Inno alla luce

Mansarda, Claudia Biondi

Finestre intelligenti trasformano un sottotetto in mansarda

Mansarda

Uno studio, utilizzato anche come angolo relax, è ricavato nelle falde del tetto. L’apertura della finestra ha permesso di recuperare lo spazio e rendere luminoso un ambiente prima inutilizzato

Ambienti ristretti, locali bui e atmosfere anguste. Uno spazio invivibile che l’architetto Claudia Biondi, ispirata dalla luce, ha trasformato in una graziosa mansarda ridisegnandone completamente pianta e aperture. L’idea dei proprietari, una famiglia bolognese, era di recuperare il soffitto al di sopra del loro appartamento, rendendolo uno spazio aperto, in dialogo con due terrazze sul tetto quasi completamente dimenticate. La nuova abitazione è strutturata su due livelli, con zona giorno al piano inferiore e zona notte a quello superiore.

L’intervento maggiore ha riguardato ovviamente la mansarda, dove sono stati definiti vari ambienti destinati allo studio, al relax e alla notte. L’illuminazione, così carente prima dell’intervento, diventa il tema centrale della progettazione: «Abbiamo deciso di andare oltre la semplice illuminazione, per puntare a emozionare con la luce» spiega la progettista. E per crearla, questa luce, l’architetto apre una serie di lucernari.

Sei moduli di grandi dimensioni, raggruppati su due file, trasformano la camera da letto in una sorta di serra affacciata sul cielo. I modelli installati (GPU PK10 e GGU PK06 di Velux) sono in legno rivestito di poliuretano bianco, all’interno montano vetri stratificati di sicurezza e prevedono apertura a vasistas e bilico. Le prestazioni isolanti sono garantite dal sistema brevettato ThermoTecnology. Per facilitare le operazioni di apertura e chiusura, i modelli sono elettrici, con la possibilità di scegliere tra otto programmi quotidiani o di personalizzare la propria apertura a seconda delle esigenze. Non da ultimo, in caso di rovesci, le finestre si chiudono da sole grazie a un sensore antipioggia. L’oscuramento è invece garantito da tende e tapparelle elettriche Velux, programmabili per rendere più facili e veloci le chiusure.

Due portefinestre realizzate artigianalmente danno accesso alle due terrazze ricavate tra le falde del tetto. L’effetto luminosità degli interni è esaltato dalla finitura delle pareti in bianco o grigio perla e dal parquet a doghe dai toni chiari. Un sistema di illuminazione artificiale integrato nella muratura, invisibile durante il giorno, è programmato per accendersi nelle ore serali creando piacevoli effetti che caratterizzano i diversi ambienti. Le porte interne, interpretando lo stile mimimal dell’arredo, sono in legno, scorrevoli a scomparsa, rigorosamente bianche di Garofoli.

Foto di Andrea Ferrari e Andrea Segliani

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