Il nuovo ciclo dell’edilizia

Secondo Federcostruzioni e Cresme il mercato delle costruzioni è entrato in una nuova fase di ripresa e cambiamento strutturale

edilizia

Il mondo dell’edilizia sta entrando in una fase di cambiamenti e di ripresa: lo dicono rispettivamente il rapporto “L’innovazione nel sistema delle costruzioni in Italia” di Federcostruzioni e il XXVI Rapporto congiunturale e previsionale Cresme “Il mercato delle costruzioni 2019”.

Innovazione tecnologica e digitalizzazione trainano il cambiamento
Il documento stilato da Federcostruzioni in collaborazione con Cresme mette in luce come per l’edilizia sia iniziata una nuova fase, caratterizzata da un percorso di riconfigurazione e trasformazione della propria struttura, spinto da importanti motori quali l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione. In particolare, secondo quanto individuato dalla Federazione delle costruzioni, i principali driver che guideranno il cambiamento di questo settore saranno sei: la digitalizzazione di prodotti e processi (per esempio, Bim e Iot); l’energy technology (per esempio, automazione intelligente degli edifici, integrazione dei processi e la connessione di tutti i dispositivi di controllo di una casa); l’industrializzazione e la prefabbricazione (soprattutto in termini di robotizzazione e tecnologie additive); la sostenibilità, l’economia circolare e l’integrazione tra costruzioni e ambiente; lo sviluppo di nuovi materiali; il passaggio da una filiera competitiva a una filiera collaborativa. Combinando tra loro questi sei aspetti si entrerà nel vivo di un nuovo ciclo dell’edilizia in cui il mondo delle costruzioni, settore tra gli ultimi in termini di innovazione, sarà caratterizzato da forme di intercooperazione tra i vari stakeholder, dall’interoperabilità dei diversi modelli a supporto dei processi e dei sistemi di progettazione, realizzazione, manutenzione e gestione degli immobili, che consentiranno di aumentare la prevedibilità e la qualità della valutazione delle scelte da operare, riducendo così significativamente l’elevato costo dell’errore che al momento caratterizza l’attività edilizia e infrastrutturale.

“Secondo il Cresme, nel quadriennio 2019- 2022 tutti i motori delle costruzioni dovrebbero essere accesi e determinare una crescita del settore con tassi superiori al 2% tra il 2019 e 2021, anche se con dinamiche calanti: +2,5% nel 2019; +2,3% nel 2020; +2,1% nel 2021. Nel 2022 si dovrebbe scendere sotto il 2%”

In ripresa costruzioni, finanziamenti e produzione
Guardando al medio periodo, i dati elaborati dal rapporto del Cresme mettono in evidenza come il comparto edile del nostro Paese sia in una fase di ripresa dopo dieci anni di crisi profonda. Dal 2016, anno a cui risalgono i primi timidi segnali di rilancio, i permessi di costruire per l’edilizia residenziale sono aumentati: +3,9% nello stesso 2016, +11,3% nel 2017 e +8,7% nei primi tre mesi del 2018. In crescita anche i finanziamenti agli investimenti per l’edilizia residenziale (+0,6%) e non residenziale (+33%), così come i lavori di recupero edilizio e riqualificazione energetica, che hanno registrato un aumento dell’1,7% nei primi otto mesi del 2018. Segnali positivi, seppur modesti, anche per le opere pubbliche, che dopo dieci anni di calo fanno registrare nel 2018 un +1,5% rispetto all’anno precedente, mentre nel triennio 2019-2021 gli investimenti dovrebbero aumentare spinti dalle ingenti risorse pubbliche messe in campo e dalle risorse private dei concessionari autostradali, dei gestori degli aeroporti nazionali, delle reti idriche, energetiche e per le telecomunicazioni.

Interessante anche il dato relativo al valore della produzione che, secondo il rapporto Cresme, nel 2018 avrebbe raggiunto quota 171 miliardi di euro, contro i 167 del 2017. In particolare, gli interventi di recupero del patrimonio immobiliare rappresentano il 73,8% del mercato delle costruzioni, con il 21,5% per la manutenzione ordinaria e il 52,3% per quella straordinaria, per un totale di 126,2 miliardi di euro, mentre le nuove costruzioni toccano il 25,2% del totale con un valore di 43,1 miliardi.

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