Posa sotto la lente: vano finestra a filo interno e in luce

L’esecuzione al vano finestra e il montaggio a filo interno e in luce. Ecco una guida per effettuarla nel modo corretto

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L’applicazione dei serramenti secondo le procedure di connessione
Le procedure di montaggio dei serramenti rispetto alla battuta su spalletta (a filo interno muro) prevedono la posa del telaio “a zeta” in battuta a filo interno muro, secondo le operazioni di controllo del vano murario, di sigillatura del davanzale, di raccordo della sigillatura tra il davanzale e il montante, di sigillatura esterna, di fissaggio con la turbovite (figura 1). Inoltre, le procedure di montaggio considerano la foratura e il fissaggio della vite, secondo l’analisi dello stato e della composizione del muro sull’angolo interno del vano, al fine di evitare rotture localizzate dovute alla pressione degli organi meccanici. Ancora, le procedure di montaggio comprendono:

• la calibrazione dell’impulso a urti del trapano per la foratura, adottando un’inclinazione di entrata di fissaggio della vite in maniera da evitare i danni localizzati;

• le operazioni applicative del sigillante acrilico e del sigillante siliconico;

• l’esecuzione del giunto di sigillatura esterna sul davanzale e l’esecuzione del cordolo di silicone interno sul davanzale (figura 2).

L’applicazione dei serramenti su vano finestra in luce prevede:

• l’esecuzione sul davanzale di appoggio, costituito da due elementi distinti, in modo da evitare la conduzione termica diretta tra lo spazio esterno e lo spazio interno, considerando l’interruzione definita dall’inserimento intermedio del falso telaio al fine di fornire le ulteriori condizioni di ancoraggio al telaio della finestra;

• la sigillatura dell’appoggio del telaio sul davanzale, attraverso:

a) la preparazione della cartuccia di silicone, mediante il taglio del beccuccio (denominato a “fetta di salame”, alla distanza pari a circa 3 cm dall’estremità) e l’appoggio dello spigolo del beccuccio sul piano durante l’estrusione (alla velocità di estrusione tale da formare un cordolo continuo di diametro pari a circa 12 mm);

b) la sigillatura della traversa inferiore del telaio e la realizzazione della barriera alle infiltrazioni, mediante l’applicazione del cordolo di silicone con diametro idoneo;

c) la disposizione del cordolo continuo di silicone in corrispondenza della mezzeria del traverso inferiore, considerando la previsione di un leggero eccesso di materiale sulle estremità, al fine di garantire la barriera anche ai lati del davanzale;

d) l’inserimento del telaio nel vano finestra, osservando la preparazione del telaio e il fissaggio del telaio alla muratura.

La preparazione del telaio
L’operazione prevede:

• la pulizia del perimetro del telaio dalla polvere e da eventuali altri materiali estranei, che potrebbero diminuire l’aggrappaggio del silicone;

• l’asportazione del film protettivo dalla superficie esterna del telaio, prevista in battuta sulla spalletta;

• l’esecuzione dall’alto verso il basso (al fine di evitare di togliere il cordolo di silicone applicato sul davanzale);

• l’azione di pressione contro la spalletta, controllando la posizione fino in battuta;

• il blocco del telaio (con i cunei sulla parte superiore del vano);

• il centraggio del telaio rispetto alle spalle del muro;

• la verifica del piombo e del livello del telaio;

• il consolidamento del vincolo del telaio tramite i cunei.

Il fissaggio del telaio alla muratura
L’operazione prevede:

• la pre-foratura del telaio (se non eseguita durante la fase di produzione), secondo la disposizione degli interassi connettivi, rispetto alla distanza tra i due fori praticati sul telaio in prossimità degli angoli, per cui si procede con la foratura al centro del lato (sulla base della distanza massima tra i fori pari a 700 mm), e alla distanza tra i due fori pari a 900 mm, per cui si procede con la terza foratura tra i due primi fori.

• foratura del supporto murario (rispetto alla profondità e al diametro della punta) e il fissaggio del telaio (per mezzo delle turboviti di lunghezza opportuna), secondo le procedure operative basate sulla prima applicazione nei confronti degli angoli superiori del vano;

• la formazione del giunto tra il telaio e il vano murario, attraverso:

a) l’esecuzione del giunto di dilatazione tra il telaio e il vano murario in “luce”, secondo l’impiego combinato del sigillante, del fondo giunto e della schiuma poliuretanica per realizzare un giunto elastico efficace e di facile esecuzione (figura 3);

b) l’inserimento del fondo giunto in polietilene espanso nella fuga tra telaio e muratura, secondo l’applicazione in modo continuo (dalla facciata esterna del serramento) nell’interstizio tra i montanti verticali e la traversa superiore in modo da esercitare la compressione dopo la posa;

c) la schiumatura del giunto di dilatazione, secondo le procedure inerenti all’applicazione dei serramenti in battuta su spalletta al centro muro;

d) la sigillatura esterna della fuga, secondo l’estrusione del silicone nella fessura, in modo da colmare il volume delimitato in profondità dal fondo giunto e l’asportazione del sigillante in eccesso con uno spessore di vetraggio.

