Guida alla posa di oscuranti e cassonetti

Attraverso una spiegazione, sintetica e operativa, verranno esaminate le principali modalità di montaggio, di interfaccia e di ausilio dei materiali e dei dispositivi di connessione per la posa e per la gestione esecutiva di oscuranti e cassonetti

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Le chiusure oscuranti da fissare tramite i cardini direttamente alla muratura richiedono che le bandelle (quali squadre d’angolo o intermedie) siano ancorate alle ante in corrispondenza del rinforzo metallico del profilo principale, conferendo al serramento l’idonea stabilità strutturale. Invece, nel caso delle chiusure oscuranti ancorate alla muratura, per il montaggio a filo muro esterno, o tramite il telaio per l’imbotte, la geometria del rinforzo abbinato a questi profili permette di realizzare l’installazione del serramento in modo agevole. Il cardine della persiana è ancorato sui telai in corrispondenza della parete metallica del rinforzo interno, determinando i caratteri della stabilità funzionale e strutturale. Questo, nel richiamo alle indicazioni relative alle fasi di assemblaggio, di montaggio sul vano murario e di manutenzione definite per le finestre, osservando:

  • l’utilizzo della dima per la foratura rivolta al fissaggio del telaio alla muratura (per fori di dimensioni pari a Ø = 6÷8÷10÷14 mm);
  • la sigillatura della battuta esterna del telaio sul perimetro di contatto con il muro, mediante l’inserimento della guarnizione nella cava apposita;
  • l’utilizzo dell’ancorante chimico per i cardini a muro (con l’eventuale bussola da impiegare nel caso di vano murario realizzato con mattoni forati);
  • l’utilizzo del sigillante siliconico neutro, per l’installazione del telaio;
  • l’utilizzo del sigillante acrilico con finitura liscia e granulare, per l’installazione del telaio;
  • l’utilizzo della schiuma poliuretanica mono-componente (consigliata per il ridotto volume di espansione, al fine di evitare la deformazione del telaio della chiusura oscurante) e della pistola con cannula per l’applicazione verso i giunti tra il telaio della chiusura oscurante e del muro.

La disposizione dei punti di ancoraggio degli oscuranti
La realizzazione della posa in opera delle chiusure oscuranti considera:

  • le procedure di fissaggio tali da consentire le dilatazioni termiche dei profili;
  • la disposizione dei punti di ancoraggio del telaio al muro (mediante i tasselli, le viti e le zanche) secondo la collocazione a determinate dimensioni di interasse (pari alla quota inferiore a 60 cm) e dagli angoli del telaio (pari alla quota di 15 cm);
  • la disposizione dei profili piatti o angolari all’esterno, senza il fissaggio rigido poiché le dilatazioni termiche possono provocare le ondulazioni sui profili;
  • le dilatazioni dei profili colorati sotto l’incidenza dell’irraggiamento solare, di entità superiore rispetto al caso dei profili bianchi.

Il sistema di fissaggio con cardini a muro degli oscuranti
L’installazione diretta delle chiusure oscuranti sul vano murario assume una serie di operazioni e di verifiche, quali:

  • la disposizione preliminare delle ante, secondo il controllo della verticalità (attraverso la messa a piombo) e della complanarità rispetto al muro, mediante l’utilizzo degli spessori o dei distanziatori rivolti a ripartire la luce necessaria alla loro movimentazione lungo il perimetro (per la quota pari a circa 5 cm);
  • la disposizione delle ante a molteplici battenti, rispetto alla collocazione “aperta” a livello superiore, secondo il controllo dell’ortogonalità reciproca e rispetto alle spalle del vano murario, in modo che la distanza reciproca tra esse sia maggiore in corrispondenza del lato superiore (per esempio, per una chiusura oscurante a due battenti si osserva la posizione aperta superiore pari a 8 mm e la posizione aperta inferiore a 6 mm). Questo, al fine di esaminare l’assestamento delle ante in seguito all’installazione (figura 1);
  • la disposizione esatta dovuta al fissaggio delle bandelle alle ante (in collocazione d’angolo o intermedia), che ordinano l’esecuzione dei fori per l’inserimento dei cardini a muro (tramite apposita dima, tale da determinare l’inclinazione dei fori e l’esatta distanza tra le bandelle e i cardini);
  • l’esecuzione della pulizia o del lavaggio dei fori (per le dimensioni pari a Ø = 14÷16 mm), in seguito alla verifica oggettiva dell’allineamento con i cardini, al fine di depurarli dalle polveri e dai residui della foratura;
  • l’iniezione della resina per mezzo della apposita pistola (e della eventuale bussola);
  • l’inserimento dei cardini (di dimensioni pari a Ø = 10÷12 mm) con il montaggio del pernio;
  • il bloccaggio del sistema (composto dalle bandelle, dai cardini e dai perni), per mezzo del nastro adesivo, in attesa dei tempi di maturazione dell’ancorante chimico (variabili in funzione della temperatura e del grado di umidità ambientale);
  • l’apertura e l’installazione degli accessori di bloccaggio delle ante al vano murario (mediante i perni di ancoraggio dell’asta di chiusura, i dispositivi ferma-ante), in seguito alla maturazione dell’ancorante chimico (figura 2).

