Porte interne a regola d’arte

Una spiegazione sintetica e operativa esamina le opere preliminari di verifica e di esecuzione rispetto al controtelaio da effettuare prima di avviare la posa delle porte interne

Porte interne

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Lo sviluppo tematico intorno alle procedure, alle soluzioni e alle pratiche dirette all’installazione delle porte interne si struttura attraverso la messa a punto dei riferimenti acquisiti dal settore preposto alle attività di posa in opera, considerando il richiamo ai contenuti di carattere normativo generale, alle caratteristiche morfo-tipologiche ed esecutive dei componenti, alle modalità di posa, ai materiali e alle attrezzature complementari. L’ambito in esame, che contempla i criteri di assemblaggio ai fini del corretto funzionamento del prodotto in fase di esercizio e durante la sua vita utile, si concentra sulle modalità esecutive, sulle responsabilità e sulle competenze (in relazione a quanto esposto, in forma basilare, dalla Norma UNI 10818:2015, Finestre, portefinestre, porte e chiusure oscuranti. Ruoli, responsabilità e indicazioni contrattuali nel processo di posa in opera) rivolte alle opere di progettazione, di produzione, di prescrizione e di utilizzo dei manufatti. Il contributo intorno all’installazione delle porte interne si svolge all’interno dello scenario tecnico e operativo caratterizzato dall’assenza di regole e di indicazioni tali da fornire istruzioni univoche per l’assemblaggio, osservando così la messa a punto di informazioni e di suggerimenti di ausilio acquisiti dalle documentazioni tecniche aziendali, dai principi di applicazione a “regola d’arte” da parte dei posatori fino all’obiettivo di uniformare gli aspetti essenziali.

Nota metodologica
L’estensione generale dell’ambito in esame, a partire da questo contributo, considera l’attività di uniformazione delle regole e delle prescrizioni intorno all’installazione delle porte interne sulla base dei riferimenti messi a punto dal documento tecnico realizzato dal “Gruppo Porte” di EdilegnoArredo (Associazione nazionale fabbricanti prodotti per l’edilizia e l’arredo urbano di FederlegnoArredo) con la consulenza tecnica e il coordinamento a cura di Rita D’Alessandro e Claudia Giorno (ufficio normative di EdilegnoArredo).

La pianificazione della posa in opera
Le procedure di pianificazione della posa in opera delle porte interne rilevano l’acquisizione, da parte dell’installatore, della dichiarazione dei livelli prestazionali del prodotto e la documentazione di accompagnamento comprensiva delle indicazioni per le procedure di stoccaggio e di movimentazione del prodotto, per l’uso in stato di sicurezza e per la manutenzione (in accordo ai dettami posti dal Regolamento UE n. 305/2011 sui prodotti da costruzione). A tale proposito, l’acquisizione dei contenuti prestazionali riguarda i caratteri tipologici e funzionali delle porte rispetto ai sistemi di apertura presenti sul mercato, definiti dal tipo:

  • a battente a una o più ante, provvisto del meccanismo di apertura con la rotazione dell’anta attorno a un asse verticale laterale;
  • scorrevole a una o più ante, provvisto del meccanismo di apertura con la traslazione dell’anta in direzione orizzontale;
  • scorrevole a scomparsa o esterno muro, provvisto del meccanismo di apertura dell’anta che rientra interamente nello spessore del muro (in questo caso il pannello mobile fissato al telaio risulta, a sua volta, inserito all’interno di un controtelaio entro il muro);
  • scorrevole esterno muro, provvisto del meccanismo di apertura con scorrimento dell’anta in modo parallelo alla parete (in questo caso l’anta è agganciata a un binario, talvolta inserito all’interno di un’ulteriore guida, fissato a soffitto o a parete, a incasso totale o a sospensione);
  • a bilico verticale a una o due ante, provvisto del meccanismo di apertura con rotazione dell’anta attorno a un asse verticale, situato in posizione intermedia;
  • a ventola a una o due ante, provvisto del meccanismo di apertura con rotazione dell’anta attorno a un asse verticale laterale in entrambe le direzioni;
  • pieghevole a libro a una o due ante, provvisto del meccanismo di apertura che prevede la scomposizione dell’anta in elementi che si dispongono gli uni sugli altri per scorrimento dei loro assi di rotazione;
  • roto-traslante a una o due ante, provvisto del meccanismo basato sullo spostamento del perno di rotazione della porta che diviene girevole e apribile in entrambi i sensi.

Prima di procedere alla posa, l’installatore deve acquisire le informazioni per garantire le condizioni di mantenimento delle caratteristiche prestazionali dichiarate dal fabbricante, riferite:

  • all’isolamento termico, qualora le porte siano applicate a separazione tra locali interni dei quali uno riscaldato e l’altro non riscaldato;
  • all’isolamento acustico, qualora le porte siano applicate rispetto a specifiche destinazioni d’uso (per esempio, nel caso dell’edilizia alberghiera, ospedaliera o di funzioni comprensive di locali di intrattenimento);
  • alla resistenza al fuoco, qualora le porte siano applicate, per esempio, rispetto a strutture turistico-ricettive o a locali pubblici;
  • alle condizioni preposte al rispetto della riservatezza;
  • alle condizioni relative all’espressione architettonica degli spazi interni.

