La casa dei sogni

Attenta all’ambiente e ai consumi, salubre e digitalizzata. È la casa che desiderano gli italiani, sempre meno soddisfatti di quella che abitano

osservatorio casa

Come per molti altri aspetti, gli italiani mostrano un certo dualismo anche nei confronti della casa. Sono poco soddisfatti di quella in cui vivono, sanno bene come la vorrebbero ma non si prodigano più di tanto per renderla tale. È quanto emerge, in estrema sintesi, dall’Osservatorio sulla casa 2017, pensato da Leroy Merlin con l’obiettivo di monitorare gli stili abitativi degli italiani e ottenere informazioni su tendenze e caratteristiche della casa del futuro secondo le aspettative dei suoi abitanti.

Affiancata per la prima volta da Saint-Gobain, Leroy Merlin sta puntando sempre di più sulla collaborazione con player di spicco nel comparto dell’abitare e dell’involucro edilizio. L’obiettivo è aiutare il consumatore a risolvere i problemi che ruotano attorno alla casa perché, come ha confermato l’Osservatorio, al momento dell’acquisto manifesta un’evidente necessità di essere informato su tutti i materiali che non conosce.

Vince il salotto
Secondo quanto emerge dall’inchiesta, la casa è una priorità per il 94% degli italiani di qualsiasi età, compresi i millennials. L’82% degli è proprietario dell’abitazione in cui vive, che nel 60% dei casi è stata acquista accendendo un mutuo. Il contesto abitativo attuale vede il 65% degli italiani abitare in appartamento, il 35% in una casa singola o in una villetta, dato in crescita rispetto all’edizione precedente. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, le case degli italiani non sono di piccole dimensioni: la metratura è in media di 98 metri quadrati e solo nel 2% dei casi è di 44 metri quadrati. Il 36% vive in un appartamento con cinque o più stanze, mentre il 31% abita in quadrilocali, il 20% in trilocali e il 10% in bilocali.

L’ambiente preferito è il salotto (45%) meglio se guarda sul giardino (per quel 43% che lo possiede), seguito da cucina (21%), sala da pranzo (12%) e camera da letto (10%). Non tutti però sono soddisfatti della casa in cui vivono. «Solo il 25% degli intervistati dà un voto ottimo, cioè tra il 9-10 alla propria abitazione», precisa Anna Comincini, Research Manager Doxa, che ha presentato la ricerca «perché mediamente gli italiani valuta la propria casa appena buona. Il 65% la giudica tra il 6 e l’8, mentre il 10% le attribuisce un’insufficienza piena (1-5)».

IL PANEL
Condotta da Doxa, l’indagine “Osservatorio sulla casa 2017” di Leroy Merlin è stata effettuata utilizzando un questionario via web su un campione costituito da 1.500 individui rappresentativo della popolazione italiana (18 anni e oltre). Tutte le persone intervistate sono responsabili delle scelte di opere di abbellimento e ristrutturazione della propria abitazione.

La casa ideale
Sebbene non sempre pienamente soddisfatti, gli italiani hanno le idee chiare su come dovrebbe essere il luogo dove vivono: innanzitutto attento alla salute, che è la priorità per il 40% del campione, poi comodo da vivere, per il 29% che guarda soprattutto se è adatta alle esigenze proprie e della famiglia. Una casa che fa risparmiare è un bisogno per appena il 16%, ancora meno (12%) è la percentuale di chi vorrebbe rispettasse l’ambiente e infine solo il 4% desidera una casa smart.

Gli italiani sono soddisfatti soprattutto dal numero delle finestre e balconi della propria abitazione (34%), dallo spazio disponibile (34%), dalla sicurezza domestica-presenza di impianti a norma (33%), dalla comodità (33%), dalla qualità dell’aria (29%), dall’accesso a nuove tecnologie (28%), ma solamente in quattordicesima posizione troviamo l’isolamento acustico (24%) e ancora più in fondo alla classifica – al diciannovesimo posto – l’isolamento termico (23%), cui segue la sicurezza della casa contro furti e intrusioni (22%); fanalino di coda è la presenza o la predisposizione di pannelli fotovoltaici (15%). I bisogni riflettono chiaramente le ragioni di insoddisfazione, tra le quali emerge l’insufficiente isolamento termico della casa (32%), quindi lo spazio insufficiente (30%), i costi di mantenimento troppo elevati e spese di riscaldamento elevate (27%), le rifiniture non di qualità (25%), l’insufficiente isolamento acustico (21%)…

Ma allora, cosa guardano gli italiani quando acquistano la casa? Prima di tutto il prezzo (38%), poi le caratteristiche del quartiere, l’orientamento dell’abitazione, il paesaggio circostante… Che sia ben isolata interessa solo il 24% e solo il 16% apprezza la presenza di elementi innovativi. Tra i problemi più sentiti ci sono l’inquinamento indoor (69%) e soprattutto l’inquinamento acustico, avvertito come una minaccia per il proprio benessere dall’80% del campione. Per prevenirlo il 72% ha installato doppi vetri e l’11% ha fatto lavori di isolamento acustico delle pareti, interventi che tuttavia non hanno risolto il problema visto che solo il 24% del campione ne è soddisfatto.

