L’influenza dei colori sulla vita quotidiana e l’architettura: ricerca Lively Colours

colori

Il colore può giocare un ruolo importante nella vita di tutti i giorni, favorendo o contrastando l’esito di situazioni e sfide quotidiane. È quanto emerge da Lively Colours, ricerca neuro-scientifica realizzata da Pratic e un gruppo di studiosi: semiologo Stefano Calabrese dell’Università Iulm di Milano, narratologo Claudio Dolci e estetologa Denitza Nedkova dell’Università di Modena e Reggio Emilia. la ricerca ricerca raccoglie 40 dei più recenti studi internazionali in materia applicandoli a temi che toccano l’interesse di tutta la società, analizzando l’impatto del colore nella vita quotidiana, sul design, sui processi neuro-cognitivi.

Il rosso aiuta a primeggiare nella competizione, il blu e il verde servono nel ragionamento e nel risolvere i problemi, il giallo è molto utile per trarre energia e attenzione, il marrone indica serietà e affidabilità, il nero è imbattibile nel campo dell’eleganza e della seduzione.

Quando abbiamo avviato questo progetto di ricerca non potevamo prevedere che avremmo ripercorso, in piccolo, la storia stessa del rapporto tra uomo e colori” spiega Edi Orioli, vicepresidente di Pratic Spa. “Oggi sappiamo come i colori e la luce colorata influenzino l’essere umano, in modi a volte inconsapevoli o scarsamente coscienti. Si tratta di conoscenze importanti per chi, come Pratic, sulla luce e sul benessere concentra da anni il suo impegno. Idee che aiuteranno tutti coloro che, come noi, creano ogni giorno spazi di autentico comfort e bellezza”.

In natura esistono milioni di colori che il nostro occhio riesce a vedere. Una quantità impressionante, se si considera che riusciamo a percepire solo la luce compresa in una modesta porzione dell’intero spettro elettromagnetico (tra i 400 e 700  nanometri). Ma come funziona il meccanismo che regola la percezione del colore? La luce viene catturata e suddivisa grazie a tre differenti tipologie di cellule denominate coni, capaci di percepire le onde del blu (430 nm), del verde (530 nm) e del rosso (560 nm), ed è successivamente elaborata da strutture cerebrali specializzate quali il Nucleo Genicolato Laterale. Le tre componenti di una scena visiva – colore, forma, movimento – vengono analizzate da differenti aree specializzate ma non simultaneamente: vediamo prima i colori, poi le forme, infine i movimenti e le posizioni. Ecco perché i colori hanno una notevole importanza, non solo da un punto di vista scientifico, ma anche per tutte le applicazioni che ne derivano.

Nell’essere umano i colori caldi e chiari accrescano la tensione muscolare, accelerino il battito cardiaco e la respirazione favorendo il movimento, mentre i colori scuri e freddi provocano l’effetto contrario. Allo stesso modo delle semplici variazioni degli equilibri cromatici possono cambiare completamente la percezione dello spazio che abbiamo intorno a noi, tanto all’interno quanto all’esterno.

Grazie agli studi di marketing oggi sappiamo che a livello psicologico ciascun colore può essere collegato a una particolare caratteristica o attitudine: la tonalità del bianco è associata a sincerità, purezza, pulizia e pace, quella del giallo ad attenzione, ottimismo, estroversione e felicità, il rosa a calore, femminilità, eleganza e morbidezza, il blu a competenza, comunicazione e intelligenza, il marrone a serietà e affidabilità, il nero a potere ed eleganza, il viola al lusso e alla qualità.

La scelta dei colori può essere determinante anche rispetto agli ambienti indoor e outdoor,  dove entrano in gioco anche i concetti di colori fondali (tonalità spente e scure, ideali per mimetizzarsi) e colori frontali (accesi e contrastanti, fanno risaltare gli elementi). Se ci troviamo all’interno di uno spazio le cui pareti sono dipinte con colori fondali abbiamo la sensazione di un ambiente più spazioso rispetto alle sue dimensioni reali, mentre i colori frontali, caldi e luminosi, attivano una sensazione di avvicinamento e stimolazione. Ne consegue che la scelta dei colori da utilizzare per decorare un edificio o una struttura devono essere legati al contesto, alla destinazione d’uso (ad esempio, relax o lavoro) e all’obiettivo di creare un equilibrio e di comfort cromatico.

Ad esempio, una stanza con pareti e pavimento grigi, ma ammobiliata con tavoli e sedie dai colori accesi, quindi ad alta saturazione, attenua l’affaticamento visivo e migliora il ritmo spaziale creando un senso di ordine e marcata armonia. Le ricerche suggeriscono come un’ambientazione acromatica o addirittura monocromatica tenda a indurre nei soggetti uno sforzo visivo maggiore rispetto a un ambiente policromo, senza considerare il fatto che una tinta unica è in grado di imprimere persino una certa oppressione psicologica. Valutazioni che riguardano anche gli equilibri cromatici tra interni ed esterni. Ad esempio, dipingere di verde un pergolato annesso a una casa immersa nel grigiore della città ne favorisce il distacco, creando una discontinuità percettiva tra le due strutture cromatiche. Diventa quindi importante aumentare il livello di comfort dello spazio visivo mediante l’uso oculato del colore e delle combinazioni cromatiche per implementare la qualità dell’informazione e la capacità di orientamento spaziale.

Il colore ha una grossa influenza sull’identità delle forme architettoniche, soprattutto perché, quando si tratta di edifici, ognuno di noi assegna inconsciamente a ciascun colore una determinata funzione (esempi classici sono il bianco dell’ospedale o il rosso dei vigili del fuoco). La mancanza di colore può indurre ad esempio a un fraintendimento rispetto alla destinazione d’uso di un edificio o anche a sottostimarne le dimensioni.

Tali effetti oggi sono moltiplicati dal fatto che i colori possono essere influenzati e riprodotti anche mediante l’illuminazione artificiale, soprattutto con il passaggio dalle lampadine a incandescenza alla luce LED. Quest’ultima, infatti, stimola maggiormente il fotorecettore mRGCs (e la melanopsina), sensibile alla luce di lunghezza d’onda corta e capace di amplificare il senso di immersività dell’esperienza architettonica. Da tale punto di vista, e tenendo conto dell’azione sul rilascio della melatonina prodotto dalla luce LED, occorre progettare uno spazio funzionale all’esperienza percettiva che si vuole attivare nel soggetto, nella consapevolezza che l’immersività esperienziale si ottiene con il LED, mentre l’illuminazione a incandescenza genera un maggiore distacco tra percipiente e percepito.

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