L’articolazione tipologica delle porte interne
La determinazione delle procedure applicative si correla alle principali tipologie di porte: in legno, vetro, metallo e misto.

Le porte interne in legno sono caratterizzate:

  • dalla configurazione del telaio fisso secondo l’impiego di materiali in accordo alle condizioni di impiego e di finitura (come nel caso del legno listellare, del multistrato di pioppo e dei pannelli in MDF, Medium Density Fibreboard). Il telaio fisso può presentare il rivestimento tramite i prodotti tranciati di varie specie legnose oppure laccato con speciali vernici;
  • dalla struttura della pannellatura che costituisce l’anta, in accordo alle tipologie realizzate dall’anta tamburata (composta dalla costituzione, in generale, in abete che agisce quale intelaiatura esterna e in forma alveolare all’interno, tale da collaborare allo stato di rigidità, rilevando l’inserimento tra due pannelli di derivati del legno e la finitura tramite rivestimenti di varie specie legnose), dall’anta listellare (composta dalla costituzione in legno listellare e la finitura tramite rivestimenti di varie specie legnose) e dall’anta con anima piena (composta dalla costituzione per mezzo di pannelli in materiale omogeneo e generato da frammenti di legno o da multistrato di sfogliati di legno).

Le porte interne in vetro sono caratterizzate:

  • dalla configurazione tramite l’ausilio o l’assenza del telaio fisso (in legno o metallico);
  • dalla struttura della pannellatura che costituisce l’anta, in accordo alla costituzione in vetro monolitico temperato (conseguente al trattamento termico rivolto all’incremento delle prestazioni di resistenza meccanica e di sicurezza, provvedendo a disporre di frammenti di piccole dimensioni e con i bordi non taglienti in caso di rottura), stratificato e stratificato temperato, stratificato temperato verniciato o argentato (anche con la possibilità dell’aggiunta di decori). In particolare, la stratificazione, realizzata dall’unione di due o più lastre, accentua le prestazioni di sicurezza per l’adesione dei frammenti alla resina o alle pellicole in materiale plastico trasparente (quale il PVB, polivinilbutirrale), mentre i trattamenti di finitura riguardano le varie gradazioni di trasparenza, la satinatura o la laccatura.

Le porte interne metalliche (essenzialmente in alluminio) sono caratterizzate:

  • dalla configurazione del telaio fisso metallico, incassato nelle sezioni murarie, anche per questo specialmente in alluminio;
  • dalla struttura della pannellatura che costituisce l’anta, in accordo alle tipologie realizzate in lamiera stampata (di alluminio o di altro metallo) al fine di conferire la resistenza meccanica, mentre i trattamenti di finitura possono essere applicati con verniciature a freddo, a polveri oppure in cantiere in tinta con le chiusure verticali interne.

Le porte interne miste sono caratterizzate:

  • dalla configurazione del telaio fisso in legno, in alluminio o metallico;
  • dalla struttura della pannellatura che costituisce l’anta, in accordo alle tipologie realizzate in alluminio, in metallo anodizzato o rivestito, in pannelli laminati o impiallacciati, in lastre di vetro temperato o stratificato.

Le principali azioni di controllo
Nei confronti delle caratteristiche tipologiche delle porte interne, le procedure di installazione considerano:

  • la cura verso gli aspetti geometrici, in merito alle condizioni di ortogonalità e di planarità, e verso gli aspetti ambientali, in merito alle condizioni di umidità (durante la fase di consegna e di stoccaggio);
  • il sopralluogo al fine di procedere in condizioni di conformità (in particolare, in riferimento alle soglie dei vani) e di sicurezza, osservando l’eventuale presenza di impianti elettrici (quali interruttori) in prossimità dei vani e dei punti di ancoraggio del telaio;
  • la verifica inerente alla predisposizione delle sezioni murarie dei vani (relativamente alle dimensioni in spessore, alla solidità e alla costituzione fisica rivolta al fissaggio degli elementi di ancoraggio, come le squadrette o i tasselli);
  • la verifica della documentazione comprensiva delle istruzioni di posa e delle informazioni dirette al cliente (composte dalle “schede di prodotto” e dal “libretto d’uso”, soprattutto in merito agli interventi di manutenzione);
  • l’esecuzione o il controllo della posa del controtelaio ai vani, provvedendo alle operazioni di rilievo geometrico, dimensionale e costruttivo, per esempio, considerando:
  1. a) l’avvenuta realizzazione o l’assenza delle superfici di pavimento, valutandone i livelli in spessore;
  2. b) la cura verso gli allineamenti dell’anta in corrispondenza del cambio di soglia, nel caso di superfici di pavimento diverse e attigue.