Il sistema di fissaggio con telaio e su telaio finestra degli oscuranti
L’installazione del telaio delle chiusure oscuranti sul vano murario assume l’utilizzo delle viti di fissaggio a tutto filetto, al fine di assicurare, come nel caso della finestra, la stabilità per gli interventi sia di nuova costruzione sia di riqualificazione, considerando le procedure di:

  • pre-foratura del telaio (in fase di produzione);
  • centratura e di messa a piombo del telaio nel vano;
  • avvitamento in modo uniforme e senza tensione (mediante l’uso degli avvitatori con limitatore di coppia).

L’installazione del telaio della chiusura oscurante sul vano murario, nel caso di fissaggio con il sistema monoblocco e con il telaio della finestra, riguarda, nello specifico l’applicazione del monoblocco in battuta e l’applicazione del serramento in luce e del telaio dell’oscurante a filo esterno muro.

La posa delle chiusure oscuranti di elevate dimensioni, come nel caso delle persiane a tre o a quattro ante, prevede l’applicazione di un dispositivo rivolto a invitare il battente nella fase di chiusura e a sostenerne il carico: tale dispositivo è composto da una sfera in nylon con struttura di supporto in acciaio inox, inserita a incastro all’interno di un foro praticato nella parte sottostante del battente, con la funzione di supportare il peso dell’anta nella posizione di chiusura per mezzo dell’appoggio sulla soglia. Inoltre, al fine di supportare il carico dell’anta anche nella posizione di completa apertura è opportuno applicare una piccola mensola di sostegno laterale in corrispondenza della sfera.

La costituzione dei cassonetti
La costituzione dei cassonetti (ad esempio, in polistirene) è rivolta a garantire le condizioni di isolamento termico e acustico, attraverso la configurazione fisica espansa a cellula chiusa, stabile, solida e leggera, autoestinguente ad alta densità (secondo il peso specifico pari a 30÷35 Kg/m3). I profili in polistirene per i cassonetti, prodotti in fusione, sono dotati di un’armatura elettrosaldata in acciaio zincato (di dimensione pari a Ø = 4 mm, con passo pari a 250 mm) e da due profili inferiori di supporto in alluminio (con sp. = 10/10). La formulazione geometrica ed esecutiva è realizzata:

  • dalla sezione superiore sagomata mediante degli incavi a forma di “coda di rondine”, per favorire l’aggancio all’architrave;
  • dalle superfici laterali porta-intonaco, caratterizzate da diverse finiture materiche, quali:
  1. a) il polistirene ad aderenza migliorata, per cui le superfici laterali risultano dotate di bassorilievi circolari (di dimensione pari a Ø = 12 mm) finalizzati a migliorare l’aggrappaggio dell’intonaco;
  2. b) la malta cementizia, arricchita in forma grezza;
  3. c) la fibra di legno, prodotta in pannelli costituiti da un impasto di fibre di legno miste a malta cementizia;
  4. d) il laterizio, prodotto in forma di lastre rese solidali con la struttura del cassonetto nella fase di espansione del polistirene (figura 3).

La costruzione del cassonetto dotato di lamiera si delinea rispetto all’applicazione nei confronti delle murature con veletta o con cortina esterna di rivestimento, rilevando l’impiego per le opere di ristrutturazione o per la sostituzione dei cassonetti realizzati con sistemi tradizionali. La composizione dei cassonetti con le superfici in lamiera assume:

  • la chiusura laterale tramite due pannelli di testata in materiale plastico oppure, per casi particolari, in multistrato di legno, sui quali si montano gli accessori per la manovra;
  • il fissaggio degli accessori ai pannelli laterali (per mezzo di bulloni zincati), dotati di zanche esterne rinforzate rivolte all’ancoraggio alla muratura;
  • l’alloggiamento del rullo zincato all’interno del cassonetto, per l’avvolgimento dell’oscurante. Il rullo è corredato, da un lato, da una calotta e, dal lato opposto, dalla puleggia in ABS (per la manovra a cinghia) o da un altro sistema di manovra;
  • le due guide cielino, fissate ai profili in alluminio di supporto;
  • una rete in fibra di vetro, fissata alle estremità delle superfici del cassonetto, per permettere l’adesione dell’intonaco ed evitarne le fessurazioni;
  • il supporto per la guida della cinghia, fissato sulla superficie interna.

3 Definizione fisica, materica ed esecutiva dei cassonetti: configurazione espansa a cellula chiusa, autoestinguente ad alta densità, e produzione in fusione

I sistemi di chiusura dei cassonetti
Il sistema di chiusura del cassonetto riguarda la soluzione da adottare per chiudere la parte inferiore, finalizzata:

  • all’ispezione interna del cassonetto;
  • all’inserimento della tapparella;
  • alla manutenzione e/o la sostituzione della tapparella.