L’applicazione di serramenti monoblocco a filo esterno muro
L’applicazione dei serramenti monoblocco, integrati dalla persiana oscurante, a filo esterno muro, prevede:

• le procedure di sigillatura del vano murario, secondo:

a) la sigillatura dell’appoggio del telaio della finestra sul davanzale, effettuata con il silicone in corrispondenza della mezzeria del telaio stesso;

b) la sigillatura della zona di battuta esterna del monoblocco, effettuata sulla parte esterna del vano finestra in corrispondenza dei tre lati di battuta del telaio della persiana, mediante la disposizione del cordolo di silicone (per sigillare la battuta).

• la messa a piombo e il fissaggio del telaio, secondo:

a) l’esecuzione del centraggio e delle eventuali correzioni applicative del monoblocco;

b) il fissaggio del telaio della finestra e della persiana, mediante turbovite (in accordo alla determinazione degli interassi), in corrispondenza dei cardini di supporto, delle cerniere e degli incontri della finestra. Nel caso di assenza del controtelaio, si indica la cura esecutiva nell’interfaccia di fissaggio del telaio della persiana, poiché la prossimità allo spigolo del muro può determinare delle rotture localizzate con la conseguente perdita della capacità di ancoraggio: a tale proposito occorre verificare la composizione e lo stato dell’angolo esterno del muro e adottare un’inclinazione di entrata delle viti di fissaggio tale da scongiurare le rotture localizzate (figura 4);

• le procedure di schiumatura e di sigillatura esterna, secondo:

a) la schiumatura del giunto di dilatazione, attraverso le procedure inerenti all’applicazione dei serramenti in battuta su spalletta al centro muro;

b) la sigillatura esterna del monoblocco nell’appoggio sul davanzale;

• le procedure di sigillatura perimetrale e interna, secondo:

a) la sigillatura perimetrale dell’aletta di battuta del telaio della persiana, mediante l’applicazione del materiale acrilico che, oltre a coprire le irregolarità della muratura, è anche sovra-verniciabile;

b) la sigillatura sul lato interno del giunto, mediante il sigillante acrilico.

L’applicazione di serramenti monoblocco a filo interno muro
L’applicazione dei serramenti monoblocco, integrati dalla persiana oscurante, a filo interno muro, prevede:

• le procedure di sigillatura del vano murario, secondo:

a) la sigillatura dell’appoggio del telaio della finestra sul davanzale, effettuata con il silicone in corrispondenza della mezzeria del telaio stesso;

b) la sigillatura in corrispondenza dell’aletta di battuta interna;

• la messa a piombo e il fissaggio del telaio, secondo:

a) l’esecuzione del centraggio e delle eventuali correzioni applicative del monoblocco;

b) il fissaggio del telaio della finestra e della persiana, mediante turbovite (in accordo alla determinazione degli interassi), in corrispondenza dei cardini di supporto, delle cerniere e degli incontri della finestra;

• la realizzazione del giunto di compensazione tra il monoblocco e il vano murario, secondo la schiumatura per l’isolamento della fuga interna e l’utilizzo del fondo giunto come base per il cordolo di silicone esterno;

• la sigillatura esterna sul davanzale (figura 5).

L’applicazione dei serramenti per la ristrutturazione
Le procedure di ristrutturazione dei serramenti comportano l’adattamento alla situazione esistente, analizzata in fase di progettazione e verificata sul cantiere all’atto dell’installazione. In generale, attraverso le valutazioni preliminari sullo stato del serramento esistente, l’applicazione del nuovo serramento sull’infisso esistente può essere effettuata a condizione che questo sia in grado di supportarlo e che siano verificati i contenuti rispetto:

• alla salubrità (senza zone marce o tarlate) e la compattezza del legno;

• alla solidità del fissaggio del telaio alla muratura;

• alla necessità della rimozione, per applicare il nuovo serramento alla muratura, dai quattro lati oppure solo dal lato inferiore per realizzare la parte piana sul davanzale.

Inoltre, gli interventi su telaio esistente riguardano:

• la sigillatura della giunzione verso la muratura per garantire la tenuta all’aria e all’acqua;

• l’eliminazione, mediante abrasione, della vernice non aderente prima di applicare gli eventuali cordoni di tenuta;

• l’otturazione dei fori di drenaggio dell’acqua mediante silicone (figura 6).

L’installazione del nuovo telaio comprende, nello specifico:

• la procedura di spessoramento, in corrispondenza dei punti di ancoraggio alla muratura, in modo che l’appoggio del nuovo telaio sulla struttura esistente sia eseguito per evitare le deformazioni durante la fase di applicazione;

• la procedura di regolazione mediante gli appositi spessori, in modo da garantire il filo a piombo e il livello prima del fissaggio definitivo;

• la procedura di fissaggio, mediante l’utilizzo delle viti collegate sia sul telaio esistente, sia sulla muratura (perforata con una punta del diametro di 6 mm);

• la rifinitura esterna, secondo: l’esecuzione dei fori di areazione sui profili di rifinitura scatolati (usati per la coprifilatura esterna), al fine di evitare le deformazioni dovute all’irraggiamento solare, e il fissaggio dei profili senza mezzi meccanici (come, per esempio, le viti), ma tramite l’uso del silicone (figura 7).

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