Cassonetto da manuale

cassonetto

L’elaborazione e l’applicazione dei cassonetti di tipo evoluto considera le soluzioni da adottare per chiudere la parte inferiore, finalizzata all’ispezione interna del cassonetto, all’inserimento del dispositivo oscurante e alla relativa manutenzione e/o sostituzione. Le soluzioni adottabili si articolano rispetto al sistema a scorrere, al sistema a tampone e al sistema a incastro. Il sistema a scorrere si applica nel caso della disposizione dell’infisso verso l’esterno, ed è costituito:

  • dal pannello scorrevole su due binari laterali, fissati nella parte inferiore del cassonetto;
  • dal celino, che culmina su un profilo di battuta posto sul serramento;
  • dalle procedure di apertura del cassonetto con la rimozione delle viti di bloccaggio e lo scorrimento del celino.

Il sistema a tampone si applica nel caso della disposizione dell’infisso sia verso l’esterno, sia verso il filo interno, ed è costituito dal pannello fissato al profilo di supporto del cassonetto (tramite viti) e dalle procedure di apertura del cassonetto con la rimozione delle viti di bloccaggio. Il sistema a incastro si applica nel caso della disposizione dell’infisso verso il filo interno, ed è costituito dal pannello inserito, a scatto, nel profilo di supporto del cassonetto, e dalle procedure di apertura del cassonetto con lo scorrimento del celino.

L’applicazione del cassonetto
Le modalità di applicazione evoluta dei cassonetti osservano i criteri di integrazione all’interno della superficie di facciata, in modo combinato all’adattabilità nei confronti dei fori e all’innesto dei dispositivi di motorizzazione. I contenuti relativi all’isolamento termico osservano l’evoluzione attuativa sancita, principalmente, mediante la Normativa per il Risparmio Energetico in Edilizia EnEV 2006 adottata in Germania (laddove i costruttori di cassonetti e l’associazione dei produttori di avvolgibili hanno generato un nuovo marchio abbinato all’EnEV, che garantisce il calcolo che comprende il solaio, il cassonetto e il serramento).

L’applicazione termoisolante, per esempio, considera l’inclusione di materiale tipo Styropor EPS ignifugo (classe B1, in accordo alla Norma DIN 4102), privo di sostanze nocive (in accordo alla Norma DIN 18164), rinforzato con doppia lamiera grecata (inglobata nelle pareti esterne; spessore 10/10) e dotata dell’aggrappante mineralizzato per l’ancoraggio della rasatura a intonaco; sulla parte superiore si rilevano le fresature (nel tipo a “coda di rondine”) che assicurano gli ancoraggi al getto in cls. Inoltre, la tipologia (per le dimensioni di base pari a b = 240÷400 mm, h = 250÷300 mm) accoglie le basette di appoggio del cassonetto (in ABS) e isolate internamente, con supporti regolabili per il rullo e completi di cuscinetti a sfera. La tipologia si conforma alla possibilità esecutiva della sezione a “H” per l’inserimento delle travi ribassate e nel caso di ristrutturazione edilizia (figura 1).

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1 Tipologia esecutiva di cassonetto con serramento a filo muro interno (soluzione Tecno Therm Platinum portante, produzione Tecno-Haus)

La composizione di cassonetti e interfacce prefabbricati
Le opere di ristrutturazione dei cassonetti si rivolgono, principalmente, all’incremento della funzionalità rispetto ai rischi di formazione di muffa, alla perdita delle proprietà termo e fonoisolanti, di tenuta sia all’aria sia all’acqua, con ripercussioni agli effetti della certificazione energetica. L’intervento comprende, una volta stabiliti la lunghezza di sviluppo e lo spessore di isolamento, il fissaggio del sistema isolante nel vano cassonetto esistente: il materiale isolante (per esempio, costituito dalla pannellatura scanalata in Neopor, con barriera al vapore all’esterno) è tagliabile a misura (ponendo attenzione al passaggio cinghia o al cavo motore). L’inserimento, nello specifico, richiede una battuta all’architrave e al di sopra dell’infisso, il taglio a misura e l’applicazione dei pannelli di giunta, il fissaggio dei pannelli (mediante un morsetto a espansione) e la resa a tenuta con schiuma di montaggio a bassa espansione alla battuta e nelle zone di giunzione. Nel caso della ristrutturazione per avvolgibili esistenti con pannello di copertura sul lato locale, si prevede l’applicazione per due componenti realizzati dal pannello isolante e dalla base rigida per il pianale del cassonetto (figura 2).

