KokaiStudios: China living

Artigianalità, ispirazione orientale ed eleganza italiana firmano i progetti di KokaiStudios

Composto da pannelli fissi e scorrevoli, il sistema Koan disegnato da KokaiStudios per Lualdi unisce la luce di vetro e alluminio al calore del legno. La combinazione di listelli verticali, che si alternano su lunghezze variabili, crea un gioco visivo con il pannello vetrato che offre allo sguardo un ritaglio dello spazio oltre la porta. Le finiture spaziano dal rovere naturale al moka e nero fossile, al frassino bianco spazzolato, al caldo noce canaletto o al teak. Per i vetri vengono privilegiate soluzioni eleganti, come il grigio satinato, il bronzo trasparente o riflettente oppure le versioni trasparenti

«Le nostre sono architetture sociali. Progetti pensati con l’obiettivo di aggiungere elementi positivi all’ambiente costruito e al tessuto sociale delle città e dei Paesi in cui sono inseriti» spiega Filippo Gabbiani, titolare di KokaiStudios insieme ad Andrea Destefanis. Due architetti italiani che, quasi vent’anni fa, sono partiti alla volta della Cina senza più fare ritorno. Oggi si occupano di architettura e interni, che amano vestire con arredi, complementi e luci disegnati seguendo l’ispirazione del progetto.

Da Venezia a Shangai. Perché questa scelta?
Abbiamo sempre avuto una grande passione per la Cina, così quando nel 2002 siamo stati invitati da un cliente con base a Hong Kong per sviluppare un progetto di restauro sul Bond (lungofiume) di Shangai, abbiamo colto al volo l’occasione e ci siamo traferiti. È stata la scelta giusta: il mercato orientale è molto dinamico e offre molte opportunità. All’inizio ci occupavamo di progetti nell’area del Pacifico, ma oggi lavoriamo in tutto il mondo.

Definite il vostro approccio al progetto “out of the box”? Cosa significa?
I nostri progetti sono orizzontali, aperti alla partecipazione di tutti i componenti del nostro team. Il nostro scopo è creare innovazioni e lo perseguiamo “decostruendo” il progetto seguendo approcci diversi, quindi idee di persone diverse, per rompere le regole costituite. Il nostro studio è come un laboratorio rinascimentale, dove operano professionisti di culture ed esperienze molto dissimili per rompere la ripetizione e creare sempre soluzioni nuove.

Lo studio ha sede a Shangai, ma molto vicino al design Made in Italy. Come è nata la collaborazione con Lualdi?
Conosco personalmente Alberto Lualdi da molto tempo e sono un grande ammiratore dei prodotti dell’azienda che, da tempo, cerco di portare nel mercato cinese. L’occasione è arrivata grazie a China Resources per cui nel 2010 avevamo progettato The House of the Tree, che ha avuto un grande successo. Nel nuovo progetto Ruifu Residence Tower Shenzhen Bay ci sono residenze di lusso per le quali abbiamo studiato soluzioni customizzate in partnership con aziende italiane: Boffi per la cucina e Zucchetti per il bagno e un sistema rivoluzionario di illuminazione in collaborazione con Viabizzuno. Con Lualdi abbiamo progettato le partizioni scorrevoli e fisse Koan, una soluzione che avrà un ruolo molto importante e che sarà un simbolo estetico del progetto.

A cosa si ispira il sistema Koan?
Queste partizioni rappresentano la perfetta coesione tra tecnologia e tradizione. Il design ispirato alle geometrie dell’Asia si combina, infatti, con la matericità tipicamente occidentale, che miscela sapientemente legno, alluminio e vetro customizzati per Lualdi. Oltre alla quercia, stiamo studiando il ciliegio e il legno di rosa, sempre con verniciature italiane. Il legno viene sottoposto a un trattamento di lavaggio che gli conferisce un colore grigio, quindi decapato e infine sbiancato con un particolare olio profumato, molto simile a quello a semi di lino cotto. Il risultato è un prodotto dal design che coinvolge tutti i sensi, anche l’olfatto e il tatto, dove l’artigianalità è importante.

Sono state studiate soluzioni tecniche particolari?
Koan si inserisce in diversi contesti, anche nel bagno. Per questo ambiente abbiamo previsto vetri speciali con specchi degradanti, ovvero con una parte a specchio e una trasparente. Una soluzione multifunzionale che trasmette luce, disponibile tra i vetri opzionabili e non solo per gli appartamenti della Ruifu Residence Tower Shenzhen Bay.

“Creiamo innovazione decostruendo il progetto seguendo idee diverse, per rompere le regole costituite” Filippo Gabbiani

Quali materiali predilige?
Ho una grande passione per il legno ma anche per il metallo, entrambi con trattamenti artigianali. Nei progetti mi piace inserire anche materiali sperimentali, come speciali resine per superfici traslucide, Corian scavato in tre dimensioni, laminati particolari o tessuti insoliti.

E qual è invece il suo rapporto con il colore?
Sono di origini veneziane. La mia famiglia possiede un’azienda per lavorazione del vetro di Murano, una produzione di forte artigianalità. Sono nato tra i colori, che da sempre sono una parte fondamentale nei progetti. Il rosso è la mia grande passione, ma li amo tutti, soprattutto quelli decisi.

Esiste una porta ideale?
La mia porta ideale è la Rasomuro di Lualdi. Una porta lineare che può scomparire ed essere rivestita esattamente come la parete.

E la maniglia?
La maniglia è importantissima, perché è l’elemento di interfaccia fisica con cui siamo a contatto per aprire e chiudere. L’abbinamento, quindi, deve essere studiato con attenzione. In alcuni progetti, per esempio, abbiamo optato per porte semplici e molto lineari caratterizzate da maniglie particolari e originali. La maniglia di Koan è stata studiata appositamente attraverso una collaborazione con Valli&Valli.

In Oriente quali sono i gusti e tendenze in atto nel mercato delle porte?
Le porte in genere sono lineari. La manodopera non è molto specializzata, quindi preferiamo non creare difficoltà in fase di produzione. In qualche caso, però, riusciamo a realizzare porte di grande qualità ed effetto estetico: per esempio, le partizioni disegnate per il ristorante dell’Hotel Four Seasons a Kyoto (Giappone) sono notevoli per finitura e dimensioni (l’altezza arriva a sei metri, ndr). Altra soluzione interessante è il cancello realizzato per l’atelier di alta moda Grace Chen di Shangai: nonostante il peso di sei tonnellate si muove con un dito grazie al perfetto bilanciamento.

Porterhouse by Laris è un’elegante steakhouse di Hong Kong, posta all’interno della California Tower e guidata dallo chef David Laris. La sala principale ha un soffitto alto sei metri che, grazie a una scultura in specchio, ottone e legno grigio, crea un effetto tridimensionale (Foto Edmon Leong)

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