Case in vetrina

Case in vetrina: Rieteiland House, Glass House

Un ambiente volto alla massima trasparenza, con pavimenti e soffitti che perdono la loro consistenza per diventare incorporei divisori

Rieteiland House

Vivere in una casa con le pareti trasparenti ribalta il concetto classico delle mura domestiche e della loro funzione protettiva. Significa essere protagonisti di una continua rappresentazione teatrale, dove il mondo intimo diventa un componente primario dell’atmosfera esterna e viceversa. Certo, non sono abitazioni congeniali a tutti, ma dal punto di vista funzionale sono estremamente versatili, perché possono adeguarsi a ogni tipo di contesto, del quale riflettono inevitabilmente i caratteri. Per questo, in generale, vengono collocate in punti strategici, con viste panoramiche particolarmente suggestive, in cui i confini si annullano per favorire lo scambio diretto con la natura circostante. La trasparenza consente inoltre il costante passaggio della luce solare, elemento fondamentale a sostegno del nostro benessere psicofisico.

L’eccessiva trasparenza di una casa dalle pareti completamente vetrate può essere superata – per questioni di privacy o di eccessivo irraggiamento solare – applicando schermature oscuranti, che tuttavia tolgono una parte del fascino legato all’aspetto etereo e quasi immateriale di questo tipo di edificio. In alternativa, durante la realizzazione può essere adottato un vetro di tipo sensibile, che viene programmato per opacizzarsi a comando, per esempio, nelle ore notturne e tornare trasparente alle prime luci del giorno.

Dal punto di vista strutturale, la sensazione di fragilità e di leggerezza trasmessa dal vetro diventa un aspetto apparente, in quanto può essere trasformato, con le opportune lavorazioni, in elementi costruttivi portanti verticali e orizzontali, che garantiscono grande affidabilità statica e resistenza alle diverse sollecitazioni. I pannelli vetrati in facciata possono essere assemblati presentando solo fughe sigillate, senza alcun profilo a vista, offrendo ottime prestazioni termoacustiche e di sicurezza antieffrazione.

Tramonto ad Amsterdam
Il progetto della casa in vetro Rieteiland House è partito dal desiderio di abitare in uno spazio orientato verso i magnifici tramonti che si godono a IJburg, un quartiere residenziale di Amsterdam, costruito su isole artificiali nel lago IJ. L’architetto Hans van Heeswijk ha ideato una “scatola” sviluppata su tre piani, con una parete interamente in vetro trasparente che si affaccia sull’acqua. Da qui la vista può spaziare sul territorio circostante, come dagli spalti di una tribuna coperta, e al contempo è messa in mostra la vita che si svolge all’interno, in uno scambio reciproco di esperienze.

La facciata trasparente mette in evidenza la distribuzione spaziale ai diversi livelli, con la torre centrale destinata ai servizi, che concentra al suo interno gli impianti, i bagni previsti a ogni piano, un deposito e un montavivande. Nella parte posteriore l’edificio è rivestito con pannelli orizzontali in alluminio forato, che si spostano in modo automatico lasciando aprire le finestre retrostanti. L’attenzione posta dal progettista alla sostenibilità e al risparmio energetico, oltre all’utilizzo del vetro, materiale ecologico per antonomasia, ha portato all’inserimento di pannelli solari, con l’accumulo di energia termica, e di una pompa di calore per il riscaldamento e il condizionamento dell’aria. I serramenti riprendono la struttura dei modelli comunemente in commercio, finora mai utilizzati per realizzare un’intera facciata trasparente. Nella composizione dei moduli, delle dimensioni di 12×9 metri, lo spessore dei telai è stato ridotto al minimo, con pannelli vetrati della superficie massima di 8,5 metri quadrati, accostati mediante un profilo minimale.