In particolare, le specificità dei cassonetti in legno (di tipo truciolare, impiallacciato in essenza) riguardano la messa a punto mediante la determinazione degli spessori dei pannelli, superiore, inferiore e laterali (spessore di 20 mm), la definizione del pannello frontalino incorniciato con guarnizione (spessore di 10 mm), del frontalino asportabile e della coibentazione sul frontale o sul laterale (figura 3).

La costante ricerca intorno alle prestazioni relative all’isolamento termico e acustico, negli interventi sia di nuova costruzione sia di ristrutturazione, si concentra sulla proposizione di cassonetti prefabbricati composti dal corpo in polistirolo ad alta densità, rinforzato con gabbia in acciaio elettrosaldata, dai pannelli per l’ancoraggio dell’intonaco e dai profili in alluminio con bordi sporgenti a supporto della finitura a intonaco o altro. Questo conduce alle procedure produttive ed esecutive orientate ad agevolare le fasi di montaggio, le possibilità di ancoraggio al cordolo in cls attraverso la gabbia in acciaio (formante il corpo del cassonetto), la stabilità dimensionale nei collegamenti con la muratura, il montaggio con gli avvolgibili già inseriti nel cassonetto, le finiture ai contorni dei serramenti (figura 4). Nello specifico, l’applicazione dei cassonetti prefabbricati termoisolanti su muratura o spalle monoblocco si determina nel riferimento alla luce architettonica del foro, osservando la posizione della puleggia o del motore rispetto ai lati (figura 5).

Esecuzione e funzionamento dei cassonetti di tipo evoluto
Lo studio delle procedure di integrazione dei cassonetti verso le varie tipologie di chiusure verticali esterne, secondo le modalità di predisposizione nei confronti dell’alloggiamento di differenti sistemi oscuranti (fino agli avvolgibili a lamelle orientabili o di sicurezza, ai frangisole e alle tende oscuranti), considera i caratteri costitutivi e funzionali dei componenti prefabbricati. L’applicazione dei cassonetti prefabbricati osserva sia l’installazione a inizio lavori, che prevede la posa in opera in cantiere e il fissaggio sulla muratura grezza mediante le zanche (posizionate sui tappi laterali), i tasselli e, dove necessario, le staffe di rinforzo, sia l’installazione per gli interventi di ristrutturazione, raccordando il prodotto con le murature preesistenti. La versatilità che caratterizza la tipologia prefabbricata si delinea sull’utilizzo del polistirene espanso, dotato dell’armatura elettrosaldata in acciaio zincato (spessore di 4 mm, con passo pari a 250 mm) e di due profili inferiori in alluminio, predisposti rispetto alle esigenze di ispezione: i rinforzi si inseriscono mediante un’unica fusione, nella fase di espansione del polistirene, conferendo al prodotto la composizione stabile, solida e leggera. Le superfici laterali, sulle quali generalmente si aggrappa l’intonaco, possono accogliere diverse finiture quali il polistirene ad aderenza migliorata (tramite una serie di bassorilievi laterali a forma di prisma), la malta cementizia (arricchita con aggrappante per l’intonaco), la fibra di legno (Eraclit) e il laterizio.

Durante la fase progettuale si identifica la tipologia di cassonetto adatta alle specifiche esigenze in funzione di differenti fattori quali la dimensione e lo spessore della muratura di inserimento, il sistema oscurante alloggiato al suo interno, le prestazioni termo-acustiche, la posizione e tipologia di infisso e della zanzariera. Inoltre, durante la fase progettuale si valuta la possibilità di ispezione al fine di poter intervenire al suo interno in fase di montaggio (e di eventuale manutenzione) del sistema oscurante. La modalità di ispezione più consolidata, sia interna (con l’infisso vicino alla guida avvolgibile), sia esterna (quando l’infisso si colloca a filo muro interno e tra esso e la guida avvolgibile si pone lo spazio, nell’intradosso, del vano finestra), permette l’accesso dalla parte inferiore del cassonetto e si avvale della possibile applicazione:

  • della tipologia di celino a scorrere, che consente di ispezionare il cassonetto dagli spazi interni ed è costituito da un pannello (generalmente, costituito in MDF nobilitato) che scorre tra due guide, dotato di profilo frontale in PVC che serve come elemento di presa e movimentazione dello stesso. Talvolta si prevede un profilo di battuta sull’infisso per migliorare l’impermeabilità all’aria del sistema;
  • della tipologia di celino a tampone (nella quale rientra anche il celino brandeggiante), fissato nella parte inferiore del cassonetto, tra l’infisso e la guida avvolgibile, che consente migliori prestazioni termiche (figura 6);
  • delle cui soluzioni possono essere coibentate tramite un pannello in EPS (spessore di 20 mm).