Poco interesse per l’efficienza energetica
Altri problemi importanti sono l’umidità – riferita dal 32% e risolta dal 72% con l’uso di prodotti specifici – e la presenza di barriere architettoniche (17%). Nonostante le campagne di comunicazione sul risparmio energetico e gli incentivi fiscali, solo il 16% degli italiani non sembra attento ai costi di gestione. Di questi, il 24% considera molto importante che la propria casa sia ben isolata, ma appena il 13% ha fatto lavori di coibentazione e isolamento, il 10% ha isolato il tetto con materiali isolanti, il 7% ha isolato le pareti interne e il 6% ha installato sistemi alimentati da energie rinnovabili. Su questo tema, dunque, c’è molto da lavorare.

«Lo stock potenziale di edifici da coibentare è di 9.832 milioni di metri quadrati», ha sottolineato Giulio De Gregorio, direttore Habitat di Saint-Gobain «e se ogni anno si efficientasse solo il 10% riusciremmo a ottenere un risparmio dell’8,2% sulla bolletta energetica nazionale». Per arrivare al nostro tema di interesse, ben l’89% degli italiani ritiene che la sostituzione dei serramenti, o anche dei soli vetri, sia una soluzione che può far risparmiare sui costi del riscaldamento».

RIPENSIAMO LA “CASA ROSSA”
La ricerca svolta da Doxa per Leroy Merlin è stata il punto di partenza di un progetto molto più ampio. Partendo dai quattro pilastri della casa di domani, a giovani progettisti delle università italiane è stata affidata la sfida di ripensare la Casa Rossa della onlus la Banda degli Orsi, che a Genova ospita le famiglie dei bambini ricoverati all’ospedale Gaslini, che dovrà diventare comoda da vivere, capace di far risparmiare, attenta alla salute e all’ambiente. Il progetto, partito dal lancio del contest in novembre 2016, ha coinvolto numerosi giovani che entro il termine di scadenza del 31/05 hanno inviato moltissimi progetti che sono stati valutati da un comitato scientifico di esperti. Il 3 luglio, Leroy Merlin ha assegnato il premio di 5.000 euro al team Haz, composto da Agostina Carla Ciancaglini e Jazmin López Becker, due studentesse dell’Universidad Nacional di Cordoba, gemellata con l’Università degli Studi di Salerno, che ha sviluppato il progetto ritenuto più innovativo e concreto per la riqualificazione della Casa Rossa. In particolare, il progetto si è distinto per qualità e innovazione delle proposte di ecocompatibilità e risparmio energetico, ma anche per la fattibilità dell’intervento che verrà realizzato nel corso dei prossimi mesi.

A chi piace la casa smart
L’indagine chiude con il tema della gestione intelligente e innovativa rivelando che, sebbene si parli molto di domotica, la casa smart è ancora ben lontana da essere una realtà per molti. È solo il 12% a possedere sistemi di comando a distanza e il 6% impianti automatizzati. Tra questi sono gli impianti di riscaldamento e condizionamento a prevalere (29%), seguiti da quelli di allarme e telecamere esterne (18%), elettrodomestici (16%), tende e tapparelle (12%) e di illuminazione (7%). In testa alla classifica delle tecnologie più apprezzate svetta il monitoraggio degli ambienti a distanza con telecamere (36%), seguito dai sistemi di illuminazione sensibile alla luce esterna e alla presenza di persone (32%), elettrodomestici comandabili a distanza (29%)… Questi sistemi sono ancora poco diffusi, ma chi li ha adottati non può più farne a meno: infatti, il 28% si dichiara soddisfatto delle nuove tecnologie installate nella propria abitazione.

L’indagine ha infine valutato il grado di consapevolezza rispetto al rischio sismico e alle detrazioni fiscali. Sul rischio sismico la consapevolezza è molto bassa: il 13% degli intervistati non sa se vive in una zona sismica e il 45% non sa se la propria abitazione è stata costruita rispettando norme antisismiche; il 74% ritiene che sia sicura una casa leggera e flessibile, mentre le fasce di età tra 18 e 34 anni evidenziano una non totale consapevolezza, tanto che in caso di terremoti si sentirebbe al sicuro in una casa solida e rigida. Da questo si deduce che servono una maggiore informazione ed educazione. Analisi che emerge anche dai dati sull’utilizzo delle detrazioni fiscali per le opere di ristrutturazione dai quali emerge che sebbene l’84% del campione ne sia a conoscenza, ne ha usufruito solo il 52% di chi ha realizzato i lavori.

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