Rieteiland House  
Dove: Amsterdam
Proprietà: Hans van Heeswijk
Progetto architettonico: Hans van Heeswijk
Progetto strutturale: ABT (Delft)
Impresa costruttrice: M.J. de Nijs en Zonen (Warmenhuizen)
Superficie totale costruita: 275 metri quadrati
Finestre e porte: in alluminio, realizzate su disegno da Kumasol Etten-Leur
Foto: Imre Csany
Glass House

Glass House Dream&Charme

Dentro la bolla climatica
Il progetto di Glass House si ispira all’omonima architettura costruita negli anni Cinquanta dal famoso architetto Philip Johnson. Situata nel cuore del Monferrato, la casa è la reinterpretazione di un’antica limonaia trasformata in un’elegante suite. Circondata completamente dal vetro, è “una bolla climatica” che segue il succedersi delle stagioni, mantenendo lo stesso grado di comfort interno. Può essere considerata un vero e proprio “esperimento abitativo” in vetro, in cui convivono natura, tecnologia, design e sostenibilità. L’impatto sul territorio è stato limitato intervenendo con una struttura minimale in metallo e cristallo, coadiuvata da energia verde e dalla presenza sulla copertura di pannelli fotovoltaici di ultima generazione.

Anche a livello formale la semplicità archetipica di Glass House si inserisce perfettamente nel verde circostante, con le pareti trasparenti che si aprono direttamente sullo scenario naturale. Lo spazio interno, suddiviso in un grande living room, una camera da letto matrimoniale e un bagno con affaccio verso l’esterno, rimane completamente a vista, attraverso le finestre che occupano l’intera altezza. I serramenti sono realizzati con telai in ferro e ampie vetrate modulari, oscurabili da tende a rullo motorizzate che chiudono l’intera superficie.

Glass House Dream&Charme  
Dove: Casale Monferrato (Alessandria)
Progetto architettonico e direzione dei lavori: Carlo Alberto Maria Caire
Layout interno: Piero Lissoni
Progetto strutturale: Fiorenzo Scagliotti
Impresa costruttrice: Geom. Gianni Cavallone
Superficie totale costruita: 68 metri quadrati
Volume costruito: 206 metri cubi
Finestre: in ferro, su disegno, fornite da Vetreria Greppi Daniele e Tardivel
Porte interne: di Lualdi, fornite da Vetreria Greppi Daniele e Tardivel

Un nuovo modo di essere
Studiata dall’architetto Carlo Santambrogio, The Glass House è un concept di casa trasparente, collocabile ovunque, che dialoga direttamente con i caratteri del territorio circostante nei quali si annulla allo stesso tempo. Appare come un’entità sospesa, con le pareti e la copertura vetrate che richiamano all’interno i colori della natura, riflettono l’azzurro del cielo, si inondano della morbida luce dell’alba e del tramonto. L’ambiente esterno viene vissuto giorno e notte, a diretto contatto con sole, pioggia, vento e neve.

The Glass House

Il vetro, protagonista assoluto di questo progetto, ha la duplice e opposta valenza di essere all’apparenza evanescente e offrire un’alta resistenza a livello strutturale. Materiale neutro e incolore, è presente non solo nell’intelaiatura portante, con travi, solette e rampe della scala, ma anche negli arredi, in un gioco coerente di contenitore e di contenuto. Tutto l’insieme è volto alla massima trasparenza, con pavimenti e soffitti che perdono la loro consistenza per diventare incorporei divisori. In ogni punto dei tre piani di questa casa si è invitati a sperimentare un nuovo modo di essere, che stravolge l’interpretazione usuale di riparo, protezione e intimità, strettamente legati al concetto classico dell’abitare. Salire la scala ha lo stesso effetto dell’arrampicarsi verso la cima degli alberi, l’acqua che scende nella doccia è come la pioggia che bagna il bosco e le pareti svaniscono per lasciare il posto allo sfondo della vegetazione.

The Glass House  
Progetto architettonico e direzione lavori: Santambrogio Milano
Superficie totale costruita: 300 metri quadrati su tre piani
Volume totale: 1.000 metri cubi
Vetri: extra-clear di Saint Gobain
Foto: Santambrogio Milano

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