Le procedure di movimentazione e di stoccaggio
La fase di stoccaggio comporta la disposizione in ambiente chiuso, la protezione rispetto alle intemperie (evitando la rimozione delle pellicole, se presenti, dalle ante e dai profili di telaio), le modalità di appoggio (verticale oppure orizzontale in accordo alle indicazioni del produttore) secondo il peso proprio (in generale, pari a circa 50 kg/m2). La movimentazione implica la necessità di evitare l’esposizione del prodotto ai raggi solari e agli eccessi termici, soprattutto a temperatura elevata, che possono indurre l’adesione dell’imballo al prodotto e il “rinvenimento” delle pellicole relative alla verniciatura. Le modalità di azione osservano, in particolare:

  • la fase di “sballaggio” con la cura diretta a evitare di ammaccare, graffiare o rovinare il prodotto, evitando l’ausilio di cutter o di utensili taglienti per l’apertura;
  • il controllo dei prodotti in cantiere o nel luogo di applicazione, al fine di rilevare lo stato di integrità all’interno degli imballaggi originali (per cui occorre, in caso contrario, provvedere a comunicare le eventuali anomalie) e lo stato successivo al trasporto e alle operazioni di movimentazione.
Definizione di porta interna
La definizione codificata di “porta interna” si osserva nel richiamo alla Norma prEN 14351-2, Finestre e porte. Norma di prodotto, caratteristiche prestazionali. Parte 2: Porte interne pedonali senza caratteristiche di resistenza al fuoco e/o tenuta al fumo, che evidenzia la costituzione quale “prodotto da costruzione progettato e impiegato per chiudere un’apertura permanente in elementi di separazione interni e per il quale l’uso principale previsto è l’accesso di pedoni”.

L’esecuzione e il controllo della posa del controtelaio
Le procedure di costruzione o di analisi del controtelaio rispetto al vano considerano:

  • la verifica geometrica e dimensionale nei confronti della larghezza, che sia uguale nella parte superiore, centrale e inferiore (evidenziando le stesse operazioni anche in assenza del controtelaio e riferendosi alla “luce architettonica” del vano). Questo richiamando la situazione per cui il fissaggio del controtelaio alle sezioni murarie resta di competenza e responsabilità del costruttore edile, che ne garantisce la messa a piombo e a livello, nonché la tenuta degli ancoraggi (figure 1 e 2);
  • la rimozione di ogni residuo di malta e di intonaco, con particolare attenzione ai fili interno ed esterno e alle scatolette di fissaggio;
  • la rilevazione dell’altezza nei confronti del livello del pavimento finito e della profondità verso le superfici di rivestimento delle chiusure verticali interne. A tale proposito, si contemplano:
  1. a) la fase di controllo del rispetto della quota dalla superficie netta del pavimento finito su entrambi i lati del controtelaio (pari a +100 cm). Il controtelaio deve risultare “appoggiato” al pavimento finito;
  2. b) la fase di controllo della quota in larghezza avendo cura di verificare la dimensione su almeno tre punti (in alto, in basso e al centro), dovendo rispettare la misura nominale di “luce foro” (con la tolleranza pari a ±3 mm);
  3. c) la fase di controllo della quota in altezza avendo cura di verificare la dimensione su almeno tre punti (in alto, in basso e al centro), dovendo rispettare la misura nominale di “luce foro” fino a un massimo di 10 mm di affossamento del controtelaio;
  • la verifica della piombatura dei montanti del controtelaio, utilizzando il filo a piombo o la livella su tutta l’altezza (con la tolleranza pari a ±2 mm);
  • la verifica della corretta angolatura rispetto al filo intonaco interno ed esterno dei profili del controtelaio (utilizzando la squadra), osservando su almeno tre punti (in alto, in basso e al centro) l’assenza di torsioni lungo tutto il profilo (figure 3 e 4).

Inoltre, le procedure di costruzione o di analisi del controtelaio rispetto al vano considerano:

  • la verifica del traverso superiore del controtelaio, con l’ausilio della livella, che occorre rilevare “in bolla” sulla larghezza (con la tolleranza pari a ±2 mm);
  • la verifica del piano del pavimento, con l’ausilio della livella, nella zona di movimentazione della porta, che occorre rilevare “in bolla” (con la tolleranza pari a ±2 mm).

Nel caso del montaggio diretto alle sezioni murarie dei vani, l’operatività prevede:

  • la rimozione di eventuali coprifili o cornici di finitura, esaminando la presenza di un adeguato alloggio (mazzetta) dove posizionare il telaio;
  • la verifica della consistenza e della conformazione delle sezioni stesse, in grado di sostenere gli ancoraggi del telaio e il peso della porta;
  • la verifica del piano del pavimento nella zona di movimentazione della porta, che occorre rilevare “in bolla” (con la tolleranza pari a ±2 mm, si vedano le figure 5 e 6).
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