Molto più di una biblioteca

Biblioteca P.M. Beghi, Atelier(s) Alfonso Femia

La disposizione delle vetrate gioca un ruolo importante nella climatizzazione del nuovo polo culturale P.M. Beghi di La Spezia

Alfonso Femia

Il nuovo volume sospeso è sorretto da una serie di colonne di diametro e rivestimento diversi che accompagnano l’ingresso alle porte vetrate della biblioteca

Definirla una biblioteca sarebbe riduttivo. È uno spazio di incontro, cultura e comunicazione quello che ha preso il posto di un’area inutilizzata, un tempo occupata dall’azienda di trasporti spezzina. L’edificio originale è un palazzo del diciannovesimo secolo, nato come centrale termoelettrica a carbone per l’alimentazione delle linee tranviarie, e conserva un imponente doppio fronte, con copertura a capanna e due timpani in stile industriale dalla grande superficie vetrata. Di fronte alla struttura, così deliziosamente ottocentesca, la decisione di non intaccare gli esterni è stata d’obbligo.

I progettisti dello studio Alfonso Femia con 5+1AA, infatti, hanno preferito concentrarsi sulla trasformazione totale degli spazi interni e sulla realizzazione di un nuovo volume, che non intacca la struttura ma si aggiunge a uno dei fronti. La costruzione recente ha la forma di un parallelepipedo con il fronte vetrato, retto da una schiera di pilastri in CLS e acciaio, mentre la struttura è in carpenteria metallica rivestita con una muratura a secco in cartongesso da esterni. Con la sua mole sospesa, il volume recente copre e protegge lo spazio antistante, che è diventato il nuovo ingresso ufficiale dell’edificio dedicato a P.M. Beghi.

L’edificio originale, imponente e di chiara impronta industriale, ha ampie vetrate lungo tutti i prospetti

Gli interni del complesso originario sono divisi in un piano terra e un primo piano soppalcato, da cui si allunga il corpo sospeso, e racchiudono un auditorium, un’area di lettura per i bambini, una caffetteria, spazi per corsi informatici, uffici, ma anche locali di archivio e sale destinate alla consultazione dei libri. Negli interni c’è spazio anche per l’archivio storico dell’Istituto spezzino per la Storia della Resistenza e dell’Età contemporanea.

Una vista della grande sala interna, inondata di luce che filtra dalle aperture originarie. I profili sono in acciaio verniciato con un design studiato appositamente per le costruzioni dell’Ottocento

Le ampie superfici vetrate dell’edificio rendono subito evidente che gli elementi principali del progetto sono l’aria e la luce: la luminosità naturale inonda gli interni, entrando dai finestroni originali del capannone, dai lucernai e dai tagli trasparenti al colmo del tetto. Le ampie vetrate, così come le finestre più piccole, sono in acciaio con un design studiato dal produttore appositamente per la sostituzione dei serramenti impiegati dall’Ottocento fino a metà del secolo scorso. I profili snelli smaterializzano le pareti e permettono grande libertà nel disegno del serramento. Si tratta di tamponamenti costituiti da profilati in tubolare di acciaio verniciati, totalmente apribili, con elementi light-shelf che controllano la quantità luminosa che penetra nell’edificio. L’isolamento termoacustico è garantito da una vetrocamera realizzata con vetri stratificati 6+6.2 e molati filo lucido.

Una costellazione di lampade a sospensione di Guzzini garantisce l’illuminazione notturna

La costruzione è pensata per essere quasi del tutto autosufficiente. In particolare, la climatizzazione e l’illuminazione sono studiate per limitare al massimo i consumi e avvicinarsi alla soglia di “emissioni zero”. In particolare, il raffrescamento della libreria è stato studiato in modo approfondito basandosi sul principio di Bernoulli-Venturi, il cosiddetto effetto camino: le vetrate sono dotate di aperture ubicate nell’estremità superiore e in quella inferiore, così l’aria entrando nell’edificio e surriscaldandosi esce dai lucernari in copertura, favorendo l’ingresso di nuova aria fresca dall’esterno, in un ciclo continuo.

Questa soluzione green, ampiamente adottata nelle stagioni di mezzo, viene abbandonata solo nei mesi più caldi, a favore di un sistema di climatizzazione tradizionale. In inverno, invece, le aperture negli infissi vengono chiuse per favorire l’effetto serra e apportare calore gratuitamente fornito dal sole. La luce gioca un ruolo fondamentale non solo di giorno, ma anche di notte, quando il nuovo volume spicca luminoso nella facciata, confermando la suggestione del passaggio dall’architettura antica a quella contemporanea.

Foto di Luc Boegly e S. Anzini

BIBLIOTECA P.M. BEGHI  
Dove: La Spezia
Progetto architettonico: Alfonso Femia con 5+1AA oggi Atelier(s) Alfonso Femia
Architetto mandatario: Alfonso Femia
Coordinamento: Simonetta Cenci
Responsabile di progetto: Luca Bonsignorio, Stefania Bracco, Simonetta Cenci, Ilaria Sisto
Collaboratori: Roxana Carugar, Daniela Checchin, Gianmatteo Ferlin, Michele Nicastro
Direzione lavori: Comune di La Spezia
Impresa costruttrice: ATI, composta dal Consorzio CFC (Reggio Emilia) e NEC (La Spezia)
Impianti: Benetti Palmino (La Spezia) e AD Impianti elettrici di Andrea Devoto (La Spezia)
Carpenteria: Bonaldi (Lucca)
Superficie totale: 1.746 metri quadrati
SERRAMENTI
Finestre: in acciaio verniciato, modello OS2 di Secco Sistemi, installate da Effegieffe (Brescia)
Vetri: forniti da Effegieffe
Porte esterne: tamponamenti costituiti da profilati in tubolare di acciaio verniciati RAL, con vetrocamera a vetro chiaro, forniti da Effegieffe
Porte interne: filomuro di Garofoli
Pareti mobili: in alluminio satinato e vetro extrachiaro, fornite da Effegieffe

Una vista della sala lettura al piano terra. Lungo la falda del tetto sono stati ricavati dei lucernari completamente apribili per il ricambio dell’aria

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