spallette di battuta del vano finestra, estrudendo il prodotto con una velocità tale da formare un cordolo continuo (di diametro pari a circa 8 mm) al centro della spalletta;

L’esecuzione del cordolo di tenuta sul davanzale prevede:

  • la sigillatura della traversa inferiore del telaio e la realizzazione della barriera alle infiltrazioni, secondo l’applicazione del cordolo di silicone con diametro maggiore rispetto a quello applicato sui lati della spalletta;
  • la preparazione della cartuccia di silicone, mediante il taglio del beccuccio (denominato a “fetta di salame”, alla distanza pari a circa 3 cm dall’estremità);
  • l’appoggio dello spigolo del beccuccio della cartuccia di silicone sul piano durante l’estrusione (alla velocità di estrusione tale da formare un cordolo continuo di diametro pari a circa 12 mm);
  • l’applicazione del cordolo continuo di silicone sul davanzale, nella posizione di mezzeria del traverso inferiore;
  • il raccordo del cordolo continuo di silicone sul davanzale con quello applicato sulle spallette verticali.

il raccordo del cordolo di silicone orizzontale tra le estremità del davanzale e i montanti verticali delle spallette, al fine di garantire la tenuta agli agenti atmosferici.

Disposizione del telaio alla muratura
Le procedure di montaggio in battuta su spalletta comprendono l’inserimento del telaio nel vano finestra e il fissaggio del telaio alla muratura.

L’inserimento del telaio nel vano finestra deve essere effettuato osservando la preparazione del telaio, attraverso:

  • la pulizia del perimetro del telaio dalla polvere e da eventuali altri materiali estranei, che potrebbero diminuire l’aggrappaggio del silicone;
  • l’asportazione del film protettivo dalla superficie esterna del telaio, prevista in battuta sulla spalletta;
  • l’esecuzione dall’alto verso il basso (al fine di evitare di togliere il cordolo di silicone applicato sul davanzale);
  • l’azione di pressione contro la spalletta, controllando la posizione fino in battuta;
  • il blocco del telaio con i morsetti (o con i cunei sulla parte superiore del vano);
  • il centraggio del telaio rispetto alle spalle del muro;
  • la verifica del piombo e del livello del telaio;
  • il consolidamento del vincolo del telaio tramite i cunei o i morsetti.

Il fissaggio del telaio alla muratura deve essere effettuato osservando:

  1. a) la pre-foratura del telaio (se non eseguita durante la fase di produzione), secondo la disposizione degli interassi connettivi, rispetto:
  • alla distanza dei fori dall’angolo del serramento (pari a 100 mm);
  • alla distanza tra i due fori praticati sul telaio in prossimità degli angoli, per cui si procede con la foratura al centro del lato (sulla base della distanza massima tra i fori pari a 700 mm);
  • la distanza tra i due fori pari a 900 mm, per cui si procede con la terza foratura tra i due primi fori;
  1. b) la foratura del supporto murario (rispetto alla profondità e al diametro della punta) e il fissaggio del telaio (per mezzo delle turboviti di lunghezza opportuna), secondo le procedure operative basate sulla prima applicazione nei confronti degli angoli superiori del vano.

Applicazione dei serramenti al vano di posa secondo l’esecuzione sul davanzale di appoggio, l’esecuzione in battuta su spalletta (al centro del muro) e l’impiego della spalletta a “L” e del davanzale inferiore

Isolamento del giunto di dilatazione
Le procedure di montaggio rilevano, nello specifico, l’isolamento del giunto di dilatazione, osservando:

  1. a) la preparazione dell’apparecchiatura per la schiumatura, attraverso:
  • l’avvitamento della pistola sulla valvola;
  • l’applicazione della prolunga (in plastica trasparente, in dotazione con la pistola) sulla punta dell’ugello, al fine di rendere omogenea l’estrusione della schiuma e di consentire l’erogazione del materiale nella profondità del giunto;
  • la regolazione al minimo della pistola, ottenuta con la chiusura di tutto il registro, con lo svolgimento delle prove (con la stesura a terra di un cartone) e con l’apertura lenta del registro (tenendo premuto il grilletto) finché il prodotto comincia a uscire producendo un cordolo regolare.
  1. b) la schiumatura del giunto di dilatazione, attraverso:
  • il riempimento del giunto di raccordo con la schiuma (partendo dal fondo e con la cura rivolta a evitare la fuoriuscita del materiale all’esterno della fuga), al fine di ottenere un elevato isolamento termo-acustico del serramento posato. L’operazione di schiumatura è effettuata inserendo la punta della cannuccia in prossimità del fondo della fuga, percorrendo il giunto dal basso verso l’alto del serramento (sulla base della velocità di applicazione del poliuretano tale da realizzare un cordolo non superiore alla quota pari a 20 mm);
  • la rifilatura della schiuma fuoriuscita dal giunto, con l’eliminazione della “pelle” superficiale a cui si deve l’impermeabilità e la durata del materiale. La rifilatura, inoltre, comporta la produzione di un rifiuto inquinante. Durante l’essiccazione si verifica un aumento del volume che, comunque, dovrebbe giungere al limite del telaio, senza sbordare. Poiché l’incremento di volume non è costante lungo tutta la lunghezza del cordolo, ma avviene principalmente nei punti di minore attrito laterale, si rileva la necessità di mantenere un cordolo sottodimensionato piuttosto che osservare molti punti di affioramento. Infatti, la schiuma non deve raggiungere il bordo del telaio, poiché occorre prevedere che rimanga all’interno della fessura piuttosto che doverne rifilare l’eccedenza;
  1. c) la pulizia dell’apparecchiatura dopo la schiumatura, provvedendo a liberare l’interno della pistola dai residui di schiuma, mediante gli appositi pulitori e lo spruzzo all’interno di un recipiente finché il liquido pulitore risulta trasparente;
  2. d) la schiumatura in condizioni di bassa temperatura, per cui si rileva la necessità di utilizzare una schiuma “invernale” che possa essere estrusa in modo regolare e consentire la formazione di un cordolo fino alla temperatura pari a -10 °C.