In casi particolari, in cui non sia possibile accedere al cassonetto dalla parte inferiore (per esempio, per la mancanza di spazio), si dispone il sistema di apertura frontale costituito da un vano rettangolare sul fianco interno del cassonetto, ispezionabile rimuovendo un pannello, costituito in MDF pretrattato per la verniciatura e coibentato con il polistirene espanso.

6 Esecuzione di cassonetto con celino brandeggiante e infisso a filo muro interno assemblato su muratura (soluzione Meta, produzione Edilcass)

Costruzione e connessione delle tipologie monoblocco
La disposizione della tipologia monoblocco accoglie, nello scenario contemporaneo di tipo evoluto, la realizzazione termoisolante completa sul piano esterno rispetto al serramento (in generale, in EPS ad alta densità pari fino a 60 kg/m3) comprensivo dello scatolato/telaio (in OSB caratterizzato da buona stabilità), delle spalle (in materiale EPS ad alta densità pari a minimo 45 kg/m3) con dimensioni secondo il foro finestra/muro, atte a posizionare il serramento in spalletta, con la pendenza integrata e il risvolto (o la battuta) rialzato alla base del telaio sottostante l’infisso. L’installazione della tipologia rileva il fissaggio meccanico mediante dispositivi di ancoraggio idonei alla particolare sezione muraria (con l’ausilio di viti turbo, di viti con tassello, di zanche angolari ad avvitare) e, successivamente, tramite la sigillatura del nodo tra la muratura e il monoblocco: lo spazio interstiziale è riempito con la schiuma poliuretanica, resistente all’invecchiamento (di materiale fonoisolante, fino a 60 dB, di conducibilità termica pari a 0,0405 W/m2K), operando l’isolamento sia dall’interno sia dall’esterno della parete (secondo lo spessore del controtelaio). La schiuma deve essere accuratamente dosata per non formare riversamenti oltre il piano del controtelaio (poiché il taglio del materiale in eccesso metterebbe a rischio l’impermeabilità). Al fine di garantire la tenuta all’aria, su richiesta, si applica su tutto il perimetro interno la barriera al vapore interna-esterna, in materia sintetica (con valore di permeabilità all’aria in base alla Norma EN 1026 a=0 m3/[hm(daPa)n], la tenuta dei giunti alla pioggia battente in base alla Norma EN 1027 ≤ 1.050 Pa, il valore sd secondo la Norma EN ISO 12572 pari a 0,2 m fino a 5 m, la classe di infiammabilità in base alla Norma DIN 4102, classe B2). La barriera al vapore può essere dotata di nastro di butile su un lato per l’applicazione a muro e biadesivo per l’applicazione al controtelaio. In questo caso, il lato dotato del nastro di butile viene compresso in modo omogeneo (con appositi rullini di posa); se la barriera al vapore si dispone sottointonaco si indica l’impiego della versione con rete di armatura in fibra di vetro, incollata su un lembo (figura 7).

Le modalità di costruzione dei cassonetti (che occorre accatastare, per tipologia e dimensione, su piani livellati e al riparo delle intemperie, in particolare dall’azione del vento) prevedono:

  • la preparazione del vano nella quota incrementata (pari a 4÷6 cm per lato), da riempire con cemento;
  • l’esecuzione in opera dopo l’elevazione dei muri perimetrali, rispetto a:
  • l’apertura non superiore a 80÷120 cm, attraverso la disposizione nella propria sede mediante il fissaggio delle zanche di tenuta (inserite nei tasselli di testata con il cemento);
  • l’apertura superiore a 80÷120 cm, attraverso l’ausilio di molteplici puntelli per evitare le flessioni al centro.

Le modalità di costruzione si focalizzano, poi, su:

  • montaggio delle guide, che comporta l’esecuzione (nella parte inferiore o nel celino), di due scassi tali da consentire l’agevole inserimento;
  • inserimento della guida con l’invito rivolto verso l’alto in corrispondenza del controtelaio;
  • fissaggio della guida al controtelaio (mediante l’ausilio della livella), con viti autoforanti di adeguata sezione e lunghezza nei fori presenti sui regoli inseriti nelle guide (figura 8).
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