Le soluzioni adottabili si articolano rispetto al sistema a scorrere, al sistema a tampone e al sistema a incastro. Il sistema a scorrere si applica nel caso della disposizione dell’infisso verso l’esterno ed è costituito:

  • dal pannello scorrevole su due binari laterali, fissati nella parte inferiore del cassonetto;
  • dal cielino, che culmina su un profilo di battuta posto sul serramento;
  • dalle procedure di apertura del cassonetto con la rimozione delle viti di bloccaggio e lo scorrimento del cielino.

Il sistema a tampone si applica nel caso della disposizione dell’infisso sia verso l’esterno, sia verso il filo interno, ed è costituito:

  • da un pannello fissato al profilo di supporto del cassonetto (tramite viti);
  • dalle procedure di apertura del cassonetto con la rimozione delle viti di bloccaggio.

Il sistema a incastro si applica nel caso della disposizione dell’infisso verso il filo interno, ed è costituito:

  • da un pannello inserito, a scatto, nel profilo di supporto del cassonetto;
  • dalle procedure di apertura del cassonetto con lo scorrimento del cielino.

Le modalità di costruzione dei cassonetti (che occorre accatastare, per tipologia e dimensione, su piani livellati e al riparo delle intemperie, in particolare dall’azione del vento) prevedono:

  • la preparazione del vano nella quota incrementata (pari a 4÷6 cm per lato), da riempire con cemento;
  • l’esecuzione in opera dopo l’elevazione dei muri perimetrali, rispetto a:
  1. a) l’apertura non superiore a 80÷120 cm, attraverso la disposizione nella propria sede mediante il fissaggio delle zanche di tenuta (inserite nei tasselli di testata con il cemento);
  2. b) l’apertura superiore a 80÷120 cm, attraverso l’ausilio di molteplici puntelli per evitare le flessioni al centro (figura 4).
cassonetti

4 Costruzione dei cassonetti: preparazione del vano nella quota incrementata, da riempire con cemento, ed esecuzione in opera dopo l’elevazione dei muri perimetrali

Le procedure di montaggio dei cassonetti
L’applicazione del cassonetto prima delle travi e dei solai comporta la necessità di eseguire dei puntelli e di realizzare, nella parte superiore, un architrave (di dimensione pari a 6÷10 cm) opportunamente armato e agganciato alla gabbia in acciaio del cassonetto. Oltre alle tecniche di fissaggio, le soluzioni idonee all’ancoraggio del cassonetto di elevate dimensioni consistono nell’applicazione delle staffe (applicate a interasse pari a 80÷100 cm), bloccate alle strutture in cemento armato o al solaio per mezzo dei tasselli idonei (figura 5). I cassonetti di tipologia a “L” necessitano l’applicazione di una piastra di acciaio all’interno, prevedendone il sostegno con i puntelli fino alla perfetta tenuta delle strutture. Questa tipologia, nel caso di integrazione tramite il supporto in lamiera zincata, comporta:

  • la disposizione con la parte in lamiera a ridosso della veletta esterna;
  • l’applicazione del rinzaffo con sabbia e cemento prima di procedere con l’esecuzione degli intonaci;
  • l’applicazione trasversale di una fascia di rete di fibre di vetro, in seguito alla prima mano di intonaco, al fine di evitare eventuali fessurazioni dovute all’assestamento delle pareti.

La costruzione dei cassonetti per la quota geometrica fino a 1,50 m comprende due fasi.

La prima fase comporta:

  • l’apertura delle zanche laterali di tenuta;
  • la disposizione del cassonetto a livello, in entrambi i sensi, nella sede prevista;
  • il blocco laterale del cassonetto e delle zanche, mediante l’ausilio di malta cementizia, affinché sia effettuato il collegamento con la muratura.

La prima fase comporta:

  • l’applicazione di una mano di malta cementizia per realizzare l’adesione alla muratura delle reti in fibra di vetro predisposte sugli appoggi laterali del cassonetto;
  • l’applicazione della rete in fibra di vetro sulla superficie totale del cassonetto, oltre il perimetro per la quota pari a 15 cm (figura 6).

La costruzione dei cassonetti per la quota geometrica superiore a 1,50 m comporta:

  • l’ancoraggio del puntello alla struttura portante;
  • l’applicazione della rete in fibra di vetro sulla superficie totale del cassonetto (oltre il perimetro per la quota pari a 15 cm).

Le procedure di esecuzione del cassonetto rilevano:

  • l’ancoraggio con la piastra interna, prevedendo di ancorare la spalletta superiore del cassonetto alla muratura con l’ausilio di una piastra di metallo (di dimensioni pari a circa 10 ´ 20 cm), avvitata tramite tassellatura;
  • l’ancoraggio delle spallette esterne del cassonetto alla muratura, mediante le staffe o i tiranti, prevedendo l’avvitatura al profilo di supporto in alluminio e il fissaggio alla struttura tramite tassellatura;
  • l’ancoraggio con l’aggancio all’armatura, nel caso in cui il cassonetto sia posizionato prima del getto delle travi e/o dei solai, prevedendo il puntellamento e l’aggancio, nella parte superiore, all’armatura dell’architrave mediante le staffe.
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