Applicazione dei serramenti al vano di posa: battuta su spalletta (centro muro) secondo la realizzazione del giunto di sigillatura (prima della posa del telaio), sull’aletta di battuta esterna e sul davanzale

Opere di sigillatura e di finitura
Le procedure di rifinitura nel montaggio dei serramenti esplicitano la sigillatura interna del giunto di dilatazione e la sigillatura e la rifinitura perimetrale esterna.

La sigillatura interna del giunto di dilatazione deve essere effettuata, attraverso:

  1. a) l’applicazione del sigillante acrilico, le cui caratteristiche chimiche, oltre a garantire l’adesione ai materiali del giunto, consentono la definizione della base per la pittura murale, secondo:
  • la versione “granulare”, simile all’aspetto superficiale dell’intonaco e tale da permettere la continuità estetica tra il giunto di dilatazione e la muratura;
  • l’applicazione mediante l’appoggio allo spigolo del beccuccio tagliato (denominato a “fetta di salame”) sul giunto, estrudendo il prodotto con una velocità tale da coprire la fuga tra il telaio e la muratura;
  • il livellamento del materiale mediante la compressione del cordolo e l’asportazione dell’acrilico in eccesso con uno spessore di vetraggio;
  • la copertura dei bordi del giunto con il nastro adesivo durante l’operazione di sigillatura e di livellamento (al fine di conseguire l’adeguato risultato estetico);
  1. b) la coprifilatura del giunto, attraverso l’applicazione del profilo di rifinitura, mediante silicone, per coprire il cordolo di sigillante in vista secondo il grado di finitura desiderato e le esigenze di tipo estetico.

La sigillatura e la rifinitura perimetrale esterna deve essere effettuata, attraverso:

  1. a) la sigillatura dei lati in battuta sulla spalletta, secondo:
  • le valutazioni preliminari della sigillatura esterna del giunto, condotte tramite il controllo di tutto il perimetro esterno di contatto tra la spalletta e il telaio (nel caso in cui sia stato corretto un difetto di piombo della spalletta stessa), per verificare la funzionalità del cordolo di silicone applicato in precedenza;
  • la sigillatura ulteriore per ricoprire la discontinuità dell’eventuale fuga;
  • la sigillatura dell’intonaco sui lati del telaio in battuta sulla spalletta, che prevede il raccordo della piccola fuga rimasta tra la muratura e il serramento. A tale scopo, il sigillante acrilico è applicato sulla fessura, lisciato successivamente e sovra-verniciato durante le operazioni di tinteggiatura della facciata.
  1. b) la sigillatura dell’appoggio sul davanzale, secondo:
  • l’esecuzione del giunto di sigillatura esterna “a vista” sulla traversa inferiore del telaio, che svolge la funzione di barriera alle infiltrazioni e agli agenti atmosferici. A tale proposito, si indica l’utilizzo di silicone dotato di elevata stabilità, buona adesione ai materiali e caratteristiche estetiche superficiali;

• l’applicazione del sigillante, nel rispetto degli esiti estetici della sigillatura relativi al lato di appoggio sul davanzale e dell’efficacia in ogni condizione atmosferica. A tale proposito, si indica la pulizia accurata del davanzale (mediante una spazzola a pelo morbido) e l’impiego di una striscia di carta gommata di protezione sia sul davanzale stesso, sia sul traverso inferiore del telaio, lasciando scoperta la zona del giunto da sigillare. In seguito, si indica l’applicazione del silicone nel punto di contatto tra la traversa inferiore del telaio e il davanzale, prevedendo la compressione del cordolo, in modo da ottenere la perfetta adesione su entrambe le superfici del giunto. Infine, si indica la lisciatura del cordolo, prevedendo la compressione del materiale verso l’interno per evitare la formazione di vuoti, e l’asportazione della carta gommata di protezione dal telaio e dal davanzale (a operazione ultimata).

Informazioni sull'autore
Condividi quest’articolo
Invia il tuo commento

Per favore inserisci il tuo nome

Inserisci il tuo nome

Per favore inserisci un indirizzo e-mail valido

Inserisci un indirizzo e-mail

Per favore inserisci il tuo messaggio

Porte & Finestre © 2020 Tutti i diritti riservati

© 2013 Tecniche Nuove Spa • Tutti i diritti riservati. Sede legale: Via Eritrea 21 - 20157 Milano.
Capitale sociale: 5.000.000 euro interamente versati. Codice fiscale, Partita Iva e Iscrizione al Registro delle Imprese di Milano: